Parco del Vecchio Passeggio, il degrado nel centro della città, tra fango, pozzanghere e panchine trasformate in giacigli per senzatetto
Il Parco del Vecchio Passeggio, il più grande parco del centro cittadino, risalente all'inizio del XIV secolo e successivamente diventato parte del complesso architettonico del Vecchio Ospedale nel XVIII secolo, è -o dovrebbe essere- una delle zone di prestigio della città, un ponte verde tra il centro e viale Trento e Trieste da quando venne aperto al pubblico nel 1973.
Oggi più che di verde, dovremmo parlare di fango e pozzanghere: nonostante sia la sede del Museo degli Alberi, con le oltre 50 specie arboree che lo abitano, questo angolo di città può essere annoverato come uno dei meno curati. Non è un'opinione, ma la fotografia di una realtà sotto gli occhi di tutti, o per lo meno di quelli che si fidano ad entrarci.
Le foto inviate da alcuni cittadini testimoniano lo stato attuale: la zona infatti da tempo è diventata area di bivacco per senzatetto e sbandati, che hanno eletto le panchine a giacigli di fortuna, con cartoni stesi sulle sedute per ripararsi dal freddo ed addirittura su un albero spunta una sorta di "casetta" fatta da uno scatolone e alcune coperte e stracci. A terra poi non mancano i rimasugli di quei bivacchi, con lattine e bottiglie di superalcolici, unico conforto per i disperati che si affidano a quelle panchine per trascorrere le giornate.
A peggiorare la situazione, anche lo stato del terreno, caratterizzato da fango e pozzanghere che quando piove diventano veri e propri laghi, disincentivando il passaggio dei pedoni in quseto che invece potrebbe e dovrebbe essere uno dei polmoni verdi della città, un giardino storico da valorizzare nella sua funzione ricreativa e naturalistica, con un interessante patrimonio arboreo e faunistico che però, evidentemente, in questo momento sta soffrendo una grave condizione di degrado, esasperata dalla presenza di questi bivacchi che trasmettono un'idea di insicurezza ed incuria. Risalgono al 2022 le prime segnalazioni di avvallamenti e criticità nel fondo sterrato dei camminamenti, ma ad oggi la situazione è addirittura decisamente peggiorata e non si conoscono la tempistica di un eventuale intervento di sistemazione.
E pensare che solo nel 2002, l’Amministrazione aveva affidato la riqualificazione del parco all’architetto Andreas Kipar mentre di recente si era valutata l'ipotesi di abbassare il muretto del parco, nel lato di affaccio su viale Trento e Trieste, suscitando non poche perplessità.
Nel frattempo, il parco continua a soffrire di incuria e degrado, tra fango e giacigli di fortuna.
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commenti
Bloody Mary
11 marzo 2026 10:39
Beh, meno male che l'archistar non ha potuto fare danni come ha fatto nei giardini di piazza Roma, per tacere di altre proposte fuori da ogni buonsenso delle passate amministrazioni...
la (demenziale) proposta dell'abbassamento del muro di cinta (quando il resto del mondo tende a recintare le zone verdi per farle diventare vere e proprie oasi nei centri urbani), si spera sia definitivamente tramontata.
Resta lo stato di abbandono ma pare che ci sia più interesse nel buttare soldi per il "recupero" di un pezzo di canale dietro lo stadio (che per ora ha visto come risultato solo l'abbattimento di 6 piante sane) che per una ordinaria manutenzione di questo parco storico che, se frequentato abitualmente dalle persone come un tempo, sarebbe automaticamente "sorvegliato" in modo da scoraggiare bivacchi e altro.
Così, tanto per cominiciare......
Alessandra
11 marzo 2026 10:40
Io mi domando ma il sindaco e tutto il suo entourage dove vivono?
Da qualsiasi parte della città c'è sporcizia degrado ma solo loro non vedono nulla?
Enrica
11 marzo 2026 12:07
Alessandra il sindaco e tutta la sua ciurma vedono sicuramente ma il problema è che mancano i soldi perché spesi male, vedi totem, ora il cavo, ecc.ecc.! Rimettiamo raccolta rifiuti di prima visto che le persone per paura di pagare di più i rifiuti che fanno abbandonano i rifiuti, tanto l'aumento lo fanno comunque! In quanto alla discarica comunale devono accettare i rifiuti non dirmi sono troppi li porti un po alla volta! Pazzesco
Stefano
11 marzo 2026 13:47
In quanto ai soldi se anziché andare in 10 a Berlino ci andavano in 5, già era un risparmio da dedicare a cose più serie. Perché non è serio e soprattutto rispettoso della cittadinanza, andare a Berlino in 10. Ma da costoro di rispetto per la cittadinanza me ne aspetto ben poco. Riguardo a questo parco, al di là del l'assurdità fuori da ogni buona logica ecologica di abbatterne le mura ricordo che anche qua c'era un piccolo stagno poi totalmente prosciugato come quello che si sta mandando alla malora presso le colonie padane. E poi si riempiono la bocca di ambientalismo solo perché fanno le piste/corsie ciclabili e la Vento, per fare la quale tra l'altro si sono abbattuti fior fior di alberi. È un ambientalismo che fa '.....
Gianluca
11 marzo 2026 13:54
E pensare che in via dell’Annona per sistemare la copertura del Cavo Cerca a rischio crollo era già stato speso più di un milione. Ora dopo averlo richiuso, lo riapriremo inutilmente per farlo diventare una gigantesca pattumiera, spendendo ancora milioni di euro che potevano essere utilizzati per una corretta manutenzione di altre zone della città. Ma evidentemente ai nostri “carissimi” amministratori va bene così.
marco
11 marzo 2026 12:45
Ma il Comune tutto dorme oppure vive su un'altro pianeta?
A parte i posti letto alla Casa dell'Accoglienza di Viale Trento Trieste e la Nuova Casa dell'Accoglienza in via Mosa il Comune cosa fa'...tanti bei tavoli di confronti e tante belle intenzioni.
Vogliamo darci una mossa e vedere cosa accade in città e non pensare solo al decoro del centro cittadino peraltro molto discutibile tra bancarelle improvvisate e mendicanti da anni stanziali in Pizza Duomo?
Segnalo da tempo la situazione del parcheggio del supermercato di via Brescia dove soggiornano nullafacenti che non hanno nessuna intenzione di lavorare ma solo interessati all'alcool e che sfruttano le cucine della San Vincenzo con i servizi che offre e i pacchi dei Frati di via Brescia per potere sopravvivere.
Per dormire si arrangiano da amici o vanno in Viale Trento Trieste.
Ma non sono in centro e quindi si lascia correre.
Gli immigrati senza permesso di soggiorno che hanno un lavoro pagato poveramente e che non riescono a trovare un posto letto a pagamento ( non di solidarietà) dai connazionali dormono dove possono ed è una situazione dilagante in tutt'Italia.
Poi esiste una parte di persone che rifiutano ogni aiuto e preferiscono vivere nell'ombra e sono già seguirte dai servizi sociali.
Cremona è ancora una situazione felice rispetto alle grandi città ma le guerre in corso possono cambiare tutto con nuove ondate di migranti in arrivo.
Occorre la solidarietà anche degli immigrati a Cremona per aiutare i propri connazionali e una presa di coscienza delle Associazioni di Volontariato che mantenere a vita persone che potrebbero tranquillamente lavorare non può proseguire ad oltranza anche per una propria dignità e indipendenza personale e per destinate risorse a chi è veramente fragile .
Stefano
11 marzo 2026 14:05
Bello il verde…meno cemento brutto e cattivo e verde a volontà….ma il verde va CURATO….altrimenti il risultato è questo.
Tradotto, le parole stanno a zero, contano solo i fatti…
Daniro
11 marzo 2026 14:19
I parchi soprattutto se storici come questo in tutto il mondo civile si chiudono nelle ore notturne per evitare danni e usi impropri. Qui l'unica proposta e' stata di demolire il muro di cinta, peraltro vincolato dalla Soprintendenza, figurarasi. E il mega progetto dei giovani in centro non doveva rigyardare tutto il comparto del Vecchi Ispedale? I problemi dei senza dimora, degli sbandati, o semplicemente di chi va li a fare bisboccia, si risolvono, se si vuole e si puo', con politiche sociali, di integrazione e, quando ci vuole, di contenimento se ci sono dei reati da perseguire o da prevenire.