1 giugno 2026

Ponte Verdi, il cantiere entra nel vivo: interventi sulle pile e traffico sempre garantito

Proseguono a pieno ritmo i lavori di sistemazione e messa in sicurezza del ponte Verdi sul Po che collega Lombardia ed Emilia, Cremonese e Parmense tra i Comuni di San Daniele Po, Roccabianca e Polesine Zibello. In questi giorni è in corso l’idroscarifica delle pile in alveo, ossia un intervento che consente, con getti d’acqua ad altissima pressione, di rimuovere, pulire o demolire in modo selettivo strati di materiali come il calcestruzzo deteriorato, senza danneggiare le strutture sottostanti o i ferri d’armatura. Per agevolare le operazioni in alveo, inoltre da alcuni giorni è stata invertita la corsia di marcia a senso unico alternato: in questa fase si utilizza la corsia di marcia verso Parma, e non più quella verso Cremona, perché in quella verso Cremona sono stati collocati alcuni mezzi necessari per agevolare i lavori in corso sulle pile. “I lavori – spiegano il presidente della Provincia di Parma Alessandro Fadda ed il vicepresidente con delega alla Viabilità, Daniele Friggeri – proseguono come da cronoprogramma. Siamo oltre il 35% degli interventi complessivi previsti. Nel corso della settimana prossima è in programma un nuovo sopralluogo tecnico per poi programmare l’intervento dei subacquei che agiranno sulle pile. Confermiamo che gli interventi possono procedere senza rendere necessarie chiusure totali al traffico della struttura, evitando così disagi alla cittadinanza e alle imprese del territorio che utilizzano il ponte per gli spostamenti tra Emilia e Lombardia, a maggior ragione in questa fase in cui entrano nel vivo i lavori connessi alle produzioni agricole”. Nel complesso sono previsti interventi su 35 campate prevalentemente per la parte in alveo (con rifacimento marciapiedi, cordoli e soletta con impermeabilizzazione) ed il ripristino e potenziamento delle pile in acqua. L’importo dei lavori è di 14.866.000 euro con un finanziamento complessivo di 20 milioni di euro del ministero delle Infrastrutture nell’ambito del programma di ripristino dei ponti sul fiume Po. Ad eseguire l’intervento un consorzio di imprese costituito da Steelconcrete Consorzio Stabile di Verona (azienda mandataria), Locapal S.r.L. di Venezia (mandante) e Nautilus S.r.L. di Venezia (mandante). L’opera, aperta al traffico nel 1980, è stata realizzata in conglomerato cementizio armato con impalcato in cemento armato precompresso. Da anni si sta intervenendo sulla struttura, agendo in prevalenza sulle travi, con operazioni di vero e proprio restauro, ma durante i lavori sono sempre emerse situazioni nuove (ammaloramenti estesi anche sulle pile e sui pulvini) e, soprattutto, peggioramenti strutturali dovuti al passaggio incontrollato di convogli pesanti non autorizzati come confermato dalla stessa Provincia di Parma. Il ponte è composto da 60 campate, ogni campata è costituita da 4 travi sulle quali si deve operare singolarmente (totale 240 travi). Già nel 2021 la Provincia di Parma concluse lavori finanziati con 6 milioni di euro dal Ministero che avevano riguardato il ripristino di 21 travi, il consolidamento dei pulvini sulla parte di ponte che attraversa l’alveo inciso del fiume ed alcuni ripristini urgenti sui piloni in acqua.

Eremita del Po

Paolo Panni


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