14 giugno 2026

Poppea di passioni e di grandi voci. Al Ponchielli l’ultima opera di Claudio Monteverdi

Passione. E’ stata una Incoronazione ricca e straboccante di fuoco quella dipinta da Roberto Catalano per questo esordio al Monteverdi Festival dell’ultima opera composta dal Divin Claudio nel sereno tramonto della sua vita: che fu essa stessa ricolma di sentimento. Le scene d’amore tra l’imperatore e l’intrigante amante sono state il cuore di questa Incoronazione; tutto il resto che si è visto sulla scena è parso ininfluente  rispetto al cuore vero dell’opera che è un inno alle umane follie d’amore. Mariana Moreira, ha curato le scene anche queste a volte un po’ fuori contesto. Mix tra antico e moderno i costumi di Ilaria Ariemme. Belle le scene di Oscar Frosio.

Paul Agnew alla guida dell’Orchestra Les Arts Florissants è stato perfetto. Preciso nel condurre un’orchestra ridotta come si usava ai tempi monteverdiani nei teatri della Venezia dell’epoca. A lui il merito di aver gestito il ‘basso continuo’ (che occupa tre quarti dell’opera) con grazia. Scegliendo le diverse combinazioni tra arpa, cembalo, organo e i bassi delle viole. Per altro ha avuto strumentisti di prim’ordine che sono una garanzia sulla musica barocca. Interpretazione magistrale anche dei ritornelli e dei brevi pezzi strumentali. Ottoni intonati e archi bravi nell’applicazione della prassi esecutiva. 

 Di sicuro il successo di questa Poppea ‘cremonese’ è legato alla presenza di Maayan Licht: controtenore o , come si diceva un tempo, sopranista di qualità vocali , e sceniche, solamente superbe. L’impatto con la sua voce, con la sua capacità di rendere la vocalità seicentesca, e più in generale barocca, è simile a quello che ebbero gli ascoltatori del secolo dei Lumi davanti alla voce del mitico e funambolico Farinelli. Stupore. Incredulità. Entusiasmo e, perché no, anche un pizzico di commozione. Licht, con strumenti vocali raffinati, ha dato vita a un Nerone: intrigante. Folle. Sopra le righe. Istrionico. Capace di qualsiasi diavoleria tecnica e scenica. Ha osato anche a rendere, sempre con raffinatezza, l’ambiguità del personaggio. Voce regina. Nella tessitura. Nella coloritura delle frasi. Nel disegno del fraseggio. Nella capacità di ‘ornare’ qualsiasi sorta di passaggio: sempre con stretta osservanza della parassi monteverdiana, ma altresì privilegiando l’aspetto musicale, rispetto a durezze filogiche.

Accanto a lui, Poppea: Benedetta Torre. Anche lei grandissima. Voce possente.Emozionante. Integerrima nell’ esplicazione del ‘recitar cantando’. Teatralmente magistrale. 

Mara Gaudenzi è stata un'Ottavia (Virtù), altrettanto interessante nei suoi tre brani principali ha fatto vibrare di emozione come nell’ultimo ‘lamento’: A Dio, Roma.

Augusto Pennino nei panni di Ottone ha palesato una bella voce, forse con meno espressività del previsto.

Imponente Federico Domenico: un Seneca assolutamente potente. Introspettivo come vuole il pensatore stoico romano. 

Tutto il cast si è rivelato all’altezza di una rappresentazione. Frizzante la Drusilla di Lucía Martín-Cartón che ha dato prova di doti anche drammatiche nell’ultima parte dello svolgimento della vicenda. E ancora la Nutrice di Alessandra Visentin piacevole e accattivante nei suoi passaggi ‘comici’. Bene tutto il resto del cast con Arnalta, Famigliare I, Luca Cervoni; Lucano, Soldato I, Famigliare II, Jorge Navarro Colorado;  Liberto, Soldato II, Matteo Laconi;  Mercurio, Littore, Famigliare III, Giacomo Nanni;  Fortuna, Damigella Sarah Fleiss;  Amore, Valletto,  Sarah Hayashi; Pallade, Silvia Porcellini.

Marco Caudera ha creato le coreografie con i danzatori: Veronica Borra, Beatrice Botticini Bianchi, Matilde Cortivo, Teodora Fornari, Emanuele Frutti, Vincenzo Giordano, Andrea Carlotta Pelaia.

Tantissimi applausi alle voci di questa Poppea che si è chiusa con il mirabile duetto tra Nerone e Poppea. Uno nelle braccia dell’altra a celebrare le passioni e l’amore. Si replica sabato 20 giugno.

Il fotoservizio è di Francesco Sessa Ventura

Roberto Fiorentini


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti