Questa sera la processione dalla Cattedrale al Santuario Lauretano di Sant'Abbondio. La storia del culto della Madonna Nera a Cremona
Si svolgerà questa il tradizionale pellegrinaggio cittadino al Santuario lauretano, presso la chiesa parrocchiale di Sant’Abbondio, ad apertura del mese di mariano. L’appuntamento è fissato per le ore 21 in Cattedrale. Da qui si snoderà la processione con i flambeaux che percorrerà piazza del Comune, largo Boccaccino, via Mercatello, corso Mazzini, corso Matteotti, vicolo Lauretano e piazza S. Abbondio.
La preghiera mariana sarà guidata dal vescovo Antonio Napolioni e vedrà la presenza del Capitolo della Cattedrale e, insieme alle proprie comunità, i sacerdoti della zona pastorale 3, in veste e cotta e stola bianca .
Ad accogliere vescovo e pellegrini nella chiesa di Sant’Abbondio sarà il parroco don Andrea Foglia.
Conclusa la preghiera del Rosario il vescovo terrà l’omelia. Quindi, al canto del Magnificat, accompagnato dai sacerdoti presenti, monsignor Napolioni si recherà all’interno del santuario per l’omaggio alla Madonna Nera.
Al termine della celebrazione anche tutti i fedeli potranno accedere alla Santa Casa e sostarvi in preghiera.
L'impresa della costruzione della Santa Casa si deve al giureconsulto Gian Pietro Ala che devotissimo, per molti anni, della Casa di Loreto, invecchiando pensò di farsela a Cremona. Due padri riportarono da Loreto i disegni "per potere operare il tutto con somiglianza... il che fatto, il giorno primo di marzo del 1624 si cominciò a cavare i fondamenti", nell'area del cimitero contiguo alla chiesa di S. Abbondio.
"La statua della Beatissima Vergine, fu fatta anch'ella a somiglianza di quella di Loreto, scolpita da un eccellente scultore" e dipinta da un artista che non aveva peraltro mai visto l'originale e che finì , primo miracolo della Vergine, con l'avvicinarsi alla Madonna di Loreto cancellando via via il suo lavoro fino "allo stato che al presente si ritrova, che causa non so che del divino in quel santo volto, e fa restare commosso chiunque la mira". Fu benedetta dal cardinale Pietro Campori, Vescovo di Cremona.
Nel 1625 Il Consiglio Generale decretò che Cremona fosse posta sotto la protezione della Vergine Lauretana di S. Abbondio. Gian Pietro Ala morì di peste nel 1634: aveva istituito la "Santa Casa" - riferisce don Andrea Foglia - erede di gran parte delle sue sostanze".
La prima incoronazione della statua avvenne nel 1634, ma seguì la ben più importante cerimonia del 17 agosto 1732 quando il capitolo del Vaticano la incluse tra le Madonne riconosciute come "coronate" (ben tre volte).
L'evento memorabile, rimasto a lungo nella memoria storica di generazioni di cremonesi, avvenne nel 1630 quando, infuriando la peste, l'effige della B.V Lauretana il 30 maggio venne portata per le vie della città in una grande processione propiziatrice. Le chiesero la liberazione dal "cholera morbus". Quando finalmente il flagello abbandonò definitivamente la città, vi fu chi ne attribuì il merito alla Madonna Nera.
Il legame con la Madonna di Loreto era diffuso in tutta la diocesi. "Val la pena anche ricordare che un intero borgo, sorto alla fine del secolo scorso attorno a una cappella dedicata alla Madonna di Loreto annessa alla villa estiva del seminario diocesano, che era posta sulla antica Strada dei Santi Apostoli a nord della fossa Cerca fuori Porta San Luca, per volontà popolare prese il nome, e ancora lo mantiene, di Borgo Loreto", scrive Giovanna Gregori Maris nel suoi libro "Campane a festa". E ancora cerca di trovare le ragioni per le quali la Madonna di Loreto sia nera. "Le ragioni addotte dagli studiosi sono almeno tre: la prima è che così venivano raffi gurate le immagini che nella Chiesa orientale (dalla quale questa sembra derivare) venivano attribuite alla mano dell'evangelista Luca, il quale avrebbe ritratto le vere fattezze di Maria di Nazaret. La seconda, più pratica, è quella che in origine la statua di Maria era di color chiaro e si è annerita successivamente a causa del fumo delle candele. Infine una terza fa riferimento al Cantico dei Cantici: "nigra sum, sed formosa", sono nera ma bella. A ciascuno la libertà di scegliere la spiegazione che preferisce".
La foto del Santuario di Sant'Abbondio è di Antonio Leoni
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commenti