11 giugno 2026

Transizione energetica, Cremona si prepara alle sfide del futuro: reti elettriche, rinnovabili e data center al centro del confronto. In autunno un seminario con TERNA, E-Distribuzione e Unareti

La provincia di Cremona si trova di fronte a una delle sfide più importanti dei prossimi anni: governare la transizione energetica accompagnando lo sviluppo delle fonti rinnovabili, dei sistemi di accumulo e delle nuove infrastrutture digitali, garantendo al tempo stesso la tutela del territorio, del paesaggio e delle attività agricole. È quanto emerso nel corso della riunione del Cantiere 5 "Azioni Energetiche" dell'ATS IoCiCRedo, coordinato dall'ing. Giuseppe Dasti e ospitato presso la Provincia di Cremona.

Ad aprire i lavori è stata Barbara Manfredini, che ha portato ai partecipanti anche i saluti del presidente della Provincia di Cremona, Roberto Mariani, impossibilitato a partecipare per concomitanti impegni istituzionali. "La transizione energetica non è un tema che riguarda soltanto il settore dell'energia, ma rappresenta una sfida che coinvolge sviluppo economico, pianificazione territoriale, tutela ambientale e competitività delle nostre imprese – sottolinea il presidente Roberto Mariani –. Come Provincia vogliamo accompagnare questi cambiamenti mettendo i Comuni nelle condizioni di affrontarli con strumenti adeguati e con una piena consapevolezza delle opportunità e delle responsabilità che ne derivano". Nel corso dell'incontro, l'ingegner Dasti ha illustrato un ampio quadro sull'evoluzione del sistema energetico provinciale, inserendo l'analisi nel contesto degli obiettivi europei e nazionali di decarbonizzazione, indipendenza energetica e competitività del sistema produttivo.

Particolare attenzione è stata dedicata ai dati relativi alle richieste di connessione alla rete elettrica. In provincia di Cremona risultano richieste di connessione per circa 0,24 gigawatt di nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili, ai quali si aggiungono richieste per circa 1,52 gigawatt di sistemi di accumulo elettrochimico e oltre 1,5 gigawatt di nuove utenze energetiche, in larga parte riconducibili a infrastrutture digitali e data center legati allo sviluppo dell'intelligenza artificiale, del cloud computing e delle nuove tecnologie. Numeri che testimoniano una trasformazione già in atto e che pongono al centro del dibattito il tema delle infrastrutture energetiche. Dall'analisi svolta è infatti emerso come il principale fattore critico della transizione non sia soltanto la realizzazione di nuovi impianti, ma soprattutto la capacità delle reti elettriche di sostenere l'incremento della produzione e dei consumi.

"I dati illustrati dal Cantiere 5 dimostrano che il territorio cremonese è già oggi interessato da importanti dinamiche di crescita legate alle fonti rinnovabili, ai sistemi di accumulo e alle nuove infrastrutture digitali – evidenzia Dasti –. Per questo sarà fondamentale investire sulla conoscenza, sul confronto con i gestori delle reti e sulla capacità di programmare lo sviluppo in modo sostenibile e condiviso". Il team leader del Cantiere 5 Giuseppe Dasti ha quindi condiviso con il tavolo la proposta di organizzare nel prossimo autunno un seminario tecnico dedicato alle infrastrutture energetiche, coinvolgendo TERNA, E-Distribuzione e Unareti. L'obiettivo sarà quello di analizzare gli investimenti programmati sulle reti e fornire agli enti locali strumenti conoscitivi utili ad affrontare le trasformazioni in corso.

Nel dibattito sono inoltre emerse le esigenze manifestate dai Comuni, in particolare quelli di dimensioni minori, chiamati a gestire procedimenti sempre più complessi relativi a impianti energetici, sistemi di accumulo e nuove infrastrutture digitali. È stata condivisa la necessità di rafforzare il supporto tecnico agli enti locali affinché possano governare in modo consapevole e responsabile i processi di cambiamento. Una parte significativa della riunione è stata dedicata all'analisi della nuova Legge Regionale n. 10 del 2026, recentemente approvata da Regione Lombardia. La normativa individua le aree idonee alla realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo, con l'obiettivo di incrementare entro il 2030 la capacità installata regionale da fonti rinnovabili di oltre 8,6 gigawatt rispetto ai livelli del 2020. La legge introduce criteri che privilegiano l'utilizzo di superfici già urbanizzate o compromesse, come coperture di edifici, aree industriali, siti produttivi dismessi, cave esaurite e discariche cessate, ponendo al tempo stesso particolare attenzione alla tutela del suolo agricolo attraverso specifici limiti e regole per gli impianti agrivoltaici. Tra le novità più rilevanti figurano inoltre l'introduzione di un sistema regionale di monitoraggio dei procedimenti autorizzativi, la raccolta uniforme dei dati attraverso una piattaforma informatica dedicata e nuove possibilità per i Comuni di destinare le compensazioni territoriali a interventi di efficientamento energetico, sostegno alle Comunità Energetiche Rinnovabili, riduzione dei costi energetici degli edifici pubblici e iniziative a favore delle fasce più fragili della popolazione.

L'incontro ha confermato il ruolo del Cantiere 5 come luogo permanente di confronto tra istituzioni, enti locali, imprese, professionisti e associazioni di categoria sui temi dell'energia e della sostenibilità. Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori momenti di approfondimento e con il coinvolgimento dei principali gestori delle reti energetiche, nella consapevolezza che la capacità di governare la transizione energetica rappresenterà uno dei fattori decisivi per il futuro sviluppo del territorio cremonese.


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