11 marzo 2026

Viaggio tra i simboli della Cattedrale di Crema. Osservando i messaggi tra le pietre degli antichi costruttori

La cattedrale di Crema è una vera selva di simboli. Ognuno di questi acquista valore universale in quanto, aldilà delle pur rilevanti differenziazioni etniche e linguistiche, può esser immediatamente acquisito e fatto proprio dall’attento osservatore. Il loro significato però varia ed è rispondente alle singole capacità di apprendimento. Le finalità che animano questa ricerca non sono quelle di aggiungere nuovi ragguagli storici, architettonici bensì poter riuscire a intercettare le valenze simboliche superstiti. Al principio di questo viaggio esplorativo si impone la ricerca dei messaggi originali ed ecumenici lasciati dagli antichi artefici della cattedrale. Il tempio offre all’attento osservatore gli spunti per una lettura densa di significati. Alcune interpretazioni sfuggono oggi alla portata comune mentre in passato costituivano conoscenze condivise.                                                                                                                                      

La facciata del duomo si presenta quindi come una grande  piramide simbolica dove la Trinità  (le tre cuspidi) e il Cristo (la loggetta cieca dalle 33 colonnine) dall’alto sovrastano i peccatori (la pietra grezza posta alla base e i due telamoni che reggono il timpano), il popolo di Cristo (la pietra cubica o architrave del  timpano con i 5 clipei: agnello sacrificale, clero regolare, clero secolare, prelato e popolano), gli eletti (la pietra filosofale, le stelle a 5 punte e l’altare), il popolo di Dio (la Madonna e i santi), i profeti biblici (i 16 raggi del  rosone centrale), il mondo naturale (le finestre a vento e la croce trifogliata), la sfera terrestre e  la volta celeste (i due contrafforti  a forma di scacchiera  e di cerchio), vigilano sui poteri dell’albero della vita (la vite) e sui misteri dell’ascensione (la palma). Desta sempre curiosità rilevare nel tempio la presenza di forme artistiche che richiamano un polimorfismo tradizionale, comparabili idealmente con i diversi piani interpretativi: dall’ermetismo agli elementi stilistico-iconografici riconducibili a mitologie di provenienza orientale.                                                                                         

Dopo l’assedio e la distruzione di Crema, operata dal Barbarossa, la città vide la ricostruzione della chiesa principale iniziata nel 1185 e terminata nel 1361. In questo lasso di tempo i rapporti tra l’Islam e il mondo cristiano si intensificarono soprattutto attraverso le numerose crociate. Maestri comacini, ordine templare e monaci cistercensi agirono congiuntamente a stretto contatto, influenzandosi reciprocamente. Dallo scontro-incontro con l’architettura islamica nacque una nuova estetica monumentale. Questi artigiani, capimastri e  scalpellini, reduci dalle “guerre sante” operarono la costruzione e le decorazioni delle prime cattedrali gotiche italiane. Di certo affidarono i loro segreti al significato delle pietre da cui sarebbe poi derivato il simbolismo appreso nelle scuole di bottega e nelle associazioni di compagnonaggio. Chi ne avesse avuto “l’intendimento” avrebbe saputo decifrare il senso di quei segni. Alcune strane ed enigmatiche presenze avvalorano l’ipotesi di un preciso messaggio iniziatico, da secoli silenziosamente celato che tuttavia è giunto inalterato fino ai nostri giorni. 

All’interno e all’esterno  della chiesa sono molti i motivi che richiamano  nelle architetture e nell’iconografia l’Oriente e sono condivisibili  con stilemi islamici: il campanile presenta forme strutturali analoghe a quelle  del minareto  almoade  di  Siviglia; la lavorazione in cotto ricorda nelle ghiere  gli arabeschi di  Toledo e dell’Alambra; le finestre interne ed esterne mostrano cimase trilobate, polilobate e un arco di  herradura, a forma di  cavallo o moresco che introduce alla cappella di S. Pantaleone. 

Il triplice simbolismo: cristiano, alchemico e campionese riflette i principali percorsi sapienziali che partirono dalle scienze umane per approdare alla metafisica. I reduci delle “guerre sante” commissionarono i simboli e le iconografie del duomo di Crema, così avvenne la costruzione e la decorazione delle prime cattedrali gotiche italiane. Tali legami, non superficiali, collegano la storia agli scambi (scontri e incontri) dei Cremaschi avvenuti ai  tempi delle crociate prima e successivamente alle guerre venete contro gli Ottomani.

Attraverso l’interpretazione di questi segni l’estetica e la preziosità del monumento storico diventano corollari secondari. La cattedrale medievale riacquista il significato originario di Biblia pauperum, libro di pietra, porta aperta all’approfondimento, fonte di conoscenza.

Nelle foto la facciata della Cattedrale di Crema, poi la pietra grezza (il peccatore), la pietra squadrata (il popolo di Dio), la pietra filosofale (l'altare), la stella a 5 punte (l'iniziato), la scacchiera (im mondo celeste), i pianeti, il telamone e il campanile

Walter Venchiarutti


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti