Dal 1° dicembre protezione europea per i prodotti artigianali con caratteristiche artistiche e storiche. Facciamolo per i nostri strumenti liutari!
Scrivo questa lettera perché dal, 1° dicembre, si è aperta la registrazione delle domande per i prodotti artigianali che hanno le caratteristiche artistiche e storiche, per godere della protezione europea, come da regolamento 2023/1144 (https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202302411) e nonostante ci sia stato qualche stimolo diretto sia alle istituzioni sia alle associazioni di categoria, ad oggi non si vedono discussioni che ne valutino approfonditamente l'opportunità. La protezione in questione sarebbe molto simile a quella garantita alle eccellenze enogastronomiche (Grana Padano, Prosciutto di Parma, Aceto Balsamico di Modena, Provolone Valpadana, Barolo, Prosecco, Asti ecc...) che quest'anno, come riportato dal XXIII rapporto Ismea Qualivita, hanno generato un indotto di circa 20,7 miliardi di euro. La nostra provincia si è posizionata al 7° posto per impatto economico DOP e IGP, sviluppando un fatturato di circa 350 milioni di euro (+ 19,5 % rispetto al 2023).
Mi chiedo come mai, una protezione che potrebbe contribuire alla lotta alle contraffazioni e garantire così la genuinità degli strumenti, che sarebbero certificati da un ente terzo, non sia presa in seria considerazione.Son ben consapevole che l'iter per la buona riuscita dell'operazione non è sicuramente di facile percorribilità e gli ostacoli sono molti, in primis, la creazione di un disciplinare condiviso che possa mettere d'accordo il maggior numero di liutai circa le modalità costruttive (forma interna o esterna) ma grazie al lavoro già svolto da molti ricercatori (es. Sacconi) e i preziosissimi reperti stradivariani conservati al Museo del Violino, siamo già in possesso di una base da cui iniziare.
Altre realtà artigianali (sartoria napoletana, vetreria di Murano per citarne alcune) si sono gia' attivate per intraprendere l'iter.
Staremo a guardare e rischieremo che altri territori provino a registrare una Liuteria DOP o sapremo finalmente fare squadra e ci attiveremo per veder riconosciuto quanto questo territorio da secoli esprime, spesso, in modo eccellente?
Liutaio e tecnico del restauro
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commenti
Luca
21 febbraio 2026 07:51
Semplice... i liutai cremonesi non vogliono contribuire alla lotta alle contraffazioni e non vogliono garantire la genuinità degli strumenti di liuteria (che sarebbero certificati da un ente terzo) perchè dovrebbero dichiarare tutto ciò che viene prodotto, non avrebbero mani libere sull'acquisto di semilavorati poi rivenduti come prodotti artigianali e non ci sarebbe così tanto nero...
Ma le sembra plausibile che un Consorzio di 60 liutai possa vendere 1 strumento per ciascun associato e restare comunque in piedi?