19 febbraio 2022

Bergamaschi pronto alla corsa a sindaco di Crema: "Noi solidi e rinnovati con nuovi progetti. Qui si vive bene, benessere che va preservato"

In politica attiva, impegnata e amministrativa da dieci anni, Fabio Bergamaschi ha guidato negli ultimi cinque anni della giunta “Stefania Bonaldi Bis”  l’assessorato strategico … denominato ad hoc Cura del Territorio. “Democratico” convinto e garbato, Bergamaschi è portatore sano di lungimirante politica avveniristica, in passato ha giocato bene a calcio, recentemente ha intrapreso, parallelamente all’attività di assessore, importanti, varie (beato chi non vive solo facendo il politico) esperienza professionali, ora è il candidato sindaco del centrosinistra alle “Amministrative del Tortello” ormai dietro l’angolo. 

Sbaglio o all’inizio non sembravi così tanto convinto di candidarti a sindaco?

Essere Sindaco, al giorno d’oggi, è un’esperienza totalizzante. Chi si immagina di poter svolgere questo incarico nei ritagli di tempo, come un dopolavoro, credo si stia facendo un film sbagliato. Si è Sindaci ogni giorno, ogni ora, per almeno cinque anni. E’ naturale, quindi, che prima di rendersi disponibili per un simile incarico, che interferisce radicalmente con scelte di vita, familiari e professionali, sia necessario un profondo discernimento. La mia disponibilità è maturata nel momento in cui ho capito due cose. In primis che ho ancora la voglia e la forza di mettere il servizio alla nostra città in cima a tutto il resto. E che, al contempo, era forte e diffusa l’aspettativa nei miei confronti, come punto di un nuovo equilibrio avanzato della coalizione di centrosinistra, più ampia su ogni fronte, più civica, più trasversale, proiettata al futuro, anche in termini di rinnovo della classe dirigente. Oggi ci presentiamo così: solidi e rinnovati, con un progetto nuovo e di ampio respiro per la città.     

Per carità: la bellezza è sempre gradita, ma una stazione rimessa a nuovo col suo quartiere senza treni moderni, mah non è una rivoluzione, pur gradevole ripeto, a metà?

Seguo il tuo ragionamento e di sì. Lo è. Ma è importante ricordare che la metà di competenza del Comune di Crema e di RFI si sta compiendo. Il sottopasso di Santa Maria è in corso di realizzazione; un risultato straordinario per tutta la città, dopo decenni di inconcludenza. Stessa cosa la riqualificazione della stazione ferroviaria, che sta trasformando una landa desolata in una stazione moderna, con un sottopasso di stazione per l’accesso al secondo binario, una nuova pensilina, la messa in sicurezza delle banchine e l’abbattimento delle barriere architettoniche. RFI ha anche messo in campo interventi di manutenzione straordinaria della linea ferroviaria Cremona-Crema-Treviglio. Cosa manca? Treni dignitosi. Manca, cioè, l’azione di Regione Lombardia e di Trenord, che continueremo a chiedere a gran voce, nel rispetto dei pendolari, anche ricordando, appunto, chi abbia svolto diligentemente i compiti e chi no.  

La Pierina, polmone verde a pochi passi dal centro storico, mette malinconia così abbandonata, no? Hai, avete qualche iniziativa in cantiere per rilanciarla?

Se viene confermato lo scorrimento della graduatoria del bando nazionale per la rigenerazione urbana, cui abbiamo candidato anche la riqualificazione dell’area verde della Pierina (oltre alla riqualificazione dell’ala B dell’università e alla realizzazione del sottopasso ciclopedonale sul viale di Santa Maria) ci sarà non solo un’idea progettuale, ma anche già una prima tranche significativa di fondi per avviare il recupero. In ogni caso io immagino un’area in cui si possa creare un mix funzionale tale da renderla un polo di attrazione aperto quasi h24, con un parco pubblico, impianti sportivi, ristorazione, laboratori artigianali, un asilo nido. Uno spazio aperto, che dialoghi con l’area industriale ed il polo universitario, ma non in modo esclusivo. E’ una progetto per il quale occorre un partenariato pubblico-privato. Ma se il pubblico, magari tramite il bando che citavo, comincia a mettere sul tavolo la somma per riqualificare il parco, lo scenario si può dinamizzare anche sul fronte privato. 

E’ utopia ipotizzare via Mazzini, via XX Settembre e piazza Duomo chiuse al traffico ciclistico e aperte solo ai pedoni?

Nei prossimi anni Crema dovrà proseguire il programma di promozione della mobilità sostenibile, in ogni sua forma. Non sono sicuro che l’introduzione di limitazioni al transito dei ciclisti nelle aree del centro storico sia una buona azione, in tal senso. Per preservare i pedoni e la qualità della fruizione delle aree del centro storico immagino più limitazioni ai veicoli che alle biciclette. 

Non siamo nel Bronx e un sindaco non ha tanti poteri in termini di ordine e sicurezza pubblica. Tuttavia esistono zone cittadine (viale Repubblica, Ombriano, Campo di Marte e giardini di Porta Serio, via Bramante, la zona industriale ex Olivetti, Santa Maria e San Bernardino) dove qualche problemino di serena convivenza esiste. Affronterete la questione?

La sicurezza, intesa come presupposto di una comunità serena, sarà in cima alla mia agenda, se sarò Sindaco, nel rispetto delle competenze delle autorità pubbliche. Il Sindaco sceriffo è una caricatura improduttiva delle destre. Il Sindaco attento alla sicurezza, invece, è l’evoluzione dei moderni sindaci di centrosinistra. E’ un approccio diverso, che spazia dal momento repressivo a quello preventivo, fatto non solo di controllo del territorio, fondamentale, da attuare in ausilio delle Forze dell’Ordine, ma anche di azione sociale e culturale. Al netto di singoli episodi, a Crema si vive bene, in una dimensione tranquilla, come ampiamente riconosciuto. E’ un benessere che va preservato.  

Ad onor del vero tu sei social e sociale, ma a quanti dicono che il Pd vive prevalentemente nel Palazzo del Comune e poco tra la gente che dici?

Sono il candidato Sindaco di un’ampia coalizione riformista, progressista, liberale, ambientalista e civica di cui il PD è una componente. Importante, ma una componente. Stiamo rinnovando la classe dirigente, aggregando nuovi soggetti, attivando le migliori energie civiche e sociali, coinvolgendo e responsabilizzando i giovani. Tutto questo è incompatibile con l’arroccamento nel palazzo, del PD o di chicchessia. Anzi, è la dimostrazione della ricchezza di relazioni che il centrosinistra sa coltivare con le persone e le organizzazioni sociali. Se si sta molto dentro al palazzo è per lavorare sodo. Ma se si dovrà migliorare, in alcuni frangenti, nelle relazioni esterne, me ne farò garante. 

La prima cosa che farai una volta eletto, se così sarà, sindaco?

Passerò a salutare e ad augurare buon lavoro a tutti i dipendenti comunali, ringraziandoli per il proprio servizio alla comunità cremasca e consolidando quel legame di fiducia e collaborazione che abbiamo stretto negli anni del mio assessorato. I prossimi saranno anni cruciali: la ripresa post-pandemia, il contrasto alle vecchie e nuove fragilità sociali, la messa a terra dei fondi del PNRR, occasione unica di sviluppo per il Paese. Gli Enti Locali saranno essenziali in questo processo e i funzionari comunali dovranno sentire la responsabilità e l’orgoglio di questo protagonismo.

Ti piacciono i Tortelli Cremaschi? Con che vino li abbini se li mangi ovviamente?

Amo i tortelli cremaschi dall’infanzia, da quando con mia nonna Angela ci si metteva nel tinello a stendere insieme la pasta con la macchinetta, a preparare l’impasto, ad assaggiarlo, talvolta di nascosto, prima di pizzicare i bordi per chiuderli, dopo essere passati dalla drogheria di Pierino e Amilcare Cazzamalli di piazza Giovanni XXIII a comprare gli amaretti, l’uva sultanina, i biscotti mostaccini e tutto il necessario che usciva dai cassettoni di legno scuro alle pareti del negozio. Se oggi li amo ancora così tanto è anche per quel sapore antico che deriva dall’ingrediente speciale del ricordo, della tradizione familiare, del legame primitivo, indissolubile, con questa città e le sue generazioni. Un sapore che gusto pieno come da bambino, accompagnandolo solo con l’acqua. 

Stefano Mauri


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