18 marzo 2024

I maldipancia nel centrosinistra su biometano e inceneritore. Storti e Bellini dalla parte dei comitati: “Vanno solo ringraziati”

“Ammesso che A2A ottenga l’autorizzazione a costruire l’impianto (di biometano; ndr) che fine farà l’inceneritore il la cui attività è autorizzata fino al 2029? Chiuderà in ogni caso come sostenuto da sempre dalla Giunta Galimberti o continuerà ad operare, considerato che è indispensabile per l’impianto di biometano? Il nodo va sciolto”.

A chiederselo, dando voce ad un certo maldipancia interno al centrosinistra, sono Stella Bellini e Gian Carlo Storti, esponente, quest'ultimo del centrosinistra di lungo corso e candidato in consiglio comunale per il centrosinistra alle prossime elezioni

“Il giornale La Provincia dello scorso giovedì 14 marzo – commentano Bellini e Storti – ha pubblicato l’intervento di Pizzetti sul progetto biometano, in cui giustamente, attacca l’ad di A2a per il commento offensivo verso i cittadini che si sono opposti al progetto dell’impianto di biometano e hanno lanciato la petizione. Sono condivisibili le considerazioni di Pizzetti su ruolo e funzioni delle multiutilities ed il rapporto con le comunità ed amministrazioni territoriali, ragioni che finora erano state sotto traccia, sia nel dibattito pubblico che all’interno della coalizione di maggioranza di centrosinistra e nello stesso PD”.

E’ difficile, argomentano i due esponenti del centrosinistra, “che Cremona possa essere nel CdA con una quota minoritaria di azioni. Quindi è necessario far valere la ragione politica e le leve autorizzative che si possono usare. Tema, quello del peso politico in A2A, che la futura amministrazione della città non potrà non affrontare, con le opportune alleanze, specialmente nei casi come questo in cui è in gioco l’equilibrio del nostro territorio. Non vi è dubbio che è stata l’azione del Comitato dei cittadini che vede partecipi anche due comuni limitrofi (Bonemerse e Gerre dè Caprioli) ad iniziare la battaglia contro il progetto A2A e che con la loro azione hanno ottenuto la Valutazione di Impatto Ambientale, all’inizio non prevista e che è stata poi sollecitata anche dal PD cittadino e provinciale. L’iter della VIA è in corso e probabilmente si chiuderà fra alcuni mesi”.

Di qui la considerazione: “Ammesso che A2A ottenga l’autorizzazione a costruire l’impianto che fine farà l’inceneritore il la cui attività è autorizzata fino al 2029? Chiuderà in ogni caso come sostenuto da sempre dalla Giunta Galimberti o continuerà ad operare, considerato che è indispensabile per l’impianto di biometano? Il nodo va sciolto. Tutti sanno che il ‘biometano’ inquina meno del biogas, ma si tratta di fonti considerate accettabili per favorire la transizione ecologica, senza dimenticare che l’obbiettivo strategico che gli Stati d’Europa hanno concordato è zero emissioni entro il 2050 (cioè dopodomani)! Questo, per evitare ulteriore riscaldamento del pianeta terra di cui siamo ospiti temporanei, è l’obiettivo importante per le nuove generazioni, che non si raggiunge se non si coordinano gli interventi, se c’è chi nega e c’è chi specula”.

Riassumono quindi Bellini e Storti: “Da cittadini, non da esperti, i punti critici che sono emersi su questo nuovo impianto di biometano sono:

1.) Questo progetto, non fa chiudere ma si aggiunge ai più inquinanti vecchi impianti che producono biogas, che solo in provincia di Cremona sono circa 250 (1600in Italia).

2.) L’area sulla quale verrebbe a collocarsi ha già molte criticità (come da più parti è stato evidenziato).

3.) I mezzi che trasporteranno ‘le materie prime’ per il suo funzionamento passerebbero o nei comuni limitrofi o addirittura su strade cittadine (pur periferiche) ma trafficate;

4.) Il progetto se realizzato, prevede l’attività (per ragioni di ammortamento) di almeno 40 anni andando quindi molto oltre il 2050 fissato dalla UE.

5.) Come già detto, questo impianto per produrre ha la necessità di utilizzare l’attuale termovalorizzatore la cui attività dovrebbe scadere nel 2029. In molti sono convinti che l’attuale inceneritore continuerà a lavorare oltre il 2029. Se è così va detto”.

Come cittadini – concludono – auspichiamo che il percorso della VIA sia negativo per questo impianto (per le ragioni sopraddette) e che quindi, finalmente, si possa chiudere l’inceneritore e rilanciare la raccolta differenziata puntando per davvero sul ciclo integrale dell’economia in cui si inserisce anche l’ultima direttiva UE, in via di emanazione, sul riutilizzo degli imballaggi. Quel poco residuo, di rifiuti della città, non riciclabile si può conferire comodamente a Brescia che ha un termovalorizzatore ben più grande e performante. E’ necessario continuare a studiare e realizzare soluzioni che tengano conto della rigenerazione del territorio (aria, acqua, suolo) con l’ausilio di tutte le varie tecnologie possibili e compatibili. In questo caso vanno ringraziati i cittadini e associazioni per aver richiamato con determinazione l’attenzione sui temi della salvaguardia del territorio e dell’ambiente contribuendo a sensibilizzare molte altre persone più rassegnate agli eventi”.



 

f.c.


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commenti


Tommaso

18 marzo 2024 10:35

Tutti sanno che il ‘biometano’ inquina meno del biogas? Ah?! davvero? Da dove nasce questo teorema? L’area sulla quale verrebbe a collocarsi ha già molte criticità? Non l'area ... La NOSTRA provincia. Tutta.

Ma i 2 sanno con che partito si sono candidati? O arrivano da Marte? Perché va bene il dibattito interno, ma non si può lavare la coscienza con dichiarazioni non allineate ma continuare portare acqua al mulino di chi fa.il contrario di quello che loro affermano.
Solo io ci vedo un po' di opportunismo e ipocrisia ?

Gianluca

18 marzo 2024 11:42

Il principale sostenitore dell’iniziativa non parla da settimane. Lo trovo uno sterile tentativo di stare un po’ di qui e un po’ di là, in vista delle elezioni amministrative.

Stefano

22 marzo 2024 07:56

No. Non solo lei

harry

18 marzo 2024 11:33

Troppo tardi con queste dichiarazioni d'intenti, i buoi sono già scappati dalla stalla! Forse.

PierPiero

18 marzo 2024 11:41

E perché non si parla anche del consumo di acqua?
E del fatto, come dimostrato nel recente servizio su Rai3, che ormai molto di quel biogas è prodotto attraverso la fermentazione di vegetali quali il mais? Non gli scarti ma le produzioni stesse (che consumano acqua), seminate non per il consumo umano o animale ma per produrre biogas!

V.Montuori

18 marzo 2024 11:46

Sono contento che Giancarlo sia arrivato alle stesse mie conclusioni sull'impianto a biometano. Ho, però, il sospetto che questa sua scelta che dimostra la sua onestà intellettuale, non gli sarà di giovamento alla sua candidatura vista l'aria che tira nel PD sulla questione impianto biometano

Anna L. Maramotti Politi

18 marzo 2024 12:07

Finalmente qualcuno esce dagli schemi ideologici e pone al centro della politica i cittadini. Finalmente, gli schieramenti entrano in crisi ed escono dalle logiche delle "scuole di partito". Non si può giocare sulla pelle delle persone. La "Nutella" è di destra o di sinistra? Questo è il quesito cui ancora oggi ci si rifà? Per definire la bontà non solo dei progetti politici, ma delle "azioni" politiche si deve rispondere alle domande: quale ruolo assume il cittadino:? è dagli amministratori considerato oggetto o soggetto? "cui prodest?" quali effetti le scelte hanno sul territorio rispetto al presente e al futuro ?. Quale ruolo si attribuisce alla "Costituzione"?
Domande ingenue, ma sono domande che manifestano un malessere diffuso.
A questo dovrebbero rispondere i comitati uscendo concretamente dalle fazioni politiche e creando in sè un dibattito finalizzato a promuovere un dialogo costruttivo.

Stefano

18 marzo 2024 13:07

Peccato che queste cose gli esponenti della sinistra citata,le dicano solo adesso. Ben altro invece l impegno e quindi la credibilità del sindaco di Gerre o di Lipara o Degli angeli

Alessandro

18 marzo 2024 13:55

il biometano inquina meno perchè il gas prodotto viene pressurizzato ed immesso nella rete snam per essere venduto e quindi non viene bruciato in loco per produrre energia elettrica. Per il resto gli impianti sono identici. Questo sarà il destino di "rinversione" degli oltre 300 imp. biogas in provincia di cremona nei prossimi anni/decenni. A livello di emissione di gas combusto in atmosfera c'è una riduzione nel bassaggio da biogas per energia elettrica al biometano. Peccato che nella transizione si auspichi il passaggio dagli idrocarburi al vettore elettrico quanto prima...
Ma siamo in Italia e la transizione verrà quando lo decideranno dall'alto.. Prepariamoci poi ai nuovi reattori nucleari "compatti"...

Alessandro

18 marzo 2024 13:58

aggiungo che, queste società sono spa e quindi guardano all'utile. Se avessimo voluto che la politica mantenesse "le redini" su scelte strategiche ci si doveva opporre alla privatizzazione... ma ahimè... sono passati 25 anni