15 febbraio 2026

Troppa Armani per la Vanoli al PalaRadi: passano i milanesi 86-67

VANOLI CREMONA -EA7 ARMANI MILANO 67-86
 Parziali 20-23, 31-48, 48-71
 VANOLI CREMONA: Willis 10,    Durham 18,     Jones,     Anigbogu 5,     Ndiaye 2,    Grant 11,   Veronesi  14,  Burns 4,    Galli 3  De Gregori. All. Brotto
 EA7 ARMANI MILANO: Mannion 7,   Guduric 2,    Brooks 21,    Ricci 11,    Flaccadori 2,   Diop 10,    Ellis 6,    Nebo 6,   Tonut 8,   Bolmaro 2,     Leday 11. Dunston ne.   All. Poeta
 
L'EA7 Armani Milano, pur accusando le fatiche fisiche-psicologiche degli impegni di Eurolega,  accompagnate da elevato stress, (tenuti a riposo Booker, Shields e Dunston) non ha dato scampo alla Vanoli Cremona, superandola 86-67  al Palaradi. I padroni di casa speravano in un appagamento degli ospiti, per poterli battere (come avvenuto a Bologna contro Virtus Olidata) ma quando l'Olimpia vedeva aumentare  la pericolosità dei cremonesi, riprendeva in mano l'inerzia del match. Le piccole "crepe" evidenziate dalla Vanoli venivano aperte come voragini dall'Olimpia. Ai biancoblu sono mancate in avanti  le idee alternative: ha  abusato del "pick & roll" quando doveva sfruttare meglio le uscite dai blocchi. Spesso gli "uno contro uno" dei padroni di casa non sono stati  la cosa migliore contro Milano. L'Armani Milano ha recuperato gli infortunati ed è un buon segnale per le Final-Eight di Coppa Italia di Torino di metà settimana. La Vanoli ora avrà una lunga sosta di tre settimane che serviranno ad inserire Udom e far guarire l'infortunato Casarin.
 
Cremona non ha il miglior impatto sul match, sbaglia tiri in attacco ed in difesa lascia spazi. Tonut  infila "due triple" e Milano prende il largo con parziale di 13-0. La Vanoli Cremona non si demoralizza.  Veronesi dà un po' di  ossigeno ai suoi che,  approfittando di un calo di tensione dei milanesi,  recuperano  18-22 al 19'. 20-23 al 10'. L'EA7 Armani punta sulla difesa, sbarra la strada agli attacchi locali 25-32 al 14'. La squadra di coach Poeta,  gioca in modo razionale,  costruttivo   costringendo  al terzo fallo  Durham e Anigbogu . 25-40 al 16'. Gestione superficiale in attacco per la Vanoli. 31-48 all'intervallo con l'Olimpia in assoluto controllo. Milano è passiva in difesa, viene richiamata all'ordine dal suo coach e torna a più 20 punti di distacco 41-61. Cremona è alle corde e non riesce più a districarsi 48-71. Nell'ultima frazione i giocatori cercano di "sistemare" lo score personale e non accade più nulla.  Record negativo di punti segnati per Cremona.

Coach Brotto nel post partita

«Abbiamo giocato un quarto, poi siamo spariti dal campo. Questo per merito di Milano, più che per demeriti nostri. Pensavo che potessimo gestire la mancanza di Casarin e Udom, senza dimenticare gli acciacchi di Burns che in settimana si è dovuto gestire; invece giocare contro questa Olimpia è stato molto difficile. Ci sono mancati i corpi da opporre a una Milano che è stata davvero allacciata per tutta la partita, concedendoci poco o nulla. La loro intensità e l'impatto fisico che hanno messo in campo non sono stati pareggiabili. Dobbiamo resettare. Alla squadra ho riportato il commento che mi ha detto Peppe Poeta a fine partita: "State facendo un grande lavoro". La verità è questa: per quelli che siamo, stiamo facendo un campionato sopra le righe. Non dobbiamo demoralizzarci, c'è da portare il campionato a termine. Il dispiacere è per il pubblico, perché speravo riuscissimo a offrire uno spettacolo migliore, ma non ce l'abbiamo fatta. Spero che le precedenti partite restino nella memoria dei tifosi e che siano orgogliosi di quello che stiamo facendo» 

Statistiche

La prestazione dominante dell'Olimpia Milano in campo viene riflessa anche dalle voci statistiche: 20 gli assist contro gli 11 della Vanoli, 41 i rimbalzi contro i 33 biancoblu. Anche le percentuali al tiro non hanno sorriso a capitan Burns e compagni, che soltanto nelle triple hanno tenuto testa all'Olimpia (30% vs 33%). 

 
Marco Ravara


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commenti


marco

16 febbraio 2026 06:28

Sinceramente la Vanoli con due assenze importanti contro l'armata di Milano ha fatto fin troppo.