La posizione Marco Giampaolo sulla panchina della Cremonese si aggrava. Secondo Corriere dello Sport e Gazzetta dello Sport il tecnico è a rischio e i grigiorossi, a pari merito col Lecce terzultimo che però deve ancora giocare, stanno pensando di richiamare Davide Nicola, esonerato lo scorso 18 marzo. Ma sarà davvero così?
commenti
Nonna sprint
25 aprile 2026 19:01
Nicola la prego torni grazie! Però devono mandare via anche Giacchetta!
Biagio
25 aprile 2026 20:50
Leggendo le notizie di un possibile ritorno di fiamma per Davide Nicola, mi sorge spontanea una riflessione che vorrei condividere, non con la presunzione di chi ha la verità in tasca, ma come semplice spunto di discussione per chi ha a cuore le sorti grigiorosse.
Il dubbio sulla strada tracciata
Siamo sicuri che cambiare continuamente interpreti in panchina sia la soluzione? La sensazione è che, pur agendo in totale buona fede e con un impegno che nessuno mette in discussione, ci si trovi prigionieri di un modello che forse fatica a dialogare con il calcio moderno. I risultati di questa stagione non sono forse il segnale che occorre riflettere su qualcosa di più profondo rispetto al semplice nome dell'allenatore?
Basta con la retorica
Dovremmo chiederci se ha ancora senso puntare sulla retorica motivazionale, quella dei proclami tipo "andiamo a Napoli senza paura", con il risultato che conosciamo e in una partita nella quale abbiamo di rado superato il centrocampo. È l'evidenza che il "coraggio" a parole, senza un'organizzazione tecnica moderna, non basta a coprire i limiti del campo.
Ipotesi di cambiamento: guardare oltre i confini
Onestà intellettuale vorrebbe che, a fine campionato, ci si chiedesse se chi ha costruito questa squadra sia ancora in grado di progettarne il futuro. Se guardiamo a realtà come l'Atalanta o il Como, notiamo come il successo nasca da una visione internazionale. Cosa accadrebbe se anche a Cremona si puntasse su profili "europei" alla Kieran McKenna, Will Still o Francesco Farioli? Sono nomi che rappresentano un calcio diverso, basato più sull'insegnamento tattico che sui soliti slogan.
Una questione di scelte, non di portafoglio
Il mio non è un invito a spendere cifre "off-limits". Mi chiedo se, con lo stesso budget di quest'anno, non si potesse investire maggiormente in uno scouting internazionale e in una guida tecnica moderna. Sostituire la sicurezza del "nome noto" con la scommessa di un progetto tecnico: forse, alla fine, costerebbe meno e renderebbe di più.
Il coraggio di analizzare
In Italia siamo tutti un po' allenatori, lo so bene, e la mia è solo una proposta di metodo. Credo che, a bocce ferme e a prescindere dalla categoria in cui si giochera, la società debba sedersi a un tavolo e porsi delle domande scomode. Non per cercare colpevoli, ma per capire se sia arrivato il momento di sperimentare qualcosa di nuovo.
Alla fine saranno ovviamente i dirigenti e la proprietà a decidere, ma credo che una riflessione su questi punti sia doverosa per non restare fermi mentre il calcio evolve.
Un saluto,
Biagio
Giuseppe
26 aprile 2026 07:27
Dirigenti non capaci, mai un anno che costruisca una squadra ad agosto e che arrivi a fine campionato.
A gennaio, sempre 5/6 nuovi calciatori, che prima di devono inserirsi per poi dare il loro contributo.
Poi il gioco della panchina esonero e richiamo, sta diventando una costante.
Per ultimo un pensiero: perché allenatori che portano la squadra in A poi se ne vanno?
Vedi Pecchia e Stroppa esonerato e richiamato.
Saluti
Beppe
Giuseppe
26 aprile 2026 09:14
Dirigenti non capaci, mai un anno che costruisca una squadra ad agosto e che arrivi a fine campionato.
A gennaio, sempre 5/6 nuovi calciatori, che prima di devono inserirsi per poi dare il loro contributo.
Poi il gioco della panchina esonero e richiamo, sta diventando una costante.
Per ultimo un pensiero: perché allenatori che portano la squadra in A poi se ne vanno?
Vedi Pecchia e Stroppa esonerato e richiamato.
Saluti
Beppe