"Furia omicida": la ricostruzione dell'aggressione con machete lo scorso 1 agosto a Crema. Operazione della Polizia per identificare i soggetti: due arresti, 12 espulsioni e decine di provvedimenti
Due arresti, dodici procedure di revoca del permesso di soggiorno, decine di denunce e provvedimenti emessi al termini della vasta operazione "multidiscipliare", come l'ha definita lo stesso Questore Carlo Ambra stamattina durante la conferenza stampa in cui ha presentato i risultati delle indagini relative ad una serie di episodi delittuosi, registrati nel comune di Crema, che hanno visto l'utilizzo di armi da taglio. Alla base di tutti questi episodi, più che di bande organizzate, si deve parlare di soggetti che entrano in conflitto per questioni legate allo spaccio e microspaccio di stupefacenti.
"Nel fatto specifico, l'episodio risale allo scorso 1 agosto, e grazie all'attività investigativa svolta insieme dalla squadra mobile e dal Commissariato di polizia di Crema, siamo riusciti, grazie alla visione di diverse videocamere e anche all'ascolto di alcuni testimoni, a ricostruire la dinamica dell'episodio" ha spiegato il Questore.
Un episodio che parla di una vera e propria "furia omicida, con armi idonee ad uccidere" e infatti, oltre a spranghe e catene, le ferite più gravi sono state inferte da un pesante machete con la lama di 36 centimetri. E, di nuovo, emerge che tutti i soggetti coinvolti erano già gravati da precedenti penali: "Parliamo di soggetti che a noi erano comunque già noti, perché, come dicevo prima, in questi mesi sono si sono verificati una serie di episodi delittuosi a Cremona. Tutti hanno diversi precedenti penali, soprattutto contro la persona, in materia di stupefacenti, anche destinatari di misure di prevenzione del adottate da me in questi in questi mesi. I due arrestati, in esecuzione di due misure cautelari in carcere emesse dalla locale autorità giudiziaria, sono due cittadini di 23 e 21 anni, di origine egiziana, con l'accusa di un duplice tentato omicidio nei confronti di due minorenni, due sedicenni, anche loro di etnia egiziana".
Alla base di tanta violenza ci sarebbero dissidi legati al controllo dello spaccio si stupefacenti ma in questo contesto non si può parlare di baby gang o di bande organizzate: "Non possiamo parlare di ciò perché innanzitutto questo definirebbe dei gruppi organizzati fra di loro. Le etnie spesso sono simili, sono legate fra loro, fra parentela. Non si possono delineare dei gruppi definiti né baby gang, perché poi in realtà questa è una diatriba che sta interessando solo fra di loro, non sta interessando terze persone. Inoltre non c'è una struttura delineata, piuttosto possiamo parlare di una struttura fluida di stranieri che si conoscono fra di loro da tempo, che a un certo punto non hanno trovato più degli equilibri fra di loro e per questi mancati equilibri si stanno reciprocamente rendendo responsabili di questi episodi".
Nello specifico dell'operazione, tutto -come detto- inizia con una rissa, lo scorso 1 agosto, iniziata nei pressi della stazione ferroviaria.
Due gruppi di giovani si incontrano in modo del tutto casuale in stazione, tra di loro ci sono già pesanti attriti: scattano i primi insulti ma la situazione degenera quando sul posto sopraggiunge, chiamato in rinforzo, il 23enne egiziano brandendo il grosso machete e cominciando a sferrare diversi colpi nei confronti di chiunque stesse lì vicino, con particolare aggressività e violenza. E in quella circostanza una delle due vittime, un 16enne, cade a terra e viene colpito con un bastone dall'altro egiziano 21enne. In sua difesa intervengono gli amici delle due vittime, con bastoni e catene per cercare di trarre in salvo il ragazzo che veniva furiosamente pestato.
"Si può proprio parlare di furia omicida del soprattutto del ventitreenne, che non ha esitato ad affondare diversi fendenti col machete".
Ma le ferite più gravi le riporta l'altro sedicenne, colpito alla gola dal coltellaccio, riportando una ferita che solo per pochi centimetri non si è rivelata letale: per lui è comunque stato necessario un intervento chirurgico d'emergenza per tamponare il profondo taglio. Meno gravi le condizioni dell'altro minorenne, che ha riportato ferite da taglio alla testa, al collo, alla schiena e anche agli arti.
Saranno poi le immagini delle telecamere ed il racconto dei presenti a portare al riconoscimento degli autori materiali della violenta aggressione; il 23enne però, nel frattempo, era già stato arrestato, la mattina dopo la rissa, in flagranza di reato per spaccio, rendendosi poi protagonista dell'aggressione, avvenuta pochi giorni dopo in ospedale, nei confronti dei due agenti che lo piantonavano, riusceno a fuggire dal nosocomio per poi essere di nuovo arrestato poche ore dopo in stazione, mentre cercava di darsi alla fuga. Inoltre, sempre il 23enne in oggetto, era un conoscente del ragazzo ucciso sempre a Crema, lo scorso luglio, benchè non direttamente coinvolto nell'episodio.
Dunque un'operazione di Polizia molto lunga e complessa, che ha visto in campo la squadra mobile e il commissariato di Crema per svolgere tutta la parte dell'attività investigativa, la divisione anticrimine della questura utilizzando un metodo a largo raggio su diversi soggetti.
"Un'operazione che dunque ha portato a circa 40 misure di prevenzione, soprattutto in queste ultime settimane, a partire da avvisi orari, fogli di via nei confronti di quei soggetti che non risiedono qui in provincia di Cremona, anche una sorveglianza speciale e inoltre, sempre nell'ambito di questa approccio multidisciplinare che ho voluto dare a questo fenomeno, ho incaricato l'ufficio immigrazione della questura di Cremona che ha già attivato 12 procedure di revoca del dei permessi di soggiorno nei confronti di i principali autori, quelli maggiorenni. Queste 12 misure, in un medio periodo, a breve periodo comporteranno rimpatri ed espulsioni da parte di questi autori di questi reati. E sono stati anche organizzati da me, ovviamente d'intesa con il prefetto di Cremona, una serie di controlli straordinari interforze che sono stati fatti negli ultimi due mesi a Crema, con l'impiego anche del reparto mobile di Milano, del Nucleo Provenzione Crimine di Milano, dei unità cinofile, della polizia postale, del della squadra mobile, il Commissariato e anche delle altre forze dell'ordine".
Foto Francesco Sessa Ventura
Guarda il video della Polizia di Stato
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commenti
Blek
1 settembre 2026 10:44
Gravi o non gravi, le ferite, questi soggetti vanno eliminati dalla faccia dell'Italia.
marco
1 settembre 2026 12:36
Entriamo una volta per tutte nell'ottica che leggere " tutti i soggetti coinvolti erano già gravati da precedenti penali soprattutto contro la persona ed erano a noi noti" non fa che consolidare la rabbia dei cittadini verso leggi che non li espellono dal nostro paese al primo reato grave permettendo il consolidarsi di vere bande dedite al crimine e l'avanzare dell'estrema che promette di porvi rimedio proprio con quello che non viene fatto se non con molta reticenza e solo dopo gravissimi fatti?
Io tutto questo compiacimento non lo condivido .
Arrow
1 settembre 2026 19:18
In Danimarca,al primo reato grave,anche se sei nato nel paese scandinavo e hai genitori stranieri,prima vai in galera e finito di scontare la pena ti rimandano al paese di origine dei genitori anche se non ci sono mai stati e diventi PERSONA INDESIDERATA IN DANIMARCA.
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1 settembre 2026 19:18
In Danimarca,al primo reato grave,anche se sei nato nel paese scandinavo e hai genitori stranieri,prima vai in galera e finito di scontare la pena ti rimandano al paese di origine dei genitori anche se non ci sono mai stati e diventi PERSONA INDESIDERATA IN DANIMARCA.