In piazza Marconi la celebrazione della Unità Nazionale e delle Forze Armate. Il commosso ricordo dei militari caduti in Bosnia per l'Italia e per la Pace
Dopo la deposizione delle corone d'alloro in Cortile Federico II sotto la lapide con il "Bollettino della Vittoria", la manifestazione con la celebrazione del 4 novembre, giornata delle Forze Armate e dell'Unità Nazionale, si è spostata per la prima volta in piazza Marconi alla presenza di tutte le autorità civili e militari. Tra il pubblico, purtroppo piuttosto scarso, alcune classi delle elementari che hanno sventolato bandierine tricolori. Reparti militari, la Fanfara Alpina Tridentina "Walter Smussi", i medaglieri e i labari delle associazioni d'Arma con i gonfaloni di Provincia e della Città di Cremona, si sono schierati per l'alzabandiera e l'inno di Mameli suonato con un violino e cantato dalla piazza. Dopo gli onori al Viceprefetto Vicario, si è data lettura del Bollettino della Vittoria della guerra 15-18. Poi è stata la volta del messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
«Nell’anno in cui ricorre l’ottantesimo anniversario della libera scelta del popolo italiano per la Repubblica, la celebrazione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate assume un significato particolare.
Il giuramento di fedeltà delle Forze Armate alla Repubblica si nutre dei valori della sua Costituzione, patrimonio di principi custodito affinché il rapporto con le generazioni che si succedono nella vita del Paese sappia unire la memoria del passato alla speranza per il futuro della comunità, e le atrocità vissute nelle guerre mondiali non abbiano a ripetersi.
Celebriamo anzitutto il coronamento del sogno risorgimentale dell’Unità della nostra Patria, indipendente e libera, e il percorso che, con la lotta di Liberazione, ha saputo conquistare libertà e democrazia per il nostro popolo e un ruolo autorevole all’Italia, con la politica di pace e cooperazione internazionale perseguita dalla Repubblica.
Oggi, una fase storica di particolare complessità vede le Forze Armate proiettate a livello internazionale per assicurare, nell’ambito di iniziative della comunità internazionale, la pace ove viene compromessa e per presidiare, unitamente ai Paesi alleati, aree critiche per la sicurezza e la prosperità del nostro Paese. Il loro impegno, il loro quotidiano lavoro sono preziosi per contrastare ogni intento esterno rivolto contro la comunità alla quale apparteniamo e per affermare il rispetto del diritto internazionale.
Ai conflitti tradizionali, che continuano ad insanguinare ampie aree del mondo, inclusa l’Europa, si aggiungono la disinformazione diffusa, la competizione nello spazio, la dimensione cibernetica, l’uso pervasivo dell’intelligenza artificiale e dei sistemi autonomi, domini in cui atti di aggressione risultano oggi in preoccupante e progressiva espansione.
È uno scenario che richiede profonda capacità di rinnovamento, nell’integrare rapidamente le nuove tecnologie e nel garantire capacità concrete per le sfide future. Appare urgente, in questo senso, l’avvio di una difesa comune europea, complementare all’Alleanza Atlantica.
In questa giornata, il deferente omaggio del popolo italiano va a quanti hanno sacrificato la vita per l’Italia, consegnandoci un’eredità di libertà e unità che celebriamo con rinnovata consapevolezza e, oggi, rivolgiamo il nostro pensiero con particolare intensità e cordoglio ai nostri militari che hanno perso la vita nei giorni scorsi in Bosnia-Erzegovina.
Un legame profondo, di fiducia e gratitudine, unisce Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza alla comunità nazionale, di cui sono parte integrante.
Con questi sentimenti, rivolgo il più intenso augurio ai soldati, ai marinai, agli avieri, ai carabinieri, ai finanzieri, al personale civile della Difesa e alle loro famiglie.
Viva le Forze Armate, viva la Repubblica».
E' seguita poi la lettura del messaggio del Ministro della Difesa Guido Crosetto: “Senza Difesa non c’è sicurezza e senza sicurezza non c’è libertà”. È stato il passaggio centrale del messaggio del ministro. Un intervento che intreccia il ricordo dei caduti, la riconoscenza verso il personale militare e civile e il richiamo alla responsabilità di proteggere il futuro del Paese. Ad accompagnare la ricorrenza è il dolore per la tragedia del 29 ottobre in Bosnia-Erzegovina. Nel suo messaggio, Crosetto ricorda i quattro militari italiani che hanno perso la vita mentre erano impegnati nell’operazione EUFOR Althea: il sergente maggiore Simone Ruggia e il sergente maggiore Claudio Marchesi, dell’Aviazione dell’Esercito, il capitano Franco Adriano Zecchillo e il sergente maggiore Laura Procacci, del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Alle famiglie, agli amici e ai colleghi il ministro rinnova il cordoglio personale e di tutta la Difesa, rivolgendo un pensiero anche agli undici feriti e augurando loro una pronta e completa guarigione.
Il sindaco Andrea Virgilio ha detto tra l'altro che "Iniziative queste come queste le possiamo vivere in due modi. O come pure atto formale oppure come un’occasione per entrare più nel vivo della memoria e della storia della nostra città e del nostro Paese. Oggi c’è bisogno di questo."
Il fotoservizio è di Francesco Sessa Ventura
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commenti
Carla
4 novembre 2026 20:39
Sono con le persone che amano la pace ,che rispettano le divise ..che rispettano la nostra amata Italia ...grazie a chi lavora per difendere noi civili ... grazie