"Il falco chiama, le allodole cantano: l’altro mondo di Francesco": l'intervista ad Adelaide Ricci, medievista e studiosa, relatrice della serata in programma il prossimo 2 ottobre a Pescarolo
"Il falco chiama, le allodole cantano: l’altro mondo di Francesco" è il suggestivo appuntamento in programma per il prossimo venerdì 2 ottobre alle 21.00 presso la Biblioteca comunale di Pescarolo ed Uniti e che vedrà come relatrice di questa suggestiva lezione aperta, Adelaide Ricci, medievista e docente di Storia medievale nel Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia.
Con ottobre si entra nel cuore delle celebrazioni per il centenario di san Francesco d’Assisi, a ottocento anni dal transito ossia dalla sera del 1226 in cui, fra 3 e 4 ottobre, l’umile frate umbro lasciava questo mondo. I suoi seguaci, già moltiplicatisi in modo sorprendente, si sarebbero diffusi in tutta Europa e poi nel mondo intero, portando un messaggio tanto semplice quanto adamantino: "vivere secondo la forma del santo Vangelo" (così nel Testamento).
Di Francesco si narravano già episodi miracolosi, di quella stoffa del miracolo che è stupore, eco della meraviglia. Qualcosa senza dubbio impressionò la memoria di chi lo vide incontrare gli esseri animati, in particolare le creature alate.
Cosa accadde durante la cosiddetta predica agli uccelli? Lo chiediamo alla medievista Adelaide Ricci, che su questo tema, con un’inedita lettura delle fonti, interverrà venerdì 2 ottobre a Pescarolo ed Uniti.
(A.R) Secondo il racconto di Tommaso da Celano, primo agiografo di san Francesco, l’episodio si svolse a Bevagna, nella valle spoletana. Francesco vede raccolti insieme numerosissimi uccelli d’ogni specie, corre loro incontro, li saluta («secondo il suo costume», non manca di annotare Tommaso) e tutto felice si trattiene con loro ricordando che al Creatore si deve sempre lode e gratitudine. E quelli manifestano «il loro gaudio secondo la propria natura, con segni vari, allungando il collo, spiegando le ali, aprendo il becco e guardando a lui». Queste, in sintesi, le coordinate della narrazione, ripresa poi da Bonaventura da Bagnoregio nella “Legenda maior”, il testo ufficiale francescano tuttora in uso. Esistono anche, come sempre accade, varianti del racconto; sempre nel Duecento, il cronista Ruggero di Wendover colloca l’episodio presso Roma e con una sfumatura polemica. Ma resta invariato il fatto che i contemporanei di Francesco furono colpiti da questo suo atteggiamento nei confronti degli alati.
In che senso, allora, la predica agli uccelli può legarsi alla morte di Francesco e a suo “altro mondo”, dal momento che l’incontro di venerdì prossimo si intitola “Il falco chiama, le allodole cantano: l’altro mondo di Francesco”?
(A.R) Anzitutto spero che quella di Pescarolo sia davvero una lezione aperta, in cui il pubblico si senta libero di fare domande e dialogare con me su quanto proposto. Si tratta di scorgere una sorta di fil rouge che percorre le fonti francescane: un rapporto privilegiato tra il santo e le creature alate. Questa chiave di lettura permette anche di avvicinarsi con altri occhi al transito di Francesco, non come evento triste, ma come compimento gioioso di un tragitto tanto concreto quanto spirituale.
Dunque seguirà i testi biografici del santo?
(A.R) Non solo i testi, che in verità sono agiografici, dunque non biografie per come oggi le intendiamo, ma racconti che intendono mettere in luce la santità di Francesco. Vedremo anche diverse immagini, raffigurazioni del XIII secolo che sono anch’esse racconti, intessuti secondo coordinate di sguardo per noi di non immediata lettura.
Sarà allora un’occasione per avvicinare il ‘vivo’ degli studi francescani al grande pubblico.
Una scelta culturalmente attenta quella delle Biblioteche dell’Unione Lombarda Terre del Lino, che con questo primo incontro inaugura un progetto appositamente dedicato al centenario francescano e curato dalla Ricci, docente di storia medievale presso il Dipartimento di Musicologia e Beni culturali dell’Università di Pavia, sede di Cremona. Nelle sue ricerche, la studiosa è particolarmente attenta ai legami tra fonti testuali e iconografiche francescane.
Seguirà, in novembre, un secondo incontro di cui sarà protagonista un mediometraggio che di nuovo si lega al rapporto tra Francesco e gli alati: “Il volo delle rondini”.
L’appuntamento è ora quello con la lezione aperta, a Pescarolo ed Uniti venerdì 2 ottobre alle ore 21.00 presso la Biblioteca comunale (Via Mazzini, 77).
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