8 maggio 2026

Agropadana: verso l’inserimento lavorativo i corsisti formati per la filiera lattiero–casearia

Entra nella fase “culminante” il percorso di Agropadana, progetto promosso da Confcooperative Cremona nelle province di Cremona e Mantova e finanziato da Regione Lombardia nell’ambito del Fondo Sociale Europeo Plus, per rispondere al crescente fabbisogno di lavoratori qualificati nella filiera lattiero–casearia.

A Cremona, sono 15 le persone – uomini e donne – che hanno aderito al progetto e hanno completato il percorso formativo, avviato nel mese di febbraio e sviluppato attraverso un articolato programma costruito in stretta collaborazione con le imprese del territorio. La formazione, curata da Mestieri Lombardia – sede di Cremona – e realizzata insieme ad alcune delle principali realtà del comparto, ha previsto un mix di contenuti teorici e pratici. In particolare, il percorso ha incluso un corso base di lingua italiana, rivolto in particolare ai partecipanti stranieri, moduli su sicurezza, contrattualistica e HACCP, e una formazione professionalizzante sul settore, sui prodotti e sulla produzione lattiero–caseario, con il coinvolgimento diretto di responsabili delle latterie come docenti e visite ai caseifici.

In questi giorni,, sono stati avviati i colloqui con le aziende coinvolte del cremonese, tra cui Latteria Soresina, Plac, Ca’ de Stefani, Pizzighettonese e Acreman, con l’obiettivo di raggiungere l’inserimento lavorativo di almeno il 40% dei corsisti, dando continuità concreta al percorso formativo.

Accanto alla dimensione occupazionale, Agropadana si è dimostrato anche un progetto di inclusione attraverso il lavoro: grazie anche alla collaborazione con le Prefetture, il percorso ha coinvolto numerose persone migranti, mettendo in relazione chi cerca un’opportunità per costruire il proprio futuro con le imprese che necessitano di nuova forza lavoro per sostenere una filiera strategica del Made in Italy.

Il progetto ha avuto una dimensione interprovinciale, coinvolgendo, oltre a Cremona, anche i territori di Mantova e Crema: complessivamente sono state attivate tre classi tra le due province, per un totale di circa 45-50 persone formate, di cui oltre il 90% di origine straniera.

“Agropadana sta dimostrando che è possibile affrontare in modo strutturale il tema della carenza di manodopera nella filiera agroalimentare – sottolinea Andrea Tolomini, direttore di Confcooperative Cremona –. Abbiamo realizzato un modello integrato che unisce recruiting, formazione e accompagnamento al lavoro, creando le condizioni per un’occupazione stabile e qualificata”.

“Il settore lattiero–caseario - continua Francesca Scolari, Responsabile amministrativa di Confcooperative Cremona - rappresenta un pilastro del nostro territorio e offre opportunità professionali solide, con contratti sicuri e prospettive di crescita. Progetti come questo sono fondamentali per garantire continuità e competitività a tutto il comparto”.

“Il valore di Agropadana – evidenziano Davide Longhi, responsabile Unità Organizzativa e Simona Brunelli, responsabile Area Lavoro di Mestieri Lombardia – sede di Cremona – sta nella capacità di costruire percorsi concreti e personalizzati, accompagnando le persone dall’ingresso nel progetto fino all’inserimento in azienda. La collaborazione con le imprese è stata costante e determinante: ha permesso di progettare una formazione realmente aderente ai bisogni del settore e di dare prospettive occupazionali concrete”.

Agropadana ha inoltre contribuito a rafforzare l’alleanza territoriale tra imprese, enti di formazione, sindacati, consorzi di tutela e istituzioni, consolidando una rete fondamentale per affrontare in modo condiviso le sfide del mercato e valorizzare un settore strategico per l’economia locale e nazionale. Un comparto che, accanto alla solidità occupazionale, sta compiendo passi avanti anche sul fronte della qualità del lavoro, della conciliazione e degli stimoli professionali, anche grazie all’introduzione di nuove tecnologie nei processi produttivi e di nuovi modelli organizzativi.

Tra le attività del progetto che ora dovrà arrivare ad essere completata, vi è stata anche una intensa attività di ricerca che, nella fase iniziale, è risultata utile per analizzare fabbisogni, target e modelli formativi più efficaci, e oggi orientata anche al confronto con esperienze analoghe a livello europeo, con l’obiettivo di valutarne la replicabilità. I risultati di questo lavoro, comprendenti il progetto nella sua parte formativa, in quella della ricerca e nelle sue prospettive, saranno presentati nel corso di un convegno in programma nel mese di novembre.


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