27 gennaio 2026

125 anni fa, il 27 gennaio 1901 moriva a Milano Giuseppe Verdi. I suoi rapporti con Cremona

125 anni fa il 27 gennaio del 1901 moriva a Milano Giuseppe Verdi. Un personaggio storico, uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi che ha avuto importanti rapporti con Cremona e non solo per la vicinanza geografica nel luogo in cui era nato, Roncole Verdi. Poi dove aveva studiato, in casa Barezzi, a Busseto e ancora dove aveva deciso di abitare a Villanova d'Arda nella immensa e splendida villa Sant'Agata: è giusto anche ricordare che quei territori a cavallo proprio tra le province di Piacenza e le province di Parma furono per secoli sotto la indicazione della diocesi di Cremona. Ci sono documenti antichi che testimoniano tutto questo ma tornando a Verdi l'uomo e i musicista ebbe continui rapporti con la città del Torrazzo. Basti pensare alla sua intensa attività di agricoltore Quando nel 1855 inizia a ripristinare Villa Sant'Agata a Villanova d’Arda  e comincia ad acquistare, con i proventi dalle sue opere numerosi campi mulini, caseifici nella zona piacentina, compresa una cascina nel cremonese nell’attuale comune di Stagno Lombardo. E non c'è da dimenticare, un fatto molto importante che i più non ricordano o non conoscono  Giuseppe Verdi quando fu senatore del regno d'Italia fu colui che volle in maniera molto forte e molto decisa la linea ferroviaria che ancora esiste e che collega Cremona con l'attuale Fidenza che all'epoca  era chiamata San Donnino; un'opera infrastrutturale che ha ancora importanza per la città di Cremona.

Arrivava, in calesse, nella città del Torrazzo a fare acquisti . Comprava le sementi comprava. attrezzi agricoli. Aveva a Cremona i suoi consulenti per quanto riguardava l'agricoltura ma non solo: Cremona era anche il luogo dove acquistava i dolci, era un appassionato di panettone. In una delle antiche drogherie, come si chiamavano allora di Cremona è stato rinvenuto qualche anno fa nascosto, sotto un tavolo, un pianoforte su cui probabilmente il maestro si era esibito in una delle tante soste che aveva fatto a Cremona. Ma nella città del Torrazzo veniva anche in visita alla sorella della seconda moglie Giuseppina Strepponi che abitava nell'antica zona dei liutai, dove poi è sorta la Galleria 25 aprile. Ci sono moltissime testimonianze che descrivono queste sue visite. Per quanto riguarda poi la vicenda musicale Verdi è stato molto rappresentato al teatro di Cremona, quello che era al tempo il teatro Concordia.

La prima opera in assoluto che viene rappresentata di Verdi al Teatro Concordia fu Nabucco 1844 . Erano passati solo due anni dopo la prima rappresentazione al teatro alla scala 1842 ed ebbe un grande successo. Ne parlarono i giornali dell'epoca. Ma fatto ancora più interessante è che Verdi a Cremona fu diretto da un cremonese; un vero e proprio e enfant prodige della musica non solo dalla città del Torrazzo ma anche di tutto il Nord Italia. Si trattava di Ruggero Manna. Musicista che non solo era compositore ma era soprattutto era il direttore dell'orchestra del teatro Concordia. E in quella prima rappresentazione furono moltissimi cremonesi, a partire dal primo violino che era il Carlo Bignami, uno dei collaboratori più stretti di Niccolò Paganini quando il violinista genovese risiedeva a Parma e poi tutta una serie di strumentisti di collaboratori di ballerini che erano parte del teatro e della vita musicale di Cremona. Ma c'è un altro dettaglio musicale che è di assoluta importanza. Al teatro cremonese nell’opera i Lombardi alla prima crociata, fu Fanny Salvini Donatelli che nel 1854 interpretò la prima Violetta de La Traviata. E ancora a Cremona si esibirono , sempre nelle prime rappresentazioni del Nabucco, le due sorelle di Teresa Stolz che divenne poi l'ultima musa del maestro nella sua fase finale poco prima di morire. Dunque la presenza di Verdi fu assolutamente intensa Cremona sia personalmente sia per tutti quegli artisti che si esibirono con la sua musica al teatro Concordia.

Nella foto Verdi e i titoli dei giornali con la notizia della sua morte, poi la grande partecipazione al suo funerale

 

Roberto Fiorentini


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