3 dicembre 2021

200 anni fa nasceva Giovanni Bottesini. Vita straordinaria del "Paganini del contrabbasso". Crema orgogliosa di questo suo figlio

Il 22 dicembre 2021 festeggeremo il 200° compleanno del cremasco Giovanni Bottesini, il più grande contrabbassista di tutti i tempi. Con l’Associazione Bottesini abbiamo deciso di ricordarlo con una serie di iniziative che mirano a far conoscere tutti gli aspetti della sua vita e della produzione musicale: dalla musica da camera alla lirica, dalla musica sacra alle composizioni per il contrabbasso.

Bottesini per me vuol dire casa. Il 4 settembre 2021 ero alla prima della Dutch National Opera di Amsterdam. Al ricevimento dopo lo spettacolo, parlando con il responsabile dell’orchestra, non ho perso l'occasione di parlare di Crema, dell'associazione e naturalmente di Bottesini. La reazione fu immediata e mi introdusse immediatamente al primo contrabbasso dell'orchestra, il quale, colto da grande entusiasmo, mi presentò a tutti i contrabbassisti e agli  orchestrali. In quattro e quattr’otto tutti stavano parlando di Bottesini, di Crema e del concorso. Mi sentii a casa. 

Non è la prima volta che accade. Bottesini suscita un'emozione visibile nei contrabbassisti di tutto il mondo che vedono in lui la persona che ha tolto il contrabbasso dall'ombra della buca per metterlo al centro del palcoscenico. 

Dobbiamo infatti pensare che negli anni quaranta dell'ottocento il contrabbasso era uno strumento secondario, relegato ai margini dell'orchestra. Immaginate lo stupore del pubblico quando Bottesini venne fuori come un fuoriclasse assoluto, capace di mandare il pubblico in delirio con il suo virtuosismo e le sue composizioni.

Bruno Barilli nel 1930 lo definì come “uno dei più geniali artisti del secolo verdiano, e fra i virtuosi il più fantastico". Lo stesso Barilli così descriveva l'effetto che il virtuosismo di Bottesini suscitava nel pubblico: "Quel che succedeva a questo punto in teatro è indescrivibile. Il pubblico aristocratico della corte si torceva in preda ad una ilarità stridula. Gli applausi e le richieste di bis scoppiavano lungo le file scomposte, ad ogni battuta."

Riassumere la sua vita in poche righe è impresa impossibile ma è necessario per cercare di offrire un assaggio di una storia che appare incredibile. Bottesini nacque a Crema il 22 dicembre del 1821 in una famiglia di musicisti. Il padre, lo zio, i fratelli, le sorelle, i cugini erano tutti musicisti professionisti e alcuni di loro ottennero anche notorietà, come il cugino Vincenzo Petrali che era conosciuto come il "Principe degli Organisti Italiani". Bottesini crebbe quindi a pane e musica e fin da bambino mostrò un grande talento come cantore e violinista. 

Nel 1835 fece gli esami di ammissione al conservatorio di Milano sperando di entrare nella classe di violino. Per nostra fortuna la classe di violino non aveva più posti e gli venne offerta quella di contrabbasso.

Dopo essersi diplomato con il massimo dei voti e con tre anni di anticipo nel 1839, iniziò una serie di concerti nel nord Italia in compagnia del suo grande amico e violinista Luigi Arditi. Lo stupore per il suo virtuosismo fu tale che il 12 dicembre del 1843, dopo il concerto a Parma davanti alla Duchessa Maria Luigia che festeggiava il suo compleanno, la Gazzetta di Milano lo definì per la prima volta "Il Paganini del Contrabbasso", appellativo che lo accompagnò pr tutta la vita. 

Nel 1846 accadde un evento che segnò il percorso dei due amici per sempre. Conobbero a casa del Duca Antonio Litta di Milano l’impresario Badiali che propose loro di unirsi alla compagnia dell’Opera Italiana a Cuba.

Da quel momento la carriera di Bottesini prese il volo sia come concertista, che come direttore d'orchestra e compositore. Viaggiò per quasi cinquant'anni ininterrottamente tra l'America, l'Europa, l'Africa e la Russia, esibendosi in più di trenta paesi, in un vortice di tournée estenuanti e di impareggiabili successi. Fu amico intimo di Rossini, Berlioz, Strauss e Verdi, per citarne alcuni. Un ritmo di vita sfrenato che non gli permise mai di rimanere fermo per più di sei mesi nello stesso luogo. 

Dal 1846 al 1855 Bottesini rimbalzò tra Cuba, Stati Uniti, Inghilterra e Messico. In questi anni fece migliaia di concerti, sopravvisse a due epidemie di colera, fondò il Conservatorio di Città del Messico, compose e diresse il primo inno messicano, conobbe il suo grande e turbolento amore, il soprano Claudina Fiorentini, e divenne uno dei musicisti e direttori d’orchestra più apprezzati al mondo.

Ed è così che nel 1855 ottenne la prestigiosa nomina a Direttore Musicale del Théâtre Italien a Parigi, posto ambito anche da Giuseppe Verdi.

Quello stesso anno Bottesini venne chiamato da Berlioz per dirigere insieme a lui il concerto di chiusura dell’Esposizione Universale, che contava la sorprendente presenza di 1200 musicisti, tra orchestrali e coristi. 

L’anno successivo, sempre a Parigi, si esibì in concerto davanti all’Imperatore Napoleone III, in occasione del Congresso di Parigi che sanciva la fine della Guerra di Crimea.

Nel 1857 si concluse il suo mandato al Théâtre Italien e ricomincio la folle corsa dei concerti, opere, composizioni che lo portarono a dividersi principalmente tra Londra, Napoli e Palermo, fino alla nomina come Direttore Musicale del Teatro Liceu di Barcellona ricevuta nel 1863. 

Nel 1866 compie delle nuove tournée tra l’Inghilterra e la Russia, dove si esibisce anche per lo Zar Alessandro II, mentre nel 1867 per diversi mesi divide il podio del Coven Garden di Londra con Johann Strauss.

Nel 1869 pubblica il suo Metodo per Contrabbasso, ancora oggi guida essenziale per chi studia questo strumento.

Nel 1871 toccò la vetta più alta della sua carriera con la direzione d’orchestra di Aida di Giuseppe Verdi al Cairo. Fu un evento di portata epocale e Bottesini svolse il compito con risultati eccellenti, tanto da essere nominato Direttore Musicale del Teatro Khediviale dell’Opera al Cairo, incarico che mantenne fino al 1877.

Bottesini compose diverse opere liriche ma il vero successo come operista arrivò nel 1879 con l'opera Ero e Leandro, su libretto di Arrigo Boito, che per oltre vent'anni fu una delle opere più eseguite in Europa e oltre oceano.

La sua attività frenetica in giro per il mondo, non si fermò fino al 1889, quando venne nominato Direttore del Conservatorio di Parma, su indicazione dell’amico Giuseppe Verdi. Morì il 7 luglio del 1889 a Parma e ora il Maestro cremasco riposa nel posto d’onore della cappella del conservatorio. A pochi metri da lui, per un gioco della sorte, giace Nicolò Paganini. 

Verdi quel giorno dichiarò che “la perdita dell’illustre artista è sciagura per l’arte e io ne provo il più profondo dolore”.

Le celebrazioni continueranno con il concerto del 6 dicembre che vedrà protagonista sul palco del Teatro San Domenico di Crema il Quintetto della Fondazione Toscanini di Parma che eseguirà il celebre Gran Quintetto di Bottesini e il Quartetto n. 3 in re maggiore, riproposto per la prima volta in epoca moderna grazie all’edizione di Aldo Salvagno. 

Il 22 dicembre i festeggiamenti del bicentenario vedranno il loro culmine con un grande concerto lirico dal titolo “Bottesini e Verdi: un’amicizia all’Opera” presso la Sala Pietro da Cemmo, Museo Civico di Crema. In questa occasione verranno eseguiti arie e duetti tratti dalle opere di Bottesini e dall’opera Aida di G. Verdi, la cui prima ebbe luogo al Cairo il 24 dicembre del 1871 (150° anniversario) e fu diretta proprio dal musicista e direttore d’orchestra cremasco. 

Direttore Associazione Bottesini

Francesco Daniel Donati


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commenti


Federico

1 dicembre 2021 08:56

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