A Casa PonchielliI onorato il Maestro dei grandi. Ottimo recital all'organo di Alberto Pozzaglio
Proprio nei giorni in cui si torna a parlare di Amilcare Ponchielli come direttore delle opere di Giuseppe Verdi al teatro Concordia, prende il via la quinta edizione della rassegna Casa Ponchielli: sette eventi dal 25 settembre al 20 dicembre per far scoprire la centralità del compositore cremonese come ponte tra le due grandi stagioni stilistiche dell’opera italiana. Quella Verdiana e quella Pucciniana. Ponchielli fu maestro di Giacomo Puccini a Milano, come del resto dei principali compositori della corrente verista. Punto nodale quindi di tutto il panorama musicale italiano.
E l’apertura non poteva essere nella sua Paderno che, proprio in suo onore, prese poi il nome di ‘Ponchielli’ con un concerto d’organo. Nulla di strano. La carriera di tutti questi operisti che hanno segnato la storia della musica è partita proprio dalla tastiera del principale strumento della musica sacra.
Nella chiesa di S. Dalmazio, chiamato a dar voce al prestigioso organo Inzoli, inaugurato nel 1873 proprio dalle mani di Ponchielli: Alberto Pozzaglio. Strumentista che ha dimostrato di trovarsi assolutamente a suo agio con un repertorio organistico, quello tra Otto e Novecento italiano, che è sempre poco frequentato dagli esecutori.
Programma quasi d’obbligo: di Amilcare Ponchielli il doppio pezzo Assai moderato Andante -Allegretto ; di Ruggero Manna (il primo direttore di un’opera verdiana a Cremona ‘Nabucco’ e il predecessore di Ponchielli al Concordia) la Sinfonia dall’opera Jacopo di Valenza, di Giacomo Puccini e Emile Tavan una sontuosa Fantasia sulla Tosca e di Pietro Mascagni Sogno. Intermezzo dall’opera Guglielmo Ratcliff e l’arcinoto Regina coeli da Cavalleria Rusticana.
Pozzaglio ha avuto un grande merito, quello di saper ridare a questa musica organistica tutta la valenza operistica e melodrammatica che ha nel suo dna. Foss’essa scritta per tastiera o ancora più semplicemente trascritta da una partitura orchestrale. Non ha esagerato i toni teatrali: li ha resi nella loro evidenza stilistica. Ha tracciato le linee cantabili con pulizia. Ma ha soprattutto reso i colori orchestrali e sinfonici con un utilizzo appropriato dei registri dell’organo della chiesa di Ponchielli. a poche centinaia di metri di quella che fu casa dall’autore di Gioconda.
Particolarmente intensa la preghiera di Mascagni con tutti quei riferimenti tematici al monumentale Intermezzo della Cavalleria Rusticana. Belle e ariose le esposizioni tematiche del linguaggio orchestrale di Mascagni.
Un bel viaggio tra il nostro mondo dell’opera con Ponchielli sempre al centro.
Applausi del pubblico, anche se non numeroso. Forse serve più comunicazione.
Questa edizione 2026 si presenta particolarmente ricca e vede la collaborazione di importanti istituzioni della città, i primis il Teatro Ponchielli, il Conservatorio “C. Monteverdi”, l’Accademia Stauffer e del Dipartimento di Musicologia dell’Università di Pavia – sede di Cremona. L’ evento è inserito nella rassegna del Bicentenario di Stefano Jacini.
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