2 maggio 2026

La "Culumbina" a Sospiro: frammenti degli anni passati, quando viaggiare era un'avventura e le comodità erano solo per pochi. La vecchia "posta" che oggi non esiste più

Facciamo un salto indietro nel tempo, di parecchi anni. Immaginiamo che i mezzi di trasporto siano rari o comunque non così popolari; andiamo all’inizio del secolo scorso, quando la via Giuseppina era uno stradone ampio e desolato, su cui ogni tanto passava qualche carretto, forse i primi mezzi a motore e naturalmente la litorina del trasporto pubblico. Lungo la strada, diverse stazioni dove si poteva salire e scendere dal mezzo per recarsi in città a Cremona o nei paesi limitrofi, quando non si voleva o non si poteva andare in bici.

Molte di queste stazioni oggi hanno cambiato fisionomia, diventando edifici di altro tipo oppure scomparendo proprio, come la “Culumbina” di Sospiro, un palazzo a tre piani che in passato faceva da posta per i cavalli, con le stalle per far riposare gli animali e le camere per ospitare i viaggiatori.

Dobbiamo ricordare che percorrere la tratta da Cremona fin verso Palvareto (dal 1928 al 1947 si chiamava così il comune che riuniva San Giovanni in Croce e Solarolo Rainerio) e ancora oltre, fino a Casalmaggiore, non era affare di poche decine di minuti: i mezzi erano i cavalli e la merce viaggiava su carretti che percorrevano strade non perfettamente asfaltate. Serviva tempo ed era fisicamente stancante, quindi i viaggiatori avevano bisogno di punti di ristoro per fermarsi, riposarsi e far riposare i cavalli, come appunto la storica “Culumbina”

Il servizio di trasporto pubblico non era particolarmente attivo e capillare, come spiegano bene Mario Albertini e Claudio Cerioli nel volume “Trasporti nella provincia di Cremona. 100 anni di storia”, che scrivono: “Purtroppo all’inizio del 1880 la nostra provincia era la cenerentola in materia rispetto alle consorelle confinanti: era infatti attraversata solo dalla linea Lodi-Cremona-Soncino […] e dalla linea Lodi-Treviglio-Bergamo […]. Chiaramente erano privilegiate, allora, le comunicazioni verso Treviglio, Lodi Bergamo, Brescia e Mantova e solo marginalmente verso Cremona. All’epoca la spiegazione poteva essere trovata – sempre secondo l’analisi di Albertini e Cerioli- nella scarsa densità di popolazione, nella frammentazione in piccoli centri abitati e la conseguente scarsa presenza di un tessuto industriale solido e strutturato, artigianato al lumicino e settore terziario praticamente inesistente. Un’analisi ahimè ancora attuale, purtroppo, con la conseguenza che ieri come oggi i territori del cremonese-casalasco erano tagliata fuori dalle principali vie del trasporto pubblico.

Ma torniamo a Sospiro, dove passava la tramvia Cremona-Casalmaggiore, storica linea che impiegava locomotive a vapore, attiva tra il 1888 e il 1954, che in paese aveva la fermata sul lato sinistro della Giuseppina, in prossimità dell’incrocio con via Puerari. Era gestita dalle Tramvie Provinciali Cremonesi, correva a lato delle strade esistenti, rappresentando un fondamentale mezzo di trasporto locale prima della sua sostituzione con altri autoservizi.

Ma chi non usufruiva della tranvia, ricorreva a cavalli e carretti e quindi ecco che le varie “poste” lungo il tragitto erano un punto di riferimento fondamentale. E da qui la storia della nostra “Culumbina”, che  era il nome di una casa in fregio alla Giuseppina, all’angolo con via IV Novembre, che oggi non esiste più, abbattuta per far spazio ad altre soluzioni abitative. In passato svolgeva un servizio di accoglienza e sosta per i carrettieri che con i loro carri trainati da cavalli, dal casalasco e dal mantovano dovevano raggiungere Cremona per le varie attività commerciali.

Giorgio Rampi, che ci visse per diversi anni e ce ne ha inviato le foto che vedete, ce ne racconta alcuni aspetti: “All’ultimo piano, venivano ospitati i carrettieri che potevano lasciare i cavalli nella stalletta che si trovava nel cortile dietro la casa; ristoro dunque sia per i carrettieri che per gli animali, in un posto al sicuro anche per le merci trasportate. Io ci ho vissuto per 23 anni in quello stabile, che era di proprietà della famiglia di mia moglie: la famiglia Arcari, precisamente il nonno di mia moglie, Giovanni, l’acquistò all’incirca nel 1935/1936, dopo aver ceduto alla famiglia Mombelli (che sono ancora gli attuali proprietari) la famosa “Bicocca” sulla via Postumia a Longardore. Il nonno Giovanni avviò un’impresa edile con i figli Eugenio, Giuseppe e Renato -mio suocero- che costruì diverse case in tutto il cremonese. La famiglia di mia moglie viveva al piano rialzato e successivamente ci siamo trasferiti io e mia moglie dopo il matrimonio, ristrutturando anche la mansarda per adattarla alle nuove esigenze lavorative e ai miei incarichi nel sociale. Ma anche per incontrare amici e ospiti a cena”.

Per anni quell’edificio, così come il grande platano che svettava all’incrocio tra la via Giuseppina e la via Puerari, sono stati uno degli scorci più caratteristici di Sospiro, che ti facevano capire subito dove ti trovavi. Oggi quel panorama è cambiato, parecchio: la Culumbina non c’è più, è stata demolita dopo la scomparsa di Giuseppe Arcari, ultimo dei figli di nonno Giovanni; pure il grande ed annoso pioppo è stato abbattuto perché ormai ammalorato, diventato troppo alto e insidioso. Al posto della palazzina, sono state realizzate altri nuclei abitativi più moderni, a fianco della farmacia. Del resto, oggi viaggiare è diventato più veloce, tutti abbiamo l’auto e i viaggi di media distanza non richiedono più giorni di viaggio e quindi soste lungo il tragitto. Il mondo è cambiato e con esso molti di quegli edifici caratteristici per la loro utilità in tempi passati, hanno perso la loro funzione, trasformandosi in altro o lasciando spazio ad altre soluzioni.

Le foto della Culumbina sono di Giorgio Rampi; la foto in bianco e nero è tratta dal volume “Trasporti nella provincia di Cremona. 100 anni di storia” di Mario Albertini e Claudio Cerioli

Michela Garatti


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