A Cremona impennata della cassa integrazione straordinaria +1023%. Maglia nera in Lombardia. Scende la ordinaria (-11,9% in Lombardia), esplode la straordinaria (+16,8%)
Mentre sta per vedere la luce la manovra economica, nei primi nove mesi del 2026 in Lombardia sono state autorizzate 63,6 milioni di ore di Cassa Integrazione, rispetto ai 72,2 milioni dello stesso periodo del 2025, registrando una flessione complessiva dell'11,9%. Un calo meno marcato rispetto alla media nazionale (-21,9%) che, tuttavia, cela una profonda e preoccupante mutazione della crisi produttiva: mentre la CIG ordinaria diminuisce del 23,3%, quella straordinaria vola del 16,8%, toccando quota 24,1 milioni di ore.
La Cassa Integrazione straordinaria rappresenta oggi ben il 37,9% del totale delle ore autorizzate in regione (era il 28,6% un anno fa). Un indicatore inequivocabile di processi di ristrutturazione, riorganizzazione e crisi aziendali complesse che colpiscono in modo disomogeneo i territori, a partire dall'impennata registrata a Varese (+52,1%, con la straordinaria a +351,6%) e dai dati negativi di Lecco (+6,6%) e di Milano, che a settembre segna un incremento complessivo del +10,5%. Con il settore industriale che concentra il 93% delle autorizzazioni — guidato dai 16,1 milioni di ore di CIG straordinaria nella sola meccanica (66,9% del totale regionale) — l'emergenza richiede risposte immediate.
Secondo Salvatore Monteduro, Segretario confederale UIL Lombardia, "La diminuzione delle ore autorizzate è un segnale positivo, ma non possiamo limitarci a guardare la media regionale. L'aumento della Cassa Integrazione straordinaria e la sua forte concentrazione in alcuni territori e comparti impongono un monitoraggio costante delle crisi e dei loro esiti. Chiediamo piani industriali verificabili, tutela assoluta dei posti di lavoro e percorsi strutturati di formazione e riqualificazione già durante la sospensione. La CIG deve tornare ad essere uno strumento per superare le difficoltà, e non soltanto un modo per rinviare i problemi."
Alle parole di Monteduro fa eco il Segretario generale UIL Lombardia, Antonio Albrizio <<I dati di questo rapporto confermano che siamo di fronte a una transizione industriale complessa e carica di rischi sociali. L'esplosione della cassa straordinaria, in particolare nella filiera metalmeccanica e in province chiave come Varese e Milano, dimostra che le crisi strutturali non sono superate. Non possiamo permettere che a pagare il prezzo di questa trasformazione siano le lavoratrici e i lavoratori. È urgente un patto territoriale per il lavoro che metta al centro la politica industriale attiva garantendo che nessuno venga lasciato solo>>.
La situazione a livello territoriale per Cremona è espressa dal Coordinatore territoriale Germano Denti <<Sul territorio di Cremona la situazione risulta molto grave (vedi la tabella) e necessita della massima attenzione e di un monitoraggio costante delle dinamiche produttive locali. L'andamento della cassa integrazione evidenzia transizioni industriali complesse che non vanno sottovalutate in vista della manovra economica. Chiediamo con forza tutele reali per i lavoratori, salvaguardia dei livelli occupazionali e percorsi di riqualificazione strutturati. Non possiamo permettere che il tessuto manifatturiero cremonese subisca contraccolpi irreversibili o che a pagare il prezzo siano i lavoratori. È indispensabile un patto territoriale per il lavoro che metta al centro le politiche industriali attive e la difesa del territorio. La UIL di Cremona continuerà a vigilare affinché nessuna crisi aziendale venga sottovalutata o gestita senza adeguate garanzie sociali>>.
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