Al via il progetto pasti per disfasici di Fondazione Benefattori Cremaschi."Garantito il piano alimentare adeguato per i degenti"
La disfagia, il disturbo della deglutizione caratterizzato dalla difficoltà o dall'impossibilità di far progredire correttamente il cibo (solido o liquido) e la saliva dalla bocca allo stomaco, colpisce in media il 15% (con punte che arrivano al 40%) dei residenti delle RSA. Con conseguenze gravi.
Ecco perché il cda della Fondazione Benefattori Cremaschi – in collaborazione con Iosano-General Beverage, il fornitore delle speciali macchine erogatrici delle derrate alimentari - ha deciso di “sostenere il conseguente onere economico – spiega il presidente Gianni Risari – senza ritoccare le rette” e ha elaborato il progetto ‘Pasti disfagici’. Un’iniziativa ad alto valore clinico e organizzativo, pensata per elevare gli standard assistenziali attraverso un approccio strutturato, qualificato e basato su evidenze scientifiche, con l’obiettivo di migliorare la qualità clinico-assistenziale degli ospiti disfagici.
Elemento distintivo del progetto è la forte attenzione alla personalizzazione dell’intervento nutrizionale, che consente di adattare i piani alimentari alle specifiche condizioni cliniche, funzionali e nutrizionali di ciascun residente, superando logiche standardizzate e promuovendo una presa in carico realmente individualizzata.
Diversi i benefici, ad iniziare dalla sicurezza alimentare per arrivare alla riduzione del rischio clinico, “perché – spiega il direttore sanitario Luigi Enterri – la disfagia porta a malnutrizione e disidratazione che peggiorano le condizioni cliniche generali, fino ad arrivare a gravi conseguenze come la Polmonite ab ingestis, l’infezione polmonare causata appunto dal passaggio di cibo o liquidi nelle vie aeree anziché nell'esofago. Con il progetto ‘Pasti disfagici’ ora garantiamo un piano alimentare adeguato, riduciamo in maniera importante il rischio di inalazione del cibo e offriamo pasti adeguatamente preparati per consistenza, apporto proteico e calorie”.
Il percorso ha preso il via nei giorni scorsi, al termine di una fase preparatoria avviata a gennaio che ha previsto pianificazione e formazione del personale. Un investimento mirato sulle competenze, fondamentale per garantire un’applicazione uniforme e qualificata del modello nutrizionale. A seguire, l’incontro tra medici e familiari per condividere indicazioni e obiettivi assistenziali. Un cronoprogramma articolato, che comprende anche l’organizzazione – nel mese di maggio – di un evento scientifico e divulgativo sul tema della disfagia con l’obiettivo di diffondere buone pratiche e consolidare il progetto come esperienza di riferimento anche oltre il contesto locale.
In sintesi: il progetto “Pasti disfagici” rappresenta un modello organizzativo avanzato, capace di coniugare sicurezza, standardizzazione e riduzione degli sprechi con un’attenzione crescente alla qualità nutrizionale e alla personalizzazione degli interventi. Pasti sicuri, nutrizionalmente adeguati e standardizzati, semplificando il lavoro degli operatori e contribuendo alla gestione del rischio clinico legato al momento del pasto. Tra gli obiettivi principali:
- Ridurre il rischio di aspirazione grazie a consistenze omogenee, lisce, senza grumi o frammenti imprevedibili
- Garantire un apporto nutrizionale completo e bilanciato (energia, proteine, micronutrienti) anche in porzioni ridotte
- Standardizzare la preparazione dei pasti, limitando la variabilità · personalizzare i piani nutrizionali in base ai bisogni del singolo residente
- Monitorare e aggiornare nel tempo gli interventi nutrizionali per migliorarne l’efficacia
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commenti
marco
26 marzo 2026 05:59
Complimenti per avere investito in un progetto per salvaguardare persone con problemi di deglutizione.
A Cremona Solidale funziona da anni e garantisce una nutrizione adeguata e personalizzata,
Lo scoglio più grande da superare è la diffidenza da parte dei familiari ai quali bisogna fare capire che i pasti trattati per essere assunti senza pericolo da ospiti disfagici sono veramente completi.