Arriva domenica "La Mezza di Cremona". Verso i 2000 iscritti. Intervista al Presidente Massimo Ghezzi. "La LMC nasce da un bisogno reale di aggregazione e continuità che la città ha espresso"
Mancano pochissimi giorni al via. Domenica 20 settembre 2026, le strade di Cremona torneranno a colorarsi di passione, fatica e festa con il ritorno de "La Mezza di Cremona" (LMC). Dietro questo traguardo c'è una storia di resilienza e amore per lo sport che affonda le radici in un grido d'aiuto lanciato meno di nove mesi fa dalla città, dai cittadini, dalle istituzioni sportive e dai podisti cremonesi.
A raccogliere quel testimone è stato Massimo Ghezzi, figura storica dell'atletica e dell'organizzazione di eventi, che ha guidato una vera e propria rimonta contro il tempo. In questa intervista esclusiva, ripercorriamo la genesi di questa scommessa e lo stato d'animo ormai a pochi giorni dallo sparo d'inizio.
Massimo, sono passati meno di nove mesi da quando hai deciso di non lasciare cadere il segnale di aiuto lanciato dalla città, dai cittadini, dalle istituzioni sportive e dai tantissimi podisti cremonesi. Da lì si è mossa una catena formidabile che ha permesso di superare ostacoli imponenti, primo fra tutti la corsa contro il tempo per blindare la data nel calendario FIDAL. Ti sei stupito di questa reazione corale?
“Innanzitutto si deve fare una premessa essenziale: non avevo assolutamente previsto di organizzare la mezza maratona in questo 2026. Tuttavia, dopo le varie vicissitudini che si sono susseguite, si sono creati tutti i presupposti per farla. Perché? Perché i numeri parlano chiaro. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un incremento costante e straordinario di partecipanti alle mezze maratone in tutta Italia. La corsa è diventata a tutti gli effetti un fenomeno sociale, ed è oggi un movimento fortemente seguito e vissuto dai giovani. Insomma, oltre all'aspetto agonistico dei top atleti e alla legittima ricerca del proprio record personale, le mezze maratone oggi rappresentano lo strumento ideale per uscire dalle piattaforme social, dove solitamente si condivide la propria vita in modo virtuale, e trasformarla in un'esperienza reale, vissuta assieme agli altri.
A questo si aggiunge un legame identitario fortissimo: la città non poteva restare senza la sua mezza maratona. In questo senso, oltre alle istituzioni, è stato fondamentale il supporto delle società podistiche cremonesi: Stradivari Team, affiancato dall'esperienza, dall'entusiasmo e dalla passione di Cremona Corre, Run to Me, TD Cremona, Marathon Cremona e 3C. Prima di partire ho voluto chiamare personalmente tutti i loro presidenti per sapere se fossero pronti a salire a bordo di questo progetto; hanno risposto tutti di sì, con entusiasmo, e oggi sono il vero cuore pulsante di questo evento. Le società del territorio non potevano stare senza La Mezza di Cremona, ma c'è un punto a cui tengo moltissimo: la LMC non deve essere di proprietà o essere identificata in Massimo Ghezzi. Deve essere una macchina collettiva, un patrimonio della città che, nel momento in cui io non ci sarò più, dovrà poter essere accesa, gestita e guidata da altri con la stessa passione. La reazione corale nasce proprio da qui, da un bisogno reale di aggregazione e continuità che Cremona ha espresso con forza.”
Oggi siamo ormai all'ultimo giro di boa prima dello sparo. Guardandosi alle spalle, c'è stato un momento in cui avete davvero pensato che il traguardo fosse irraggiungibile?
“Più che pensare che fosse irraggiungibile, la vera salita è iniziata nei primissimi giorni successivi alla scelta di partire. Quello è stato il momento più delicato, in cui ci si doveva sedere a un tavolo e mettere letteralmente su un foglio bianco tutte le idee, provando a dare una forma concreta al progetto. La prima grandissima difficoltà è stata trovare una data libera per poter inserire la gara nel calendario FIDAL. Non è stato per nulla facile. Inizialmente, la data di domenica 20 settembre non mi era affatto congeniale. Come sapete, io provengo dal mondo del triathlon e ho una squadra storica; proprio in quel fine settimana si terrà l'Ironman di Cervia, che è una delle gare a livello mondiale con il maggior numero di partecipanti, circa 6.000 atleti. Solitamente in quei giorni ero sempre là a fare il tifo per i tantissimi miei atleti che scendono in campo a gareggiare.
Dover rinunciare a essere presente a Cervia è stato un sacrificio non da poco per me, ma alla fine ha prevalso l'obiettivo superiore della Mezza di Cremona. Ci siamo guardati in faccia, ci siamo caricati a vicenda e abbiamo deciso di spingere sull'acceleratore. Tra l'altro, proprio per mantenere vivo questo filo conduttore, durante il talk del sabato pomeriggio all'Expo Village — che sarà presentato da Andrea e Michele di Radio Deejay — mi piacerebbe fare un collegamento in diretta con Cervia per sentire l'atmosfera della vigilia direttamente dal campo gara. Lo sport per me è unione, e questo sarà un bel modo per unire i due mondi.”
Da un punto di vista strettamente tecnico e organizzativo, quale è stato lo scoglio più difficile da superare per rimettere in piedi una macchina complessa come questa?
“A livello tecnico, fortunatamente, il lavoro non è stato difficilissimo grazie alla competenza delle persone giuste nei ruoli chiave. I percorsi sono stati seguiti e curati nei minimi dettagli da Daniele Soregaroli e Pierluigi Salti. Il loro grande merito è stato quello di saper disegnare un tracciato capace di mettere in totale evidenza le straordinarie bellezze architettoniche cremonesi. Correre qui significa immergersi nella storia della città e l'arrivo in Piazza Stradivari, con la maestosità del Torrazzo a fare da sfondo, sarà uno spettacolo indimenticabile per tutti i partecipanti. Più che uno scoglio, per noi è stato un orgoglio poter ridare agli atleti un palcoscenico di questa bellezza.”
Sembra quasi banale e scontato, ma ancora una volta l'amministrazione e le istituzioni locali sono scese in campo fianco a fianco con chi ha lavorato alacremente per vincere questa sfida. Quanto è stato fondamentale questo asse pubblico-privato?
“Fin da subito c'è stata una collaborazione totale e immediata con le istituzioni. E voglio ripetermi su questo punto perché è fondamentale: le mezze maratone, così come i grandi eventi sportivi in generale, non sono solo sport, ma generano un business reale e tangibile per tutto l'indotto del territorio.
In un momento di crisi generale come quello che stiamo vivendo, portare manifestazioni di questa portata proprio nel cuore del centro storico rappresenta una bellissima bombola d'ossigeno per tutte le attività commerciali e ricettive locali. Tra l'altro, in questo stesso weekend, a Cremona ci saranno anche Le Invasioni Botaniche. L'insieme e la sinergia di queste due grandi manifestazioni nello stesso fine settimana genererà un contributo e un valore straordinario per l'intera città, dimostrando cosa si può fare quando si fa squadra davvero".
Dietro a una macchina organizzativa complessa e a un evento di questa portata c'è inevitabilmente il supporto vitale del tessuto imprenditoriale. Quanto è importante il ruolo degli sponsor e dei partner commerciali in una scommessa così impegnativa?
“I partner commerciali sono stati ovviamente fondamentali in questo percorso. La cosa straordinaria è che non c'è stato bisogno di fare lunghe trattative: quando ho proposto l'idea di partire con il progetto della Mezza, mi hanno risposto immediatamente dandomi carta bianca. Insomma, un vero e proprio "armiamoci e partiamo", come si suol dire in questi casi. Hanno creduto subito nella serietà della proposta e nella forza di questo evento. La realtà è molto semplice: senza il loro supporto economico, ma soprattutto senza questa totale fiducia, non si potrebbe mai realizzare un evento di questa portata. A questo si aggiungono due importanti partner come il Cremona Circuit, perchè la Mezza di Cremona è programmata proprio nel weekend precedente alla tappa della Superbike, ed è un modo per unire idealmente l’energia dei motori a quella del podismo; poi Le Botteghe del Centro e Conf com Provincia di Cremona che hanno attivato iniziative di promozione commerciale per gli iscritti e ci hanno permesso di raggiungere un pubblico ancora più ampio.”
Ad oggi si contano oltre 1.600 iscritti complessivi. Un numero di grande spessore, che rappresenta anche una straordinaria iniezione di fiducia: ti aspettavi una risposta così decisa e immediata da parte del movimento podistico?
“Il numero è sicuramente in aumento costante e le proiezioni ci dicono che sfioreremo i 2.000 partecipanti in totale tra le varie distanze. Questo dato conferma esattamente la premessa che facevo prima: c'è una voglia pazzesca di correre e di farlo assieme agli altri, di sentirsi parte attiva di un grande evento, indipendentemente dal fatto che per un atleta sia la millesima mezza maratona della carriera o che si tratti della prima 10 km in assoluto. Proprio perché la risposta è così importante, noi come comitato organizzatore abbiamo il preciso dovere di garantire la massima sicurezza a tutti e, soprattutto, di regalare emozioni memorabili. Per questo motivo abbiamo pensato di anticipare la festa già al sabato, trasformando Piazza Stradivari nel cuore pulsante dell'evento con un talk d'eccezione. Come anticipavo, sul palco ci saranno Andrea e Michele di Radio Deejay che intervisteranno ospiti straordinari: avremo l'atleta e influencer Sara Galimberti, poi Elena Valbuena che con il suo celebre motto "I primi passi" sta portando tantissima gente comune ad avvicinarsi al mondo della corsa, e infine Franco Bragagna, la voce storica dell'atletica leggera italiana. Sarà un sabato pomeriggio imperdibile.”
La tua esperienza nell'organizzazione di eventi è pluridecennale. Dietro le quinte – e chi ti conosce lo sa bene – non c'è solo il "Ghezzi" istituzionale in giacca e cravatta che presenzia alle conferenze stampa, ma c'è il "Max" con i guanti da lavoro, pronto a scendere sul percorso a spalare, segnare e supportare la squadra, come nelle passate edizioni. Quanto conta questo approccio "hands-on" per te e per chi ti sta accanto?
“Ho iniziato con l'organizzazione delle gare di triathlon, che per definizione portano con sé la complessità di dover gestire tre gare in una: il nuoto, il ciclismo e la corsa. In quel mondo, fin dall'inizio, tutti dovevano saper fare tutto. Quella gavetta mi ha aiutato tantissimo a sviluppare una mentalità flessibile, dinamica e sempre pronta ai cambiamenti improvvisi — d'altronde, nel triathlon i "cambi" tra una disciplina e l'altra sono fondamentali per la transizione, e così è nella gestione delle emergenze di un grande evento. Oltre a questo, per me è una questione di profonda riconoscenza: i volontari mettono il loro tempo libero al servizio del nostro progetto. Stare sul campo pancia a terra con loro, condividere la fatica e supportarsi a vicenda è in assoluto il momento migliore di tutta l'organizzazione. E poi... Mi piace tanto, mi piace davvero tanto stare lì in mezzo.”
Dì la verità: ora che ci siamo quasi, la tensione sale e l'emozione inizia a farsi sentire?
“Più che tensione c'è una grandissima scarica di adrenalina e la forte responsabilità di cui parlavo prima. Quando vedi che quasi 2.000 persone ti accordano la propria fiducia e che nomi di quel calibro scelgono di essere a Cremona, l'emozione è inevitabile. Ma è un'emozione positiva, quella che ti fa curare ogni singolo dettaglio fino all'ultimo secondo per essere certi che domenica sia una giornata perfetta di sport e di festa per tutta la città.”
Mettiamo le mani avanti, come fanno i saggi. Questa è la prima edizione del nuovo corso: avete collaboratori ferrati, esperti e mossi da una passione smisurata, ma inevitabilmente alla fine ci sarà qualche spigolo da limare dopo la prima passata. Siete pronti ad analizzare tutto per migliorarvi ancora?
“Assolutamente sì. Ogni "anno zero" serve a rodare gli ingranaggi. Faremo tesoro di ogni dettaglio e di ogni feedback per far crescere ulteriormente l'evento in futuro. Ma le risposte della città ci dicono che la direzione intrapresa è quella giusta.”
Un'ultima domanda, lasciando da parte per un attimo il ruolo di Presidente: quanto ti piacerebbe, domenica mattina, infilarti le scarpette da corsa e, in incognito, goderti la tua maratonina in mezzo agli altri podisti?
“Sarebbe fantastico essere alla partenza e pensare solo alla propria gara, ma in questo momento c'è un obiettivo molto più importante: portare avanti La Mezza di Cremona e far correre tutti gli altri al meglio. Magari dal 21 settembre ricomincerò a pensarci... Ah no, aspetta! C'è subito da preparare la prossima edizione, e potrebbe essere anche prima del previsto. Stay tuned!”
Più che una semplice intervista, le parole di Massimo Ghezzi rappresentano un’autentica testimonianza del profondo legame che la maratonina di Cremona — a prescindere dalle denominazioni che ha assunto ed assumerà nel tempo — è riuscita a stringere con il territorio, la sua gente e le istituzioni. È il riflesso di un valore inestimabile, nato dalla pura passione di chi vive e ama visceralmente la città di Cremona, con tutte le sue complessità.
Domenica 20 settembre 2026, ore 9.00: un nuovo inizio di una ‘lunga storia d’amore…”
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