13 gennaio 2026

Autostrada Cremona-Mantova, più dubbi che certezze: manca il progetto definitivo, le pratiche sono ferme al Ministero e i rimpalli di responsabilità. E doveva essere un'infrastruttura strategica...

L'autostrada Cremona-Mantova sarà forse come l'araba fenice ossia, parafrasando la celebre quartina, "Che vi sia, ciascun lo dice; dove sia, nessun lo sa"?  Perchè oggi, l'unica cetezza sono i tanti dubbi e incognite, tra varianti che mancano nel progetto definitivo, richieste di proroga e conseguenti pratiche ferme al Ministero, ritardi nelle risposte e rimpalli tra Mantova e Palazzo Lombardia, la situazione resta drasticamente incerta. 

Eppure questo progetto è sempre stato presentato come un'infrastruttura essenziale, strategica per il territorio, anzi per due territori, il cremonese e il mantovano, vicini ma terribilmente distanti proprio a causa di una rete stradale che non è in grado di assorbire i pesanti volumi di traffico che rendono quei 70 chilometri una distanza siderale, per la quale serve un'ora e mezza di strada. Sono anni che se ne parla, analizzandola da ogni angolazione possibile, dalle parti progettuali a quelle ambientali, dagli aspetti economici a quelli societari. Di tutto un po'. Oggi nuova doccia fredda: spunta una richiesta di proroga da parte di Stradivaria, che chiede al ministero l’allungamento della Via (valutazione di impatto ambientale) scaduta.

Ma andiamo con ordine, perchè a quanto pare la questione sarebbe ancora più surreale, dal momento che, tra le altre cose, manca il progetto definitivo. Non un dettaglio, certamente. Ad oggi manca tutta la parte progettuale riferita alla "variante mantovana", ossia il progetto definitivo dell'intera tratta Cremona-Mantova, che esiste solo per i tratti da Cremona a Tornata (30 chilometri) e da Acquanegra sul Chiese a Castellucchio (12 chilometri), mentre manca quello della parte che da Castellucchio arriva a Bagnolo san Vito e quindi fino al casello di Mantova sud sulla A22. Questo perchè, benchè condiviso da tutto il territorio, sulla carta non esiste ancora il progetto definitivo, dopo che Regione Lombardia aveva ritenuto non sostenibile sul piano economico il progetto presentato, progetto che poi, se e quando verrà inviato agli uffici competenti, dovrà essere sottoposto a specifica Valutazione di impatto ambientale. Valutazione che Stradivaria ha già chiesto ed ottenuto per il primo tratto, ma che nel frattempo è scaduta lo scorso 27 settembre e per la quale appunto la società ha chiesto l'allungamento. 

Insomma, un gran pasticcio, un groviglio di carte bollate, progetti, autorizzazioni che nel concreto stanno allungando all'infinito la storia ormai decennale di questa autostrada.

A complicare la già complessa situazione, si aggiunga anche la richiesta del Ministero dell'integrazione documentale relativa ad eventuali sovrapposizioni col raddoppio ferroviario in corso sugli stessi territori interessati dalla tratta, in particolare il sovrappasso di Villa Eremo, da capire se rimane confermato perchè in tal caso il parere del Ministero sarebbe contrario. Inoltre, nel caso di altre interferenze, il progetto andrebbe necessariamente coordinato con quello del raddoppio in modo da ottimizzare le opere per impattare il meno possibile sull’ambiente. Richiesta a cui Stradivaria ha risposto a fine novembre comunicando di non conoscere il progetto del raddoppio, ma dal momento che il progetto dell'autostrada è stato autorizzato prima di quello del raddoppio, dovrebbe essere Rfi a tenere conto del tracciato della Cremona-Mantova.

Nel frattempo la pratica resta ferma al ministero.

Non mancano poi problemi e ritardi in merito al collegamento tra la A15 e l'Autobrennero, il TiBre: anche qui tra progetti approvati, varianti, ritardi che lo tengono al palo in territorio parmense ed aspetti finanziari (sono stati respinti emendamenti per il finanziamento di un tratto in comune, allontanando la realizzazione del tratto centrale Cremona-Mantova), non se parla praticamente più e nonstante il Ministro Salvini abbia confermato la priorità dell'opera, tutto resta avvolto -è il caso di dirlo- dalla nebbia padana, resa ancora più fitta dalle spinose questioni societarie che vedono protagoniste Centropadane, Stradivaria, Aria e Strade Veloci srl, le società direttamente interessate all'opera.

In tutto ciò, la grande infrastruttura strategica per le due province e imprescindibile per i territori, continua a rimanere solo un bel progetto sulla carta. Anzi, no. Nemmeno sulla carta, evidentemente.

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Michela Garatti


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commenti


Cesare Vacchelli

13 gennaio 2026 13:52

La VIA sul progetto della Cr-Mn è datato 2011, scaduto nel 2020 e con validità prorogata al settembre 2025. Questa compatibilità ambientale riguarda solo i tratti Cremona-Tornata e Marcaria- Castellucchio. Su questi due tratti inoltre manca ancora l' approvazione del progetto definitivo da parte della Regione in quanto non sostenibile dal punto di vista economico finanziario. Al luglio 2019 il buco finanziario era di 500 Mln di euro che venivano chiesti a fondo perduto alla regione. Una richiesta ritenuta irricevibile e illegale. Cosa sono diventati oggi questi 500 milioni di euro? Sul tratto finale a sud di Mantova manca ancora, si fa per dire, la progettazione, la conferenza dei servizi e la richiesta di VIA. Quanto alla richiesta di proroga attuale in cui Stradivaria scarica su Regione Lombardia la responsabilità della mancata realizzazione dell' opera ci sarebbe molto da eccepire. Mi basta citare in proposito che nel contenzioso in atto tra Stradivaria spa e Aria spa, quest' ultima addossa interamente questa responsabilità alla concessionaria chiedendo la decadenza della concessione. Cosa che noi comitati chiediamo dal 2013.