Cantar l'opera dotta e popolare, la Ponchielli Vertova esalta la giornata mondiale della lirica
Si celebra il World Opera Day: giornata internazionale dell’opera lirica, un patrimonio artistico e culturale che non finisce mai di stupire.
Momento importante per capire quanto il melodramma fu importante per Cremona, dalla fine del Settecento a tutto l’Ottocento. Si vedano i documenti che testimoniano la presenza, nei tre teatri che si sono succeduti nella stessa contrada cittadina, di interpreti di prima grandezza del teatro d’opera. L’opera lirica fu per la Cremona dell’Ottocento quanto lo fu la liuteria tra Seicento e Settecento. Concetto storico ancora lontano dall’essere capito in questo contesto contemporaneo.
E per ricordare tutto questo, il concerto, al teatro Ponchielli nell’ambito delle attività di Casa Ponchielli, è stato un passaggio importante. Fondamentale anche per capire i diversi profili di quel variegato mondo musicaleche è l’opera in musica. Da una parte colto, dall’altra vicino al sentire della gente.
Protagonisti il soprano Federica Zanello il basso Mauro Corna, con Giuseppe Vaccaro al pianoforte e con loro il Coro Lirico Ponchielli - Vertova, diretto da Loris Braga.
Programma intenso. Gran parte, ovviamente, dedicato ad Amilcare Ponchielli con una vera e propria antologia all’interno delle sue opere principali. E Braga, con i solisti, non hanno fatto scelte ‘comode’ nel senso della popolarità dei pezzi. Hanno ritrovato piccole e grandi chicche. Partendo proprio dal compositore cremonese.
Dalla Gioconda il Preludio nella trascrizione di Michele Saladino e Feste e Pane. Dai Lituani Orrenda vista – Preghiam pei vegliardi. Da Le due gemelle ( una vera chicca ritrovata) Danza Sacra – Capriccio di Nicolò Celega. Due brani anche dai Promessi Sposi: Oh spavento – Deh non piangete e Deh o per pietà – O santa Vergine. Pezzi anche dal Figliol Prodigo: Festa! vibrate cimbali d’oro, E’ la Pasqua del Signor e Dai miei sensi – Laude ad Osiri.
Non poteva mancare il Maestro delle Roncole, Giuseppe Verdi, con il suo ultimo capolavoro del melodramma Falstaff e Sul fil d’un soffio estesio.
Spazio anche a un rappresentante di quello che sarà definito ‘il verismo’ italiano con Francesco Cilea. Ecco, respiro appena. Io sono l’umile ancella da Adriana Lecouvreur.
Prima citazione, d’obbligo, al Coro Lirico Ponchielli - Vertova, diretto da Loris Braga.
Il soggetto musicale sicuramente tra i più titolati a celebrare questa giornata dell’opera perché ha quella maturità tecnica di affrontare il repertorio da Verdi ai veristi senza problema di sorta. E contestualmente non ha perso quell’impeto e passione popolare che è sempre stato il livello più accattivante dell’opera musica ottocentesca, soprattutto italiana. Vivacissimo in quell’esplosione ponchielliana de ‘alla regata’ che apre Gioconda come altresì meditativo nella Pasqua del Signor: il Ponchielli maestro di cappella di Bergamo.
Braga riesce sempre a equilibrare bene questi due volti della Ponchielli Vertova. Non rinuncia alle arditezze tecniche ma accarezza con piacere il tocco più entusiastico e passionale.
Federica Zanello soprano dalle doti importanti. Raffinata in quell’ultimo Verdi di Falstaff. Leggerezza assoluta. Dolcezza cosparsa di fugace e rubata ironia. Altrettanto intenda nei brani più fortemente drammatici dove è emersa una personalità di rilievo.
Il basso Mauro Corna è protagonista di lunghissimo corso dei palcoscenici lirici. Sempre molto bravo . Vocalità importante corredata da un registro che impressiona nelle parti dove il dramma lo richiama a forti accenti.
Giuseppe Vaccaro, al pianoforte, non ha fatto mancare un apporto fondamentale, dimostrando anche un’invidiabile tecnica. Bene nei pezzi somatici. Attento nell’accompagnamento di solisti e coro.
Due bis pucciniani dalla Boheme dei solisti e applausi sul ‘glorioso’ coro di Aida e della sua Marcia trionfale.
Il Ponchielli si è illuminato di suoni del suo vecchio maestro, Di quell’Amilcare che, guarda caso, diresse le opere di Verdi proprio da questo luogo magico per l’Opera.
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