22 settembre 2026

Castelponzone, uno tra i Borghi più Belli d'Italia, risulta tra i meno fotografati e meno presenti on line. Eppure nasconde così tanta storia e scorci ineguagliabili

Castelponzone, un vero e proprio tesoro nascosto, ma così nascosto al punto che, nonostante sia riconosciuto tra i Borghi più Belli d'Italia, la sua presenza on line è praticamente inesistente. Ora lo certifica anche una nuova ricerca di MPB (piattaforma specializzata nella compravendita di attrezzatura fotografica e video usata) che ha analizzato 381 località appartenenti al circuito dei Borghi più belli d’Italia, confrontando ricerche online e presenza fotografica su Wikimedia Commons e Flickr.

Ne è nata così un'insolita classifica (pubblicata da siviaggia.it) di 15 piccoli tesori del nostro Paese, che però sono ancora poco presenti online. Castelponzone si è classificato -ex aequo con Aiello Calabro- al secondo posto tra i Borghi più Belli e meno presenti on line; davanti solo Monte Grimano Terme, il meno fotografato e meno presente in assoluto.

Un risultato certo che lascia un po’ l’amaro in bocca, ma che potrebbe spronare a nuovi progetti e nuove opportunità per migliorare la notorietà e la popolarità del piccolo borgo al confine tra cremonese e casalasco.

Castelponzone, frazione di Scandolara Ravara, è conosciuto anche come Borgo dei Cordai e per questo spesso definito "una corda tesa tra la terra e il fiume". Il fiume, naturalmente, è il Po, che nei secoli passati scorreva molto più a nord rispetto ad oggi. 

Uno degli scorci più caratteristici del borgo e, senza timore di smentite, di tutta la bassa cremonese è sicuramente la via principale del paese, acciottolata e fiancheggiata dai poderosi portici cinquecenteschi, oggetto di un recente restauro che ha restituito il fascino e la bellezza degli antichi archi in pietra; ma non di meno sono da vedere i caratteristici "strettini", le vie strette -da cui il nome- e contorte, su cui sorgevano gli edifici più antichi, oggi spesso ridotti a case abbandonate al cui interno si possono ancora scorgere le tracce, rimaste nella polvere, della vita che fino al secolo scorso li caratterizzava.

A due passi dal centro ed accanto alla chiesa parrocchiale si trova il Museo dei Cordai, tempio dedicato all'antico mestiere che ha caratterizzato il Borgo di Castelponzone nel passato più recente, ossia la produzione di corde di canapa, con l’attività dei Cordai ritratta anche nelle suggestive foto di Antonio Leoni. 

Due parole meritano di essere spese anche per la chiesa parrocchiale, edificata nel XVIII secolo e dedicata ai Santi Faustino e Giovita, all'interno della quale è custodita la preziosa Pala di Santa Lucia di Luigi Miradori, detto il Genovesino in riferimento alle origini liguri dell’artista. La tela venne commissionata dai Ponzone, per i quali aveva già realizzato il ritratto di Sigismondo Ponzone da bambino.

Nel XVII secolo, infatti, il borgo era ancora un feudo della famiglia Ponzone, di cui porta  il cognome legato indissolubilmente al proprio toponimo: da Castelletto dei Ponzone, con riferimento a quel "castelletto”, una fortificazione signorile attorno alla quale si è poi sviluppato il borgo.

Ma allora perché oggi questo borgo, pur mantenendo tutto il fascino della sua storia antica e pur proponendo scorci così suggestivi, non è mai salito alla ribalta della rete? Perché nessuno viene a vederlo e fotografarlo per raccontare la sua realtà?

Una delle cause sarebbe la sua posizione, che oggi si ritrova fuori dalle principali direttrici della via Giuseppina e della strada Bassa per Casalmaggiore, in una zona troppo distante sia da Cremona che da Casalmaggiore per essere al centro di un circuito turistico e per essere attrattivo per viverci. Eppure in passato il borgo era vitale, c’erano le botteghe e le attività artigiane sotto quei magnifici portici, il paese era popoloso e vivace. Addirittura nel medioevo la sua posizione era considerata strategica proprio perché rappresentava una sorta di cuscinetto tra Mantova e Cremona, in un periodo di scontri tra i Gonzaga e gli Sforza, che controllavano le due città.

Oggi chi vive sul territorio sta cercando di riportare il nome di Castelponzone nelle cronache perlomeno locali: la fa l’associazione Castelletto dei Ponzoni, che ha proposto iniziative culturali e artistiche per cercare di creare eventi in grado di richiamare gente nel Borgo; allo stesso modo l’associazione Le Castelline del Borgo, col Museo dei Cordai, che si occupano di conservare e promuovere la memoria storica locale.

Con la speranza che presto anche Castelponzone ed i suoi magnifici scorci vengano fotografati e inizino ad essere conosciuti e diffusi anche in rete.

Foto e video dal gruppo Facebook “Cremonese da scoprire©”

 

Michela Garatti


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