11 maggio 2026

Centropadane Engineering: la svolta passa dal piano industriale. Commesse per 7 milioni in tre anni, ricapitalizzazione e nuovo assetto societario la azioni messe in campo dal nuovo CDA

Un piano industriale coraggioso, l'aumento di capitale, la ristrutturazione del personale e un nuovo assetto societario da S.r.l. a Scarl: sono questi i punti cardine su cui si impernia il rilancio di Centropadane Engineering, la società in house delle Province di Cremona e Brescia, che ha chiuso il bilancio 2025 in profondo rosso ma che guarda al prossimo trienno con un riassetto importante, un portafoglio commesse da da 7,5 milioni di euro che segue la ricapitalizzazione da 1.1 milioni di euro messi sul piatto dalle due province.

L’Amministratore Unico, Massimo Stellini, entra nel dettaglio dei primi mesi alla guida della partecipata, dopo le dimissioni del Cda e i problemi di gestione della società, ripercorrendo le tappe del percorso di risanamento e di svolta: "Al mio arrivo, dallo scorso 30 settembre tutto lo staff ha messo in campo un lavoro importante per fare un quadro completo dello stato effettivo della società ed avere dati certi. C'era un grosso tema di redditività delle commesse, soggette ad uno sconto del 35% e quindi non più sostenibili dopo l'esplosione dei prezzi negli ultimi anni. Con il personale rimasto, abbiamo sviluppato un piano industriale in grado di rilanciare l'azienda che, nel frattempo, lo scorso dicembre ha avviato la procedura di crisi con il conseguente commissariamento". 

Un semestre travagliato ma che, con il ricorso agli strumenti previsti dall’art. 44 del Codice della crisi d’impresa, ha potuto gettare le basi per il riequilibrio; il percorso è stato consolidato lo scorso 8 aprile con la presentazione del Piano Industriale asseverato, sostenuto da commesse provinciali per il prossimo triennio; quindi la svolta definitiva il 29 aprile, con la delibera dell’aumento di capitale da parte delle Province di Cremona e Brescia, segnando il superamento della fase più critica.  

"Ma oltre alla ricapitalizzazione, che ha dato respiro alla società, era indispensabile costruire un piano industriale in grado di renderla sostenibile sul lungo periodo - ha spiegao Stellini- Il traguardo raggiunto oggi non è solo un atto formale, ma la conferma che la strategia di rigore e trasparenza adottata ha dato i frutti sperati. Abbiamo lavorato con determinazione per stabilizzare l'azienda e restituirle la dignità operativa che merita. Grazie alla fiducia dei soci e alla solidità del nuovo Piano Industriale, CP Engineering torna a essere un attore centrale per lo sviluppo del territorio. Ora la nostra attenzione è tutta rivolta alla crescita e all'eccellenza tecnica delle commesse che ci attendono."

Nel frattempo i dipendenti che avevano dato le dimissioni, sono rientrati in azienda e prosegue l'iter per reintegrare le 4 persone licenziate ed entro giugno l'azienda sarà a pieno regime con 12 figure professionali attive; il nuovo assetto ha visto anche un importante cambio alla governance, con la scelta di avere la sola figura apicale nell'amministratore unico, con uno sgravio di spesa importante. Sul tavolo poi ci sono anche futuri accordi di programma con AEM e Padania Acque, insieme a nuovi protocolli d'intesa con le Province; non da ultimo, come ha anticipato Massimo Ottelli, in collegamento video: "la trasformazione della società da Srl a società consortile (Scarl), che permette un'impostazione economica e finanziaria meno onerosa, ad esempio non essendo soggetta all'applicazione dell'IVA. Serve però il parere della Corte dei Conti. Nel frattempo però precisiamo che abbiamo lavorato parecchio da ottobre scorso, quando in portafoglio c'erano commesse per 650mila euro che a fine anno hanno raggiuno 1.450mila euro. Il saldo 2025 sarà ancora in terreno negativo ma già dal 2026 potremo vedere degli utili per la società, andando a correggere là dove mancava marginalità per le commesse".

Centro Padane Engineering S.r.l. dunque riparte, e lo fa su basi solide: continuità operativa garantita, aumento di capitale deliberato e un portafoglio di commesse da circa 7 milioni di euro già previsto per il triennio 2026–2028. Con la delibera di aumento di capitale si chiude una fase di programmazione e se ne apre una di crescita. CP Engineering è ora chiamata a sviluppare soluzioni innovative per rafforzare la propria competitività nel settore dell’ingegneria, garantendo stabilità a clienti e partner.

"E' importante anche sviluppare collaborazioni con le realtà locali come i Comuni, che sono ottimi recettori di risorse che passano attraverso i bandi, per i quali serve un sempre maggiore supporto di tecnici e specialisti in grado di seguire le procedure" ha ricordato invece Carlo Vezzini, presente in collegamento video.

"In questa fase di ripartenza, un ringraziamento particolare va agli enti provinciali per il sostegno concreto. La società desidera inoltre rivolgere un sentito ringraziamento al precedente Presidente, Alexander Nisi: il suo lavoro, svolto prima del mandato di Stellini, è stato fondamentale per far emergere con chiarezza la situazione di dissesto precedentemente esistente, permettendo così di avviare con consapevolezza il necessario e fruttuoso percorso di risanamento oggi concluso".

 

Michela Garatti


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti