26 marzo 2026

Ciao, potresti votare per Francesca? Ecco come inizia la truffa della ballerina. Tanti casi nel cremonese

“Ciao, potresti votare per Francesca? È la figlia dei miei amici: il premio è un corso gratuito di danza ed è molto importante per lei!”. La subdola “truffa della ballerina” si sta diffondendo a macchia d’olio anche nel Cremonese. Uno dei casi più recenti si è verificato ieri sera, tra i dipendenti di un ente pubblico cittadino, che hanno ricevuto il messaggio in questione da un collega. O, meglio, così sembrava: la realtà era infatti ben diversa. Per fortuna, per quello che se ne sa, l’allerta è scattata quasi immediatamente, impedendo conseguenze gravi. Ma di che si tratta? Ce l’hanno spiegato i malcapitati. È un link malevolo, innocuo all’apparenza, che invita a sostenere una giovanissima danzatrice classica, in un concorso online. Arriva su WhatsApp, da uno dei numeri della propria rubrica. Ovviamente, il mittente ne è ignaro. Allo stesso modo, il destinatario clicca, senza porsi troppe domande, poiché crede che, a scrivergli, sia stata una persona conosciuta. E qui sta il busillis, come si dice, perché quante volte succede che parenti e conoscenti ci domandino di votare a favore dei loro bambini o dei nipoti in contesti di ballo, sport o altro? Spesso. Una volta aperto il collegamento, si è esortati a lasciare il numero di telefono, poi, va inserito il codice, che perviene successivamente, tramite SMS. Tuttavia, a questo punto, è tardi: il campanello d’allarme deve attivarsi subito. Nessuna delle due operazioni va compiuta, altrimenti, i criminali s’impossesseranno dell’account e dei dati dello sventurato e cercheranno di ottenere soldi, inscenando le solite emergenze con i suoi contatti. Qualora ci si sia accorti in tempo del tranello, è comunque bene controllare che, nelle impostazioni dell’applicazione, non risultino dispositivi ignoti agganciati al nostro.

Se invece, per i motivi più svariati, dalla disattenzione all’ingenuità, si è caduti inavvertitamente nella trappola, occorre rivolgersi al più presto alla Polizia postale.

Ed ecco come Adiconsum suggerisce di difendersi:

  1. Non aprire mai link sospetti ricevuti su WhatsApp, anche se arrivano da amici o parenti
  2. In caso di dubbio, chiama subito il mittente con una telefonata vocale, non via chat
  3. Attiva la verifica in due passaggi su WhatsApp (Impostazioni → Account → Verifica in due passaggi): aggiunge un PIN di sicurezza che rende molto più difficile il furto dell’account
  4. Controlla i dispositivi collegati: se sospetti di essere stato colpito, vai su Impostazioni → Dispositivi collegati e disconnetti tutti i dispositivi che non riconosci
  5. Se hai cliccato e perso l’account, contatta subito la Polizia Postale (online o tramite commissariato) e segnala il numero truffaldino su WhatsApp
  6. Avvisa i tuoi contatti: se il tuo account è stato rubato, cerca di informare amici e familiari il prima possibile tramite altri canali (chiamata, email, social…).

 

Se sei già incappato in questa truffa o se hai ricevuto il messaggio denuncia l’accaduto alla polizia postale e chiedi assistenza alle sedi territoriali Adiconsum. Non abbassare la guardia solo perché il messaggio «viene da un amico». Un secondo di attenzione può salvare il tuo account e la tua rete di contatti da richieste di denaro fraudolente.

 

 

Barbara Bozzi


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