Cinquant’anni di Cordigliera: Cremona celebra una storia nata tra i suoni delle Ande il 24 e il 25 ottobre al Filo
Ci sono suoni che hanno il potere di annullare le distanze geografie e i confini del tempo. Per accorgersene, basta chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dal soffio di un siku, dal graffio di un “charango”, dal ritmo profondo e antico di un “bombo”. Strumenti nati a migliaia di chilometri da qui, sulle vette impervie della regione andina, e che eppure, da esattamente cinquant'anni, vibrano all'ombra dei nostri campanili, grazie alle mani e ai cuori appassionati del gruppo musicale Cordigliera.
Quella che si celebrerà il 24 e 25 ottobre 2026 al Teatro Filodrammatici di Cremona non è una semplice ricorrenza sul calendario della cronaca locale. È la festa di un amore viscerale e indomito, è il racconto di una promessa nata nel 1976 da due ragazzi, Massimo Fervari e Achille Meazzi, innamorati di quesi suoni e di quella musica e che, anno dopo anno, è cresciuta fino a diventare un patrimonio intimo della nostra comunità.
L'abbraccio oltre l'oceano
Il viaggio dei Cordigliera non è mai stato una mera esibizione stilistica, ma un vero e proprio atto di fede culturale, un vero e proprio abbraccio con l’”ALTRO” oltre l’oceano. In un'epoca di grandi mutamenti, questi musicisti hanno scelto di farsi custodi dell'anima della Nueva Canción Chilena, traducendo in musica le speranze, le gioie e i dolori di un popolo lontano, scoprendo che quelle emozioni erano, in realtà, universali. Da ricodare la loro importante collaborazione con il gruppo storico cileno Quilapayun inesilio a Parigi dopo il golpe cileno del 1973 dei quali hanno avuto l’onore di aprire il tour italiano nel 1987.
Oggi come allora, la stessa urgenza espressiva unisce sul palco Massimo Fervari, Achille Meazzi, Paolo Bertelé, Eliana Piazzi, Antonio Arcari, Fabio Monciardini, Angelo Palma e Eduardo Meazzi. Polistrumentisti capaci di emozionare con melodie sospese tra la terra e il cielo e di far vibrare il teatro con la forza poetica e commovente di "Canto para una semilla", lo straordinario omaggio a Violeta Parra di Luis Advis che ancora risuona nei ricordi del pubblico.
La loro è una storia che respira insieme alla città al punto che la risposta della città a questo anniversario è stata travolgente, un manifesto d'affetto spontaneo: la serata di sabato 24 ottobre (ore 21) è andata esaurita in pochi giorni, spingendo il gruppo a regalare una seconda possibilità di incontro la domenica pomeriggio, 25 ottobre (ore 17).
Entrare al Teatro Filodrammatici per questi concerti (ingresso a 15 euro, posto unico) significherà varcare la soglia di una macchina del tempo fatta di canzoni, volti e ricordi condivisi. Sarà l'occasione per guardarsi negli occhi, riscoprire la bellezza dell'ascolto intimo e dire grazie a otto sognatori che, per mezzo secolo, hanno insegnato a Cremona come si possa viaggiare restando fermi, anche semplicemente soffiando dentro a un flauto di canna.
Per non perdere gli ultimi posti rimasti per la replica pomeridiana di domenica 25 ottobre, la prenotazione è obbligatoria ai seguenti contatti messi a disposizione dall'ensemble: Telefono / WhatsApp: 335 7646332 E-mail: cordigliera76@gmail.com
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