Compie oggi vent'anni lo splendido Museo Lauretano di Sant'Abbondio, nella galleria degli ex voto la storia mariana della città. Esposto l'attestato di battesimo di Monteverdi
Il 25 marzo 2006 veniva inaugurato lo splendido Museo Lauretano nel chiostro di Sant'Abbondio. E' un museo unico, l'unico parrocchiale della diocesi, interamente dedicato al culto della Vergine di Loreto. Sono raccolti ex voto, arredi e paramenti liturgici, opere d'arte delle chiese soppresse dei dintorni. Voluto dal parroco dell'epoca don Giuseppe Soldi, fu realizzato dall'architetto Luciano Roncai mentre Don Andrea Foglia, attuale parroco di Sant'Abbondio, è stato l'ideatore e il curatore principale del museo. Questo piccolo ma straordinario museo è stato ricavato al piano superiore dell’antico appartamento del priore degli Umiliati dove, nel 1804, era collocata l’abitazione del parroco. L’appartamento venne completamente restaurato ed oggi, sotto gli incomparabili soffitti a cassettoni e gli affreschi riportati alla luce, sono raccolte le memorie e testimonianze sia della devozione Lauretana, legata alla Santa Casa, sia delle varie vicende e avvenimenti che hanno segnato nei secoli la vita del complesso di Sant’Abbondio. Il piccolo museo si collega con l’intero complesso, completando un percorso che comprende la chiesa, la Santa Casa con la cappella di San Giuseppe e l’ipogeo destinato alla sepoltura dei padri Teatini, la sacrestia e il chiostro con le tre stanze al piano inferiore.
Il museo si trova al primo piano del chiostro e il percorso museale si articola in quattro ambienti. Innanzitutto la Galleria che ospita un'ampia collezione di ex voto, la Sala del tesoro con argenti e ori sacri, in particolare le corone auree della MadonnaLauretana e del Bambino Gesù; la Sala Pinacoteca con opere pittoriche e scultoree di grande valore artistico, la Sala storica con i reliquiari, il busto di San Carlo Borromeo e i dati alle vicissitudini della vita e del complesso di Sant'Abbondio. Esposto in questa sezione l'attestato di battesimo di Claudio Monteverdi e la pala del Pomarancio con Sant'Abbondio.
"Il Museo riesce ad avvicinare il visitatore oltre che a un patrimonio artistico di grande valore - si legge nella guida turistica del Crart "Ti racconto Cremona" - anche all'ambito delle pratiche devozionali e della pietà popolare della città".
Una raccolta unica che andrebbe visitata e fatta conoscere perchè parte della nostra storia e della religiosità popolare. Come visitarlo? E' aperto la seconda domenica del mese, al pomeriggio dalle 15,30 alle 18 oppure fissando un appuntamento per eventuali gruppi telefonando allo 0372-22554
Così Fabrizio Loffi ha descritto al momento dell'apertura la straordinaria galleria degli ex voto: "La galleria degli ex voto costituisce senza dubbio la collezione più straordinaria del nuovo museo Lauretano di Sant’Abbondio,.Si tratta di oltre un centinaio di pezzi, buona parte dei quali databile tra il 1624 ed il 1628, e risale agli anni immediatamente successivi alla fondazione della Santa Casa. Altri possono essere collocati tra la fine del Seicento e la seconda metà del Settecento e, in numero inferiore, nel secolo successivo. Alcuni tra gli ex voto documentano pratiche popolari che dovevano essere molto diffuse tra i devoti, come l’uso dell’olio della lampada che ardeva davanti alla Vergine, per guarire febbri, malattie o ferite, e la consuetudine di porre direttamente i malati, o alcuni indumenti ad essi destinati, nel caminetto posto sotto la nicchia della Madonna. In tutte le rappresentazioni compare in un angolo superiore o al centro della scena la Vergine Lauretana, rivestita con abiti di colore diverso, spesso assai ricchi di ricami e decori, e impreziositi di ampi giri di catenelle dorate. La raccolta può essere divisa secondo le diverse tipologie dei pericoli scampati, all’origine dell’ex voto. I due gruppi qualitativamente più cospicui sono quelli relativi al voto segreto e alle malattie: nel primo caso, che interessa una ventina di pezzi, il devoto è rappresentato in ginocchio, in campo libero, oppure all’interno di una chiesa o di una semplice stanza, e non vi sono rife- rimenti alla natura della grazia ricevuta. Nel secondo tipo, circa 60 pezzi, abbiamo diversi casi relativi a malattie infantili, con i bambini rappresentati nella culla, in un lettino, o in braccio alla madre. Per il resto si tratta di adulti che pregano, seduti nel loro letto, in solitudine oppure in compagnia di qualche famigliare che li assiste o che prega, in ginocchio, con loro. In qualche caso compaiono i medici intenti al loro lavoro, oppure un religioso, venuto a portare conforto spirituale.
C’è poi un gruppo di tavolette relative agli incidenti: il pericolo di un incendio, una caduta, un infortunio sul lavoro. Seguono due tipologie legate all’ambiente rurale padano, in relazione a due tra le minacce più temute per la vita economica e sociale del tempo: le morìe di bestiame, le piene e le inondazioni del Po".
Ci sono poi numerosi riferimenti ai pericoli affrontati durante i viaggi, con carrozze che si rovesciano dentro un fosso o barconi minacciati dalla furia del vento e delle onde. Un particolare rilievo assume poi il gruppo relativo alle violenze private che, come sappiamo da altre fonti documentarie, costituivano un dato costante per la società cremonese tra XVI e XVII secolo, caratterizzata da una conflittualità latente, che spesso dava origine a fatti cruenti come attentati, vendette o semplici liti che potevano sfociare in tragedia. Un solo esemplare accenna alla guerra e ai pericoli che essa comporta.
L’autentico scrigno del museo è costituito dalla saletta più piccola, e più preziosa: qui, circondate da vetrine contenenti notevoli esemplari di argenteria, compaiono le due preziose corone d’oro inviate dal Capitolo della Basilica di San Pietro in Vaticano in occasione dell’incoronazione della Vergine Lauretana il 17 agosto 1732.
Un’accorta disposizione scenografica conduce direttamente il visitatore dalla galleria degli ex voto alle tre sale laterali che ospitano oggetti, suppellettili, sculture e dipinti relativi alla storia del complesso di Sant’Abbondio". (m.s.)
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