2 novembre 2026

Completamente rovinato dalla grandine, il Crocifisso di via Bissolati dipinto da Giovanni Misani. Un pezzo di storia del quartiere di San Bassano

E' un pezzo di storia della città, del quartiere di San Bassano e di strada Canòon (via Bissolati) ma non è entrato nell'elenco dei danni provocati dal nubifragio del 28 agosto. Eppure è lì, visibile, il Crocifisso, vicino all'ingresso della Università Cattolica a Santa Monica, quando via Bissolati si allarga all'immissione ad angolo acuto di via dei Mille. Completamente rovinato dalla grandine. E' sulla facciata della casa tra le due vie. E' il Cristo in Croce , affresco realizzato nel 1970 da Giovanni Misani (sue opere di grandi dimensioni si trovano nelle Cattedrali di Sanremo, di Comacchio, in molte chiese della diocesi, nella galleria dei quadri di Palazzo Vescovile) insieme allo scultore Piero Ferraroni. Il Cristo Crocifisso di via Bissolati però esisteva già prima. L'opera di Misani ha sostituito un precedente intervento a tempera di Giovanni Visaglio del 1938 (che abitava in via dei Mille) e che era ormai scolorito e che riprendeva un antico affresco con il crocifisso e due personaggi a fianco. Ma lì il Crocifisso esiste da molto prima. Come ha scritto tempo fa Maurizio Mollica su "Cremonasera", dalle carte d'archivio risulta che nel 1844 Giacomo Filiberti, proprietario del muro, volle conservare l'affresco chiedendo il parere di un esperto, tale Parisi.

Ma l'opera è sempre stata nella vita del quartiere e sotto il Crocifisso si teneva il mercato delle sere d'estate. Come scrive Fiorenzo Cauzzi in "Storia e storie del Rione San Bassano", "Il breve tratto che unisce via Bissolati a via dei Mille è formato dalla casa che ne occupa i tre lati. Sulla facciata prospicente la piazzetta, sotto il crocifisso, con il n.111 vi era il negozio della Sig.ra Giulia Zambelli con licenza di vendere anche terraglie: vi si vendevano infatti scodelle, piatti, tegami ecc.. E proprio lì, sotto il crocifisso, nelle sere d'estate venivano i "mercanti" a vendere le loro mercanzie. Arrivavano di solito il mattino, piazzavano il carro col fianco al muro, staccavano il cavallo che veniva condotto allo stallo Montone in principio a via Montello, di fronte alla Banca Provinciale Lombarda e poi tornavano facendo il giro per le vie del rione, richiamando con trombe e tamburi, l'attenzione della gente, invitandola alla "grande svendita" che sarebbe avvenuta alla sera.  Noi ragazzi, appena dopo cena, eravamo i primi a prendere posto per vedere i preparativi. Un po' prima dell'imbrunire, i mercanti  arrivavano con assi e cavaletti e improvvisavano un rudimentale banco, ai cui lati fissavano due lampade ad acetilene. Sollevavano poi il telone incerato del carro e salitivi, iniziavano la loro arringa, mentre la gente si assiepava tutt'intorno. Erano dei buoni banditori e la loro voce, ora suadente, ora tuonante faceva veramente impressione: non lo vendo né per 20...né per 10...né per 5...(pausa ad effetto)...mi voglio rovinare...ragazzino lasciami lavorare...ecc. Vendevano veramente di tutto: dai tagli di stoffa, ai fazzoletti a dozzine, servizi di piatti, bicchieri, dai tappeti alle lenzuola, perfino elisir di lunga vita...".

Il Crocifisso è un pezzo d'arte e di storia del quartiere e della città. Chi si farà carico del restauro? 

M.S.


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commenti


Il Pontormo

2 novembre 2026 13:19

sarebbe bastato, in passato, proteggere l'affresco con una lastra di plexiglass sostenuta da telaio adeguato

il goloso

3 novembre 2026 14:29

Mi ricordo che negli Anni 50 c'era un negozio, cui si accedeva con due o tre scalini, che vendeva frutta e verdura e anche, forse, stringhe di liquerizia arrotolata, palline di chewingum e le prime Nutella.