30 ottobre 2026

Confindustria, all'Assemblea Annuale si parla soprattutto di Europa e Green Deal, tra errori e obiettivi irrealizzabili. Il tema energia resta un nodo fondamentale, ma al nucleare si accenna solo

L'impresa di decidere è la vera sfida posta all'attenzione dell'𝗔𝘀𝘀𝗲𝗺𝗯𝗹𝗲𝗮 𝗚𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗹𝗲 dell’Associazione Industriali di Cremona, riunita stamattina a CremonaFiere. Europa ancora al centro, ma con alcune postille riguardo la capacità di agire velocemente e di darsi obiettivi realistici. A fare i saluti di apertura il presidente di Assindustria  Maurizio Ferraroni, che ha fatto il punto sulla situazione attuale e sulle criticità che si trova ad affrontare il comparto industria (leggi qui), a partire dai costi energetici in un mercato "manipolato dai monopolisti", come ha apertamente dichiarato Calenda.

Presenti in sala alla vivace tavola rotonda moderata dal giornalista Nicola Porro c'erano il Senatore e segretario di Azione Carlo Calenda, il Capo delegazione al Parlamento Europeo di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza e l’eurodeputato Pd Giorgio Gori.  A seguire l'intervento del Commissario Europeo Raffaele Fitto e la giornalista e corrispondente dagli Stati Uniti Maria Luisa Rossi Hawkins. 

Europa, energia, green deal e PNRR, un solo cenno al nucleare, mentre si punta uno sguardo costante alla Cina e ci si interroga sul dopo elezioni di Mid Term: questi i temi chiave per leggere il futuro dell'Unione Europea e dell'Italia, che soffre di un problema di produttività non ancora risolto. "Quello che manca a questo punto non sono quindi le analisi, ma il coraggio di trasformarle in decisioni e azioni. Il paradosso è che oggi l’Europa rischia di entrare in crisi proprio su quei due pilastri, l’industria e l’energia, sui quali era nata - ha commentato Ferraroni- Chiudiamo fabbriche o ne riduciamo l’attività in Europa e, nello stesso tempo, importiamo prodotti da Paesi che adottano standard ambientali meno rigorosi. Pensiamo davvero, così facendo, di salvare il Pianeta? No. Stiamo semplicemente spostando le emissioni altrove, senza risolvere il problema. Insieme alle emissioni, abbiamo però spostato altrove anche investimenti, competenze, posti di lavoro e ricchezza, con il risultato di subire un duplice danno: indeboliamo la nostra industria senza ottenere i benefici ambientali che ci eravamo prefissati. Questa incongruenza dimostra quanto sia indispensabile coniugare la sostenibilità ambientale con quella economica, senza questo equilibrio condanniamo il nostro Continente a un inesorabile declino".

Un punto su cui anche Fidanza ha aperto il proprio intervento: "Abbiamo sacrificato sull'altare di una malintesa transizione green l'industria, ora dobbiamo riparare i danni del green deal esasperato, con la consapevolezza che molti dei buoi ormai sono scappati, abbiamo distrutto il tessuto produttivo per andare ad acquistare dalla Cina beni che vengono prodotti al 50% con energia prodotta da fonti fossili".

E di obiettivi irrealizzabili ha parlato anche l'Eurodeputato Gori "L'Italia è ancora tra i Paesi più dipendenti e soggetti ai costi energetici, legati ad una dipendenza geopolitica. Pertanto la decarbonizzazione diventa una necessità, ma va affrontato ponendosi obiettivi realistici". Meno diplomatico Calenda invece, che ha esordito puntando con forza il dito contro la "manipolazione del mercato elettrico da parte di monopolisti, come ammesso pubblicamente anche da Arera. Si è desertificata l'industria per mancanza di cura. Una ricetta? Meno Urso e meno Landini. Lo sviluppo passa dall'energia e dai costi e per questo ad oggi si dovrebbe valutare di riattivare le centrali a carbone di Civitavecchia e Brindisi, che sono la più pulite sul piano ambientale. Serve la decarbonizzazione, ma in una situazione di prezzi come quelli attuali una centrale pulita come Civitavecchia sarebbe fondamentale". Molto critica la posizione di Calenda verso il governo e in particolare contro il ministro Urso, con una grande certezza: "Il compito della nostra generazione, non della destra o della sinistra, ma di tutta la generazione, è quello di dare vita agli Stati Uniti d'Europa per non diventare solo una colonia, i vassalli di altre potenze".

La parola è passata poi al Commissario Europeo Fitto, che ha toccato diversi temi, dalla decarbonizzazione al PNRR ai programmi di coesione e alla flessibilità sul tema dell'energia: "Il treno della decarbonizzazione è partito, ma non possiamo solo fermarci a guardare gli errori fatti, dobbiamo agire per trovare delle soluzioni ai problemi. Dobbiamo adeguare la politica alle esigenze di oggi, a partire dalla rimodulazione per l'Italia di 7 miliardi all'interno delle rigide barriere del programma di coesione. Un altro punto è il rafforzamento del mercato interno, che significa 450milioni di persone, superando le barriere e migliorando gli strumenti. Naturalmente il tema energia resta un nodo centrale, che necessita di maggiore flessibilità".

In chiusura, l'intervento di Maria Luisa Rossi Hawkins in collegamento dalla Casa Bianca per riflettere sul tema delle elezioni di Mid Term negli Stati Uniti. Cosa succederà e quali saranno le conseguenze di questo voto di metà mandato? Rossi Hawkins sembra non avere dubbi: "Probabilmente Trump perderà la Camera ma manterrà il Senato, dunque di fatto Trump continuerà a fare Trump, resterà quello che è e lo farà ancora più speditamente seguendo la sua agenda di cambiamenti epocali, dagli Accordi di Abramo ai dazi ed allo scardinamento degli equilibri geopolitici. Di certo non ci sarà quella rivoluzione epocale di cui si parla in Europa e che dovrebbe portare alla quieta normalità di prima. Di sicuro nelle prossime ore si capirà se Trump riuscirà ad arrivare ad un accordo con l'Iran o se viceversa inizierà una nuova fase di attacchi più portentosi e più ad alta intensità"

 

 

 

 

: un appuntamento con ospiti di rilievo e un confronto sui temi più attuali per l'industria e il nostro territorio.

Le decisioni di oggi disegnano l’industria di domani.

Fotoservizio Francesco Sessa Ventura

Michela Garatti


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commenti


Chemist

30 ottobre 2026 14:32

Caspita, una tavola rotonda con Fidanza e con la Hawkins (fan della prima ora non pentita di Trump, colui che ci sta da tempo affossando)...mi vengono i brividi

Manuel

31 ottobre 2026 13:55

Avevi dubbi sulla qualità culturale, ideologica l’imprenditoria locale?
Trump sarà anche prossimo alla polvere, ma l’accogliente (salvifico?) mantello di Draghi continua ad accogliere e riparare i diversi pulcini.