17 settembre 2026

Dopo le polemiche e il concerto di Muti si è riaccesa l'attenzione su Villa Verdi: si aspettano i passi concreti per la tutela e la riapertura

Restano puntati su Villa Verdi i “riflettori” ed è bene che sia così, nella speranza che quanto prima questo luogo di straordinario valore per i nostri territori possa tornare ad aprire i battenti dando una spinta tanto fondamentale quanto preziosa allo sviluppo turistico delle nostre terre, di qua e di là dal Po. Dopo l’incontro musicale del 12 settembre che ha avuto nel maestro Riccardo Muti il suo principale protagonista (e va ribadita la umiltà, la semplicità ma anche la determinazione con cui il maestro Muti, dando un contributo oltremodo fondamentale, ha voluto questo evento) ecco che l’attenzione sulla Villa, sul suo recupero e sulla sua riapertura resta alta.

Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha spiegato che “è obiettivo del Ministero della Cultura assicurare la definitiva valorizzazione di Villa Verdi come Casa Museo statale e centro di riferimento internazionale per la promozione del patrimonio culturale legato al Maestro, garantendone la fruizione pubblica e la sostenibilità nel tempo”.. Il Ministro Giuli lo ha evidenziato  in occasione del question time alla Camera dove ha voluto anche ribadire "quanto ho già dichiarato al termine del concerto notturno promosso assieme al maestro Muti lo scorso 12 settembre: gli ulteriori interventi programmati prenderanno presto avvio e, finalmente, Villa Verdi sarà completamente rigenerata". Il ministro nel corso del suo intervento ha tra l'altro ricordato che "l'attenzione del Ministero della cultura verso Villa Verdi è iniziata ancora prima dell'acquisizione pubblica del compendio. Già nel 2023, infatti, il Ministero ha promosso, con il coinvolgimento delle Fondazioni lirico-sinfoniche, dei Teatri di tradizione e dell'Associazione Nazionale Fondazioni Lirico-Sinfoniche, una serie di concerti dedicati a Giuseppe Verdi, destinando i relativi proventi a iniziative di valorizzazione della Villa e del patrimonio culturale a essa connesso". E "dopo l'acquisto dei beni archivistici per oltre 4 milioni di euro, il 19 settembre 2024, a pochi giorni dal mio insediamento – ha aggiunto - ho firmato il decreto per l'acquisizione del complesso con uno stanziamento di circa 8 milioni di euro; subito dopo il Ministero ha realizzato una prima fase di interventi per 370 mila euro, stanziati il 29 aprile 2025, dedicata alla messa in sicurezza e alla conservazione della Villa. Tali lavori, eseguiti tra giugno 2025 e aprile 2026, hanno riguardato l'impermeabilizzazione e il ripristino dei terrazzi, il rifacimento delle coperture del corpo agricolo, il rilievo completo del complesso e del parco mediante tecnologie digitali avanzate e la predisposizione di un primo progetto di recupero del parco, con l'individuazione delle principali criticità e delle relative misure di intervento. Ulteriori 400 mila euro sono stati stanziati il 9 luglio 2026 per proseguire gli interventi di restauro e conservazione del compendio. Inoltre, nell'ambito del programma Grandi progetti beni culturali 2025-2027, è previsto un ulteriore finanziamento per un totale di 6 milioni e 500 mila euro. Tale finanziamento, che ha ottenuto il nulla osta del Ministero dell'economia e delle finanze il 23 luglio 2026, e, lo scorso 10 settembre, il parere favorevole reso in sede di Conferenza Unificata, sta completando l'iter di approvazione". Tutte queste risorse, ha concluso il Ministro, "saranno destinate a un programma integrato di interventi che comprenderanno la messa in sicurezza e il restauro dell'immobile, la conservazione delle collezioni storico-artistiche, inclusi gli strumenti musicali e i cimeli verdiani di maggiore valore, nonché la riqualificazione del parco”. Non è mancato nemmeno l’intervento del consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri che ha sottolineato che: “È comprensibile l’impazienza del Maestro Riccardo Muti davanti alle condizioni in cui Villa Verdi versa da troppo tempo. Ma è altrettanto doveroso riconoscere che negli ultimi anni qualcosa è cambiato concretamente. Villa Verdi rischiava di finire all’asta, oggi è patrimonio dello Stato. Sono state messe in campo risorse per l’acquisizione, il restauro e la rigenerazione del complesso e il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha chiarito che, ottenute tutte le controfirme necessarie, si può procedere con gare e progetto esecutivo. Le condizioni per andare a cantiere ci sono. Un risultato nel quale va ricordato anche il lavoro del Ministro Tommaso Foti, che segue da anni questa vicenda e ha continuato a farlo anche nel suo attuale incarico di Governo. Come piacentini – ha proseguito Giancarlo Tagliaferri - abbiamo seguito e sostenuto questa battaglia fin dal 2022, quando il futuro della dimora di Giuseppe Verdi appariva fortemente incerto. Oggi siamo finalmente arrivati al momento nel quale gli atti devono trasformarsi in lavori. Nessun trionfalismo: il prossimo metro di giudizio sarà vedere partire concretamente i cantieri e restituire Villa Verdi alla piena fruizione, facendone il cuore di un grande itinerario verdiano capace di unire Sant’Agata, Roncole, Busseto e gli altri luoghi del Maestro. Muti ha ricordato che il mondo ci guarda. È vero. Proprio per questo bisogna fare presto, riconoscendo però ciò che è stato fatto. Nessuna polemica con il Maestro: alla sua comprensibile impazienza rispondiamo con i fatti. Ora – ha concluso - facciamo partire i cantieri”. Uno dei protagonisti dell’incontro musicale del 12 settembre, il baritono Luca Salsi ha quindi detto: “Abbiamo fatto questa serata a Villa Verdi che è stata magica, bellissima, intensa. Riservata a poche persone è vero, ma questa scelta è stata fatta giustamente per questioni di sicurezza e di posti,quindi accendere polemiche sul fatto che non sia stata aperta al pubblico è davvero fuori luogo. Seconda cosa: per la prima volta erano presenti ben 3 ministri tra cui il ministro della cultura che si è impegnato davanti a tutti per il ripristino totale della Villa entro un anno. Possiamo cercare di pensare positivo e dargli fiducia? O dobbiamo anche davanti ai fatti concreti ( stanziati già 6.5 milioni, iniziati già i lavori,presenze sul posto etc) continuare a fare polemiche?io che ho fatto un po’ di casino sono fiducioso. Se non sarà così sarò il primo a riaccendere la pira”. Infine un altro baritono, Valentino Salvini, che da anni si batte per la Villa e ha preso più volte posizione pubblicamente, ha rivolto innanzitutto i suoi “apprezzamenti al maestro Muti e ai colleghi dell' evento che è stata una riunione musicale per sensibilizzare chi di dovere per intervenire con i lavori di restauro tanto attesi.  Penso che sabato sera si è vista una bella passerella politica e vista la burocrazia così rigida che abbiamo in questo paese , mi sa tanto che dovremmo aspettare il fine lavori non solo il 2027 ma anche il 2028.  Sarei il primo ad essere contento se i lavori di restauro terminassero il prima possibile anche perché villa Verdi non può più aspettare. In questi 4 anni di chiusura (da  ottobre 2022 ad oggi) , ho sempre documentato con video, foto e anche qualche articolo sulla stampa la situazione di degrado”. La speranza corale è che la Villa sia preservata, tutelata, valorizzata e sistemata per il bene di tutti i nostri territori.

Eremita del Po

nella foto il maestro Muti davanti alla Villa Verdi (Tgla7)

 

Paolo Panni


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commenti


Zatarra

18 settembre 2026 11:00

Di una affermazione ha ragione il sig. Muti: la "villa" di Verdi è la ventottesima opera (schifezza) di Verdi