29 ottobre 2026

E Calenda saggia la voglia di centro di tanti cremonesi in una sala Mercanti strapiena

Una sala mercanti strapiena nonostante l'orario non felicissimo (le 19,30) per Carlo Calenda e la sua proposta di un centro pronto a fare corsa solitaria alle prossime elezioni, lontanissimo sia dal "campo largo" di Conte e Schlein che dal centro destra di Meloni e Salvini. E, dopo che la prima parte della serata ha ricalcato i contenuti del suo libro  "Difendere la libertà" (presentato da Paolo Gualandris, direttore della Provincia) con note di politica, storia, filosofia e vita vissuta, la sala si è scaldata nel finale quando Calenda ha parlato di politica, di temi caldi, di schieramenti, della forza di un centro che diventerà decisivo quando nessuno dei due schieramenti raggiungerà il 42% e il 6-7% di Azione o quello di Vannacci saranno fondamentali per governare. La gente è venuta per quel Calenda (in sala anche i parlamentari Rosato, Bonetti e Benzoni), per sapere che centro ci sarà alla prossime elezioni e che cosa proporrà. Anche Cremona si sta preparando a questo in vista del voto (probabilmente a  maggio) e nelle ore che hanno preceduto l'incontro con Calenda c'è stato un tam tam telefonico tra ex (liberali, repubblicani, socialisti e socialdemocratici) a cui non sta bene nè il campo largo nè il centrodestra per capire se con la proposta di Azione ci poteva essere davvero uno spazio centrista anche sotto il Torrazzo.

Dopo l'introduzione di Giuseppe Foderaro, coordinatore di Azione, e le prime domande di Gualandris, Carlo Calenda ha parlato della situazione attuale con la frantumazione dello stato liberale, la mancanza dell'ideale europeista e la degenerazione del dibattito politico. "L'Europa è la nostra salvezza, gli Stati Uniti d'Europa il nostro obiettivo", ha detto. E questo è il sogno degli studenti serbi che hanno vinto le elezioni, degli ucraini che quotidianamente vanno a morire perchè vogliono essere europei o dei georgiani. "L'Europa va costruita - ha detto il leader di Azione - mettendo al centro la dignità della persona perchè l'Europa è il posto al mondo in cui si vive meglio". Calenda ha poi parlato della crisi della politica dove non riuscendo a governare non si ha il coraggio di dire votate noi, quanto piuttosto...non votate gli altri. Poi ha parlato di De Gaspeti, de suo sogno europeo e delle scelte che lui ha fatto per l'Italia (ha detto no ad imbarcare nel governo il Msi per contrastare il Pci). Ed ecco alla economia, all'intelligenza artificiale (milioni di persone in occasione del referendum sulla giustizia hanno chiesto a Chat GPT prendendo per buono quello che diceva un oscuro avvocato di Vicenza o la Cgil senza ovviamente dichiararlo), al ruolo devastante di tik tok, alla manipolazione delle menti e all'incitazione all'odio. 

Poi, per punti, è arrivato alla parte finale per spiegare il ruolo di Azione e perchè correrà da sola al centro: facendo lavoro politico, non propaganda, ma cercare di spiegare alla gente le grandi sfide; Azione fa politica nella storia sulla base di un pensiero lungo ed è per questo che ha votato leggi e provvedimenti di altri utili al Paese "perchè chi vota per noi sono persone libere e i partiti non sono il patrimonio di un partito". Poi Calenda ha spiegato perchè non Azione non si schiererà con il campo largo che va da Renzi alla Schlein, a Conte: "mai con i 5 Stelle che con il reddito di cittadinanza hanno distrutto le casse dello stato e sono un virus della politica". Ma Calenda sottolinea che non andrà neppure con la Meloni  che ha sempre fatto l'estremista (no all'euro, no all'Europa, sì ai no vax) poi quando è arrivata al governo ha scelto di star ferma, di non fa nulla, come facevano alcuni vecchi democristiani. Ma cosa propone Azione? Una Europa di stati Federati con una difesa comune (una sorta di Nato europea), l'indipendenza energetica (quindi il nucleare), l'appoggio all'Ucraina fino alla pace, la revisione della Green economy che sembra presa da Greta Tumberg, ministri che abbiano un cursus honorum di grande rispetto ("ministri come Urso non li vogliamo vedere"), la questione giovanile da affrontare perchè non ci sia fuga all'estero o il rischio di restare senza medici o infermieri. 

Servizio fotografico di Francesco Sessa Ventura


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