30 ottobre 2006. Vent'anni fa venne collocata la targa sulla casa di via Platina che ospitò Pier Paolo Pasolini, dopo polemiche e un lungo iter di 5 anni dall'approvazione
A Cremona sabato 14 novembre partirà la seconda edizione del Pasolini Festival (anteprima oggi a Pizzighettone) che durerà tre settimane (leggi qui). C'è un anniversario che riguarda Pasolini e cade proprio in questi giorni. Dopo una lunga attesa, solo vent'anni fa (amministrazione Corada) venne apposta (il 30 ottobre 2006) sulla casa di via Platina angolo con via XI febbraio (dove c'era l'ingresso) una targa in marmo che ricordasse il soggiorno cremonese di Pier Paolo Pasolini. Pasolini giunse infatti a Cremona a metà dell’anno scolastico 1932-1933 al seguito del padre, militare di carriera, trasferito nella nostra città. Nei due anni in cui rimase a Cremona, prima di un altro trasferimento del padre, Pier Paolo Pasolini frequentò con profitto il ginnasio al Liceo “Daniele Manin” dove ha avuto modo di dimostrare, attraverso i suoi componimenti, purtroppo andati perduti, la sua grande ispirazione ed il suo particolare e suggestivo genio letterario che avrà modo di svilupparsi compiutamente negli anni successivi. La targa porta incisa la seguente scritta: “Da questa casa dove terminò la sua infanzia dal 1933 al 1935, Pier Paolo Pasolini dispiegò la sua avventura artistica”.
Come spesso accade a Cremona per ogni cosa, la collocazione della targa creò polemiche e ritardi. Ci vollero ben cinque anni dalla delibera (Giunta Bodini) all'apposizione della targa (Giunta Corada). Poi nel 2023 a Pier Paolo Pasolini venne anche dedicato il tratto dell'argine maestro che inizia alla sinistra di via del Sale sino al confine con il territorio del comune di Gerre de’ Caprioli su richiesta della Società dei Militi, la stessa che organizza il Pasolini Festival. .
Così il professor Gianfranco Taglietti raccontò su "La Cronaca" del 30 ottobre 2006 il lungo iter che portò alla decisione di collocare la targa sulla casa dove abitò Pier Paolo Pasolini.
"E’ di moda dire male della Commissione di toponomastica. A proposito della targa da porre sulla casa di abitazione di Pasolini sono state scritte notizie inesatte. La verità è una sola. La Commissione, nella sua seduta dell’8 giugno del 2001 (presieduta dal sindaco Paolo Bodini e alla presenza dell’assessore Ferdinando Soana) aveva dato voto favorevole alla apposizione della targa.
Le cose sono andate così: l’assessore Terzi, per rispetto della procedura, aveva proposto di apporre una lapide da collocare sulla casa all’inizio di via XI febbraio (casa Pugnoli), dove Pierpaolo Pasolini aveva abitato con la sua famiglia dal gennaio 1933 al giugno 1935. L’iscrizione sarebbe dovuta essere un brano dello stesso Pasolini, che parla dell’uscita dalla scuola (il ginnasio ‘Daniele Manin’) e del ritorno a casa: «Poco dopo sarei dovuto uscire anch’io, correre giù per la piccola e affollata via Baldesio, attraversare la piazza Duomo, svoltare per il corridoio tra la Chiesa e il Battistero (enormi, bruni), costeggiare l’abside, imboccare via XI febbraio, al cui angolo c’era la mia casa, dura e lucida come metallo.» (da ‘Romans’).
Ogni commissario espresse il suo punto di vista. “Troppo lunga” - si disse - “per essere incisa su una lapide, e non particolarmente significativa; poco efficace artisticamente e poi inesatta; inoltre: quale abside? quale casa dura e lucida come metallo?”.
Si discusse - dicevo - e si concluse con il parere favorevole, ma con una iscrizione molto più breve. Io proposi: «Da questa casa dove terminò la sua infanzia dal 1933 al 1935 PIER PAOLO PASOLINI dispiegò i suoi voli».
La proposta doveva passare in Giunta e, da lì, in Consiglio comunale. A conferma, cito le parole dell’arch. Terzi, che confermò il suo parere. “Ritenevo più significativo, per banale che fosse, riportare sulla casa di Pasolini la citazione tratta dal suo Romans, piuttosto di un burocratico ‘qui visse’, come invece ha indicato la Commissione per la toponomastica”.
Che poi, dopo la riunione, si sia svolta una cortese, breve polemica, tra Terzi e un componente della Commissione, ha - io credo - solo valore di cronaca. Piuttosto è segno d’una certa - come dire? - ‘distrazione burocratica’ l’aver lasciato giacere la proposta nel dimenticatoio per cinque anni.
Pura svista o deliberata volontà, dato che - anche a proposito della targa sulla casa di Montaldi (a cui la Commissione aveva dato pure parere favorevole, pur discutendo sul testo della iscrizione) - la decisione è rimasta ‘silente’ per lo stesso numero d’anni?
Il dubbio è legittimo, anche perché sono andate in porto, nel frattempo, le altre proposte di denominazione di strade approvate lo stesso giorno (ad Elda Fezzi, a Virgilio Nolli, Fiorino Soldi, Sereno Cordani, Pietro Bortini, Aurelio Betri, Ennio Gerelli).
Evidentemente la burocrazia ha i suoi misteri e non spetta a noi la fatica di penetrarli. Bene, comunque, ha fatto l’architetto Terzi (non più assessore, ma sempre attento alle vicende cittadine) a far rispolverare le pratiche... insabbiate. Con qualche rammarico, concludo con un: “Tutto è bene, quel che finisce be- ne!”.
Nelle foto la targa sulla casa dove abitò Pier Paolo Pasolini, l'inaugurazione avvenuta vent'anni fa e il lungargine dedicato al regista-scrittore-poeta
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