Sergey Khachatryan debutta a STRADIVARIfestival. Il grande violinista in duo con la sorella all'Auditorium Arvedi il 7 novembre
Ogni anno STRADIVARIfestival propone le più grandi star mondiali dell'archetto. Questa stagione l'appuntamento è con il grande violinista Sergey Khachatryan, atteso al debutto sul palco dell'Auditorium Arvedi sabato 7 novembre alle 21 in duo con la sorella pianista Lusine Khachatryan.
Il palinsesto spazia dalla Sonata n. 2 per violino e pianoforte di Bach a capolavori del Novecento storico di Ravel (Tzigane per violino e pianoforte) e Busoni (Sonata n. 2 in mi minore per violino e pianoforte op. 36a). Ma il virtuoso armeno e la sorella non rinunciano mai a innestare opere di autori della loro terra, diventandone una sorta di ideali ambasciatori musicali, nello specifico Edvard Baghdasaryan (1922 – 1987) e Komitas Vardapet (1869 – 1935).
Nato a Yerevan, in Armenia, Sergey Khachatryan ha vinto nel 2000 il Primo Premio all'Ottavo Concorso Internazionale Jean Sibelius di Helsinki, diventando il più giovane vincitore nella storia del concorso. Nel 2005 si è aggiudicato il Primo Premio al Concorso Regina Elisabetta di Bruxelles.
L'album più recente di Sergey e Lusine Khachatryan, My Armenia, pubblicato da Naïve e dedicato al centenario del genocidio armeno, ha ricevuto l'Echo Klassik nella categoria Chamber Music Recording 20th–21st Century/Mixed Ensemble. Insieme hanno anche registrato le Tre Sonate per violino e pianoforte di Brahms. La discografia di Sergey per la stessa etichetta comprende inoltre i Concerti di Sibelius e Khachaturian con la Sinfonia Varsovia diretta da Emmanuel Krivine, entrambi i Concerti di Šostakovič con l'Orchestre National de France e Kurt Masur, un'incisione delle Sonate di Šostakovič e Franck per violino e pianoforte, e l'integrale delle Sonate e Partite per violino solo di Johann Sebastian Bach. Sergey Khachatryan suona lo Stradivari Kiesewetter del 1724, generosamente concesso in prestito dalla Stretton Society.
Il programma del concerto si apre con la Sonata in la maggiore BWV 1015, la più nota del gruppo di sei Sonate per violino e tastiera (in origine cembalo) di Johann Sebastian Bach, e si distingue per varietà di espressione nei tre movimenti. Un Andante delicatamente cantabile è collocato tra un Allegro di stile concertante, con un singolare arpeggio su un lungo pedale del basso (mano sinistra del pianoforte) e un Presto bipartito che si sviluppa in forma di canone. Composta nel 1922 in omaggio alla violinista ungherese Jelly d'Aranyi, la Tziganevenne definita da Maurice Ravel come "un pezzo virtuosistico nel gusto di una rapsodia ungherese". Si tratta di un brano bipartito caratterizzato da una serie di libere variazioni che intendono evocare lo stile improvvisativo dei violinisti tzigani ungheresi. La Seconda Sonata per violino e pianoforte di Ferruccio Busoni, composta nel 1898 e pubblicata nel 1901, venne definita dallo stesso autore il suo "opus 1", ovvero il primo lavoro che avesse una sua precisa dignità estetica. Dal punto di vista formale, la Seconda Sonata è costituita da una serie di sezioni che fluiscono l'una nell'altra senza soluzione di continuità.
BIGLIETTI. Sono in vendita al Museo del Violino (tel 0372 080809) oppure in internet su Vivaticket con prezzi da 25 a 30 euro, a seconda del settore, e il ridotto per studenti a 12 euro (settori F e G).
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