Era il sogno di Cremona, ora Mantova la sorpassa come capitale del Po con l'intermodalità ferrovia-gomma-acqua. "Mantova vuole diventare snodo del Nord Europa". Un convegno disegna il progetto
E' stato a lungo il sogno di Cremona. Diventare il perno dell'intermodalità, il posto ideale dove scambiare le merci nei vari metodi di trasporto: ferro-gomma e acqua. Dagli anni Sessanta in poi tanti convegni, fiumi d'inchiostro, visioni e sogni che però sono rimasti tali. Addio alle velleità cremonesi. Con buona pace della storia, di Fiorino Soldi (e del suo bel libro "Cremona Capitale del Po"), di secoli di illusioni e speranze (legate anche al canale navigabile fino a Milano) e dei pionieri della navigazione fluviale (Lombardi, Genzini, Dolfini, Della Luna, Binda Beschi ecc.). Il porto di Mantova avrà una valenza europea e sarà il centro di smistamento merci anche del Nord Europa verso il Mediterraneo. Nuova ferrovia, un raccordo autostradale con il Brennero e il potenziamento del canale Tartaro-Fissero-Canalbianco ne faranno il punto di riferimento per il trasporto dei container via acqua e persino l'Hydrogen valley del futuro imminente prevista proprio al porto di Valdaro. Oggi Mantova ha ingranato la freccia: ha potenziato l'area portuale, sta procedendo alla integrazione con il sistema di navigazione veneto e, attraverso l'autostrada del Brennero, si connette al Nord Europa. E c'è il progetto di portare tremila treni l'anno nell'area portuale mantovana di Valdaro. Insomma Mantova è la nuova capitale del Po, a noi resta poco: vecchie infrastrutture e un po' di turismo.
Venerdì scorso un convegno a Mantova ha posto le basi per la corsa verso il progetto. "Gomma, ferro e acqua: «Mantova può essere capitale della trimodalità» ha titolato la Gazzetta di Mantova illustrando i risultati del convegno.
«Il sistema c’è, e ora va fatto correre». È questo il messaggio emerso con forza dal convegno “Un sistema che connette” promosso venerdì da Confartigianato Mantova al Teatro Bibiena, dove istituzioni, tecnici e imprese si sono confrontati su una sfida cruciale: trasformare Mantova in uno snodo strategico della logistica, capace di integrare ferrovia, gomma e trasporto fluviale.
A delineare il quadro è stato il presidente di Confartigianato, Lorenzo Capelli, che ha richiamato le tensioni e le incertezze del contesto internazionale:
«Quando il commercio globale diventa più instabile, avere sistemi logistici efficienti è un fattore strategico. Mantova è il punto in cui ferrovia, gomma e acqua si incontrano: un’opportunità non solo per Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, ma anche per il Nord Europa».
Un concetto ribadito anche dall’assessore regionale Irene Priolo, che ha sottolineato la necessità di fare sistema e investire sull’intermodalità:
«Dobbiamo puntare sul trasporto merci su ferro e via acqua, su cui siamo ancora indietro. Servono collaborazione tra territori e una visione condivisa».
Oggi, infatti, il traffico fluviale resta marginale, fermo a circa 44 mila tonnellate, ma il potenziale è evidente: «Una chiatta sostituisce 180 camion».
Idrovia e porto: superare i colli di bottiglia
Sul fronte del trasporto via acqua, Alessandra Grosso, direttrice generale di Infrastrutture Venete, ha fatto il punto sugli interventi lungo l’idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco:
«Alcuni lavori sono già stati completati, come il ponte Rantin e quello di Calà del Moro, ma sono previsti ulteriori interventi per eliminare i colli di bottiglia e migliorare la navigabilità». Accanto alle infrastrutture, resta fondamentale la gestione dei corsi d’acqua. In questa direzione si inserisce il corso per operatori di dragaggio presentato da Elisabetta Larini (Ial Lombardia), che sta formando 16 corsisti tra Mantova e Cremona. A ribadire la centralità del trasporto fluviale è stato anche Nicola Pascal (Propeller Club):
«Tra cinque anni rischiamo la congestione del sistema stradale e ferroviario: l’acqua diventerà fondamentale». Da qui la proposta di una vera e propria autorità portuale, tema su cui si sta lavorando anche a livello istituzionale, come ricordato dall’assessore regionale Alessandro Beduschi.
Il nodo ferroviario e la sfida del Nord Europa
Parallelamente, cresce il ruolo del ferro. Nella zona di Valdaro si è passati da un treno a settimana nel periodo pre-Covid agli attuali sei/sette, con l’obiettivo di superare i 3 mila treni all’anno. Un impegno sostenuto anche dagli investimenti privati: Bertani Trasporti ha destinato circa 50 milioni di euro allo sviluppo della piattaforma intermodale, ma ha lanciato un appello chiaro: «I treni arrivano soprattutto da Verona, ma il binario è uno solo: è necessario raddoppiarlo». Uno scenario destinato a evolversi ulteriormente con il tunnel del Brennero. Come spiegato da Martin Ausserdorfer (Rtc Rail Traction Company): «Nei prossimi anni Mantova sarà un nodo centrale per la distribuzione delle merci dal Nord Europa verso tutta l’Italia». Sulla stessa linea il sindaco Mattia Palazzi, che ha richiamato la necessità di investire sul ferro: «Sull’Autobrennero transita già un terzo delle merci tra Germania e Italia. Senza un rafforzamento del trasporto ferroviario, il sistema non reggerà».
Zls: opportunità concreta per le imprese
In questo contesto si inserisce la Zona Logistica Semplificata, ora entrata nella fase operativa. Capelli ha rivolto un appello diretto alle imprese:
«Non possiamo perdere questa grande occasione». La Zls coinvolge un’area di 18 Comuni tra Mantova e Cremona, per circa 3.300 ettari destinati a nuovi insediamenti produttivi.
Tra i Comuni mantovani ammessi ai benefici figurano Roncoferraro, San Benedetto Po, San Giorgio Bigarello e Viadana. Il principale strumento è il credito d’imposta sugli investimenti, valido per il triennio 2026-2028, fino a 100 milioni di euro l’anno. Ma attenzione alle scadenze: prima comunicazione entro il 31 marzo 2026; seconda entro il 17 gennaio 2027. Accanto agli incentivi fiscali, sono disponibili anche 4 milioni di euro per progetti pubblico-privati, con contributi a fondo perduto. Sul tema è intervenuto anche il presidente della Provincia Carlo Bottani, che ha ribadito l’importanza di cogliere questa opportunità e ha annunciato un momento operativo: 31 marzo, ore 14.30 al Mamu, incontro con Provincia, Camera di Commercio e Comuni per accompagnare le imprese nell’accesso agli strumenti disponibili.
Nelle foto una splendida immagine di Antonio Leoni del tramonto sul porto di Cremona e il convegno di venerdì a Mantova
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commenti
Gianluca
22 marzo 2026 08:50
Chiunque ci bagna il naso, siamo solo un paesone, manco tanto bello, che non conta nulla.
Luca
22 marzo 2026 10:15
Cremona sogna, Mantova fa.
Costa
22 marzo 2026 12:11
Vergogna!!!!
Giovanni
22 marzo 2026 12:47
Mantova da sempre fa quadrato. Cremona non riesce a fare i cerchi neppure col bicchiere. Le risorse interne alla città non sono valorizzate, si guarda solo la tessera del partito e non il potenziale da esprimere. E così Mantova progetta e realizza, Cremona fa i dispetti interni e se lo ritrova puntualmente in c... in tasca, per non dire altro. Contenti così, avanti tutta!
Alessandro
22 marzo 2026 13:38
Quando si troverà qualcuno che vorrà veramente bene a questa città, senza stare per forza dietro ad un partito sarà tardi.
Mariateresa
22 marzo 2026 13:44
Purtroppo Cremona è questa, trascurata come città e incapace di impegnarsi in progetti importanti, ma ho l'impressione che ciò importi poco a chi decide le prospettive e il benessere e cittadino e anche a troppi cremonesi
Pasquino
22 marzo 2026 14:33
Politici inutili. Spocchiosi ed incapaci
Andrea
22 marzo 2026 18:40
Mantova è isolata dal mondo, ma onestamente avete mai provato ad andarci? Una strada fra il comico e il ridicolo. 2 anni con il pullman per fare bozzolo Mantova. Io non credo siamo molto meglio di Cremona
Gianna
22 marzo 2026 19:23
Forse. Ma a Mantova, da isolati come lei dice, sono stati capaci di:
- farsi nominare città della cultura nel 2016 (Cremona... 2029? Dubito...);
- portare a casa loro la sede della CCIAA (che tra Pavia, Cremona e Mantova il baricentro non sarebbe stato quello...);
- ha la sede della Soprintendenza ai beni culturali (Cremona no);
- è riuscita nel tempo a portare a casa sedi di Istituzioni importanti (Ragioneria dello Stato... ad esempio... ma non solo...);
- è capitale del Po e muove una economia che Cremona sogna;
- ha collegamento con Roma col pendolino in 3 ore e 40 (mentre Cremona a piedi fa via Toti-piazza Comune-via Volturno andata e ritorno in 2 ore e 15);
- ha 2 assessori regionali (Cremona 0).
Mi pare ci sia già abbastanza...
Ferruccio
23 marzo 2026 08:42
Da Milano per raggiungere Msntova in treno quattro ore e mezza....quando arrivi è gia ora di tornare e non hai visto niente.
Lia
23 marzo 2026 12:31
Il mondo è andato avanti, Cremona non trova la strada. Siamo la provincia più arretrata d'Italia.
Daniro
23 marzo 2026 13:35
Grande occasione la logistica semplificata? Ma per favore. Forse Mantova, contenta lei, e' collegata con il Canal Bianco all'Adriatico ma la maggior parte del movimento avverra' ancora su gomma. E Cremona? Nel mitico canale CR-MI ci si pesca, la conca per entrare nel Porto e' ancora insufficiente per grossi tonnellaggi nonostante i molti interventi, la navigazione commerciale del Po non esiste, un po quella turistica r neanche tanto. Quindi? La logistica che si prevede a Cremona sara' anch'essa (vedere proposta Katoen) tutta su gomma al piu' con qualche collegamento ferroviario (a binario unico!). Ma di cosa parliamo?