19 settembre 2026

Fondazione Redentore, la festa dopo i grandi lavori. Inaugurata ufficialmente la struttura rinnovata: 30 milioni di euro quasi tutti finanziati dal Superbonus 110

"Oltre i muri, le persone; oltre gli edifici, la cura, l'accoglienza e l'assistenza". Ha usato questa espressione stamattina don Claudi Rasoli, presidente di Fondazione Redentore ETS di Castelverde durante la cerimonia di inaugurazione degli edifici rimessi a nuovo dopo i lavori di ristrutturazione che hanno portato a migliorie in ambito di efficientemente termico e sismico, oltre all'ammodernamento di una vecchia palazzina, un immobile non utilizzato da decenni che necessitava di un radicale risanamento e che ora ospita le nuove ampie cucine – che però verranno ultimate nel 2028 -, la sala polifunzionale, la fisioterapia per interni, gli ambienti della parrucchiera, la farmacia, la sala formazione dei dipendenti e diversi magazzini.

Presenti i dirigenti della struttura, il Vescovo Monsignor Antonio Napolioni e numerosi rappresentanti della curia cremonese, il presidente della Provincia di Cremona Roberto Mariani, il sindaco di Castelverde Graziella Locci, il Presidente A.R.S.A.C. e presidente di Fondazione Sospiro, Giovanni Scotti, i professionisti che hanno curato i progetti  Ing. Guendalina Galli, Gianluca Guarischi, l'architetto Francesco Martinelli, i consiglieri regionali Riccardo Vitari e Matteo Piloni, esponenti della politica locale, delle istituzioni, delle associazioni e della società civile.

"In questi anni, dal 2022, in qualità di direttore generale ho vissuto un'esperienza umana e professionale di grande valore -ha introdotto il D.G. Fabio Bertusi- che ci ha visti fare squadra e superare le criticità di una realtà complessa come quella del sistema socio sanitario residenziale. Ho fatto mia la massima che si deve "fare bene il bene", ossia che non bastano le buone intenzioni, ma serve riuscire a realizzarle nel migliore dei modi". Bertusi ha poi spiegato che la spesa della ristrutturazione ha sfiorato i 30 milioni di euro, dei quali oltre 25milioni di investimenti finanziati dal Superbonus 110 a cui si sommano altri 2 milioni e 300mila euro di opere al di fuori del bonus "Ad oggi Fondazione Redentore, grazie ad un lavoro importante  sul piano amministrativo ed a rendite da investimenti, non ha debiti finanziari. Ma gli investimenti che abbiamo messo in campo, oltre ai muri, hanno riguardato anche le persone ed i professionisti che lavorano ogni giorno, con un nuovo contratto colletivo nazionale e con l'offerta di un ambiente di lavoro rinnovato".

Nello specifico, i lavori realizzati hanno visto interventi importanti di efficientamento energetico e di adeguamento sismico; l'installazione di un imponente impianto fotovoltaico, la sostituzione di tutti i serramenti e i parapetti della RSA; sono stati rinnovati spazi e strutture ed è stata ricostruito totalmente la palazzina in disuso, trasformandola nel cuore pulsante della struttura.

"Oggi, dopo oltre due anni di lavori, inauguriamo una Fondazione profondamente rinnovata: opere importanti, investimenti imponenti. Sono risultati dei quali è giusto andare fieri. Ma i muri, da soli, non raccontano fino in fondo quello che abbiamo compiuto. Abbiamo investito sui muri per prenderci cura delle persone -ha commentato don Claudio Rasoli, presidente della Fondazione- Perché la Fondazione Redentore non è l'insieme dei suoi edifici: è una comunità vivace composta da persone che desiderano vivere in pienezza un pezzo importante della loro esistenza. E se fra qualche lustro qualcuno ci domanderà quale sia stato il risultato più importante di questi due anni di lavoro, mi auguro che la risposta non sia soltanto: abbiamo lasciato edifici più belli, più produttivi e più sicuri. Mi auguro che si possa dire: abbiamo costruito luoghi più degni delle persone, perché abbiamo messo la persona al centro".

La cerimonia di apertura ha alternato momenti istituzionali con gli interventi dei dirigenti, del presidente Mariani, del sindaco Locci e degli ingengneri che hanno seguito i lavori, intervallati da due momenti musicali intensi proposti da Marco Rozzi al flauto, Chiara Madoglio al violino e Clelia Palosti violoncello. E' stato poi presentato il nuovo logo di Fondazione Redentore, introdotto dall'intervento di Nadine Lampugnani.

Successivamente sono state scoperte le targhe dedicate ai benefattori a cui sono stati intitolati i nuovi ambienti: Antonio Sambusseti, a cui è stata dedicata la palazzina rinnovata ed Emma Villa, a cui sono intitolati gli ambienti della fisioterapia per esterni.

Quindi il taglio del nastro all'ingresso principale della RSA e la benedizione del vescovo Napolioni, che ha portato "i complimenti di Dio, qui dove gli uomini si aiutano, dove la comunità si apre e la civiltà dell'amore è in cantiere. Qui dove la cura della persona è attenta fino all'ultimo istante".

Foto Francesco Sessa Ventura

Michela Garatti


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commenti


Adolfo

19 settembre 2026 14:29

Una delle rarissime volte in cui il bonus 110 ha avuto un senso.

daniele

19 settembre 2026 15:17

Peccato che a fronte di finanziamenti così importanti da parte della regione ,gli ospiti in questi anni si sono sempre visti aumentare le rette anche di fronte a patologie come l'Alzheimer o la demenza senile dove per legge avrebbero diritto a cure gratuite inquanto patologie.Forse la regione e lo stato dovrebbero bilanciare gli aiuti pensando anche alle famiglie sottoposte a ingenti spese per il pagamento delle rette che superano i 2000 euro mensili.

Carla

20 settembre 2026 12:35

Dato che così non è, alcuni in difficoltà fanno da sè... ed eliminano il problema alla radice. La cronaca di questa estate è piena di questa roba qua, ma pare che a nessuno interessi. Hai 3.000 euro? Vai a Castelverde. Non li hai? Ti redimi in altro modo. Tutto è denaro, l'unico metro di misura anche per la Chiesa. Purtroppo.