2 aprile 2025

Giornata mondiale dell'autismo: Coldiretti Cremona racconta l'esperienza virtuosa di Cascina San Marco a Tidolo

Crescono le esperienze di inclusione nelle campagne italiane, con le persone con disabilità mentale che sono la categoria più seguita nelle attività delle novemila fattorie agricole sociali, davanti a minori in difficoltà e disabili fisici. Ad affermalo è la Coldiretti in occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza dell'autismo istituita dall'Onu che ricorre il 2 aprile. Dall'inserimento lavorativo ai laboratori per i più piccoli, sono molteplici le esperienze e i progetti attivati nell'ambito del nuovo "welfare contadino" per sostenere le famiglie in difficoltà e le fasce più fragili della popolazione.

Nel corso di un decennio il numero delle fattorie si è moltiplicato per sette, tanto da offrire oggi un valore di servizi sanitari ed educativi che ha superato il miliardo di euro, di cui 600 milioni di euro in prodotti e 400 milioni di euro in servizi sociali svolti dalle imprese agricole secondo le stime della Coldiretti. Nell'ultimo anno oltre 50mila persone hanno usufruito dei servizi nati grazie all'impegno sociale degli agricoltori, migliorando la qualità della propria vita e ricevendo formazione, con una presenza in azienda in molti casi quotidiana. Nelle fattorie trovano accoglienza anche detenuti ed ex detenuti, donne vittime di abusi, anziani, persone con problemi relazionali oppure con dipendenze fino ai disoccupati e agli stranieri.

Particolarmente significativa è l'esperienza di Cascina San Marco, impresa agricola sociale che opera nelle campagne cremonesi, a Tidolo, frazione del comune di Sospiro. Qui, ogni giorno – spiega Coldiretti Cremona – diversi ragazzi con autismo, disabilità intellettiva e fragilità comportamentali, opportunamente affiancati da personale qualificato, sperimentano la dimensione lavorativa partecipando in prima persona a tutte le fasi di produzione, lavorazione e trasformazione di piccoli frutti, dalla coltivazione alla produzione di confetture sino al contatto diretto con il consumatore finale. Ribes, lamponi, more, mirtilli e zucca sono coltivati nel frutteto e trasformati nel laboratorio aziendale in confetture sociali di qualità, dove l'ingrediente segreto è il sorriso, l'impegno e il cuore dei ragazzi disabili. 

Il motto di Cascina San Marco è: #facciamoinclusionecongusto.

Il progetto di inclusione sociale e lavorativa di Cascina San Marco di Tidolo, che è associata alla rete di Campagna Amica, è un ramo d'azienda esternalizzato da Fondazione Sospiro Onlus, realtà multiservizi senza scopo di lucro, che offre servizi socio sanitari e si occupa di disabilità (Dipartimento RSD anche nelle forme più gravi), anziani (Dipartimento RSA), oltre che essere referente unico dell'Istituto Superiore Sanità per lo studio, la ricerca e la cura dell'autismo, anche grazie alla costruzione del Centro Nazionale Autismo (secondo centro iper specialistico al mondo, dopo la prima Clinica di Baltimora negli USA), che verrà inaugurato tra settembre e ottobre 2025. 

Tra le esperienze nazionali virtuose, Coldiretti segnala anche l'azienda agricola Si.Gi. a Macerata, che porta avanti il progetto Tuttincampo assieme a Coldiretti Marche, Università di Macerata e Anffas. Dopo aver insegnato i ragazzi a seminare, a prendersi cura dell'orto e del frutteto di varietà antiche – spiega la Coldiretti –, dalle giuggiole al gelso nero, il nuovo passo è il lancio di un'esperienza di vero turismo sociale in agricoltura. Le tipicità salvate dall'estinzione saranno "digitalizzate" e spiegate ai visitatori tramite qrcode nell'E-Museo dei Frutti Antichi, dove proprio i ragazzi saranno gli attori principali guidando i turisti.

A Serramonacesca, in Abruzzo, l'azienda agricola Colle Rosa alleva alpaca promuovendo esperienze di pet therapy rivolte anche ai soggetti con disturbi dello spettro autistico. Si inizia con la conoscenza degli animali per passare al contatto, alla carezza e alla cura fino ad arrivare alla realizzazione di percorsi pedagogici e didattici. Gli alpaca sono animali particolarmente adatti alle esperienze di pet therapy. 

Nell'Oasi di Vicchio (Firenze) si organizzano laboratori e tantissime attività a contatto con la campagna, dalle escursioni nel bosco alla cura dell'orto mettendo al primo posto le esigenze ed i bisogni dei bambini e delle bambine affetti da disturbo dello spettro autistico – sottolinea la Coldiretti – e da altre fragilità. La loro presenza, nel contesto del gioco e della didattica, è un arricchimento per tutti i bambini che partecipano alle attività. L'Oasi collabora quotidianamente con enti pubblici ed associazioni del territorio affiancando l'attività agricola tradizionale all'organizzazione di campus estivi e ai laboratori didattici fino ai progetti e agli stage per favorire l'inserimento lavorativo attraverso il lavoro "sul campo".

Ma c'è anche l'abruzzese "Rurabilandia", fattoria didattica e sociale che – spiega Coldiretti – lavora con scuole, istituzioni, associazioni e famiglie per costruire, in maniera comunitaria, percorsi didattici, educativi e ludici per bambini e ragazzi, in particolare con disabilità. Nell'attività di ristorazione agrituristica e accoglienza e servizio di sala sono stati coinvolti a vario titolo e con varia frequentazione 20 ragazzi con disabilità fisica e intellettiva anche grave. Analoga esperienza è quella realizzata da "BuoniBuoni – prodotti ad Alto contenuto di Felicità", realtà calabrese che gestisce il ristorante sociale all'interno del mercato coperto di Campagna Amica di Cosenza.

Ad Agriland-il Giardino di Filippo a Viterbo, sta per partire un nuovo progetto destinato a 20 bambini autistici coinvolti in progetti di agricoltura sociale, in collaborazione con Università degli studi Foro italico che prevede l'utilizzo dei cavalli nelle attività. 

Il racconto delle esperienze di inclusione presenti sul territorio nazionale, con le aziende agricole in prima linea, potrebbe continuare. Una rivoluzione resa possibile dal nuovo welfare "verde", regolamentato a livello normativo dallo Stato grazie alla legge 141 del 2015, per affiancare – conclude la Coldiretti – il sistema dei servizi pubblici messo sempre di più sotto pressione. Lo Stato, infatti, non arriva a coprire i costi e a offrire servizi sociali dignitosi per tutti ed è per questo che l'agricoltura, da sempre attenta ai più deboli, con la sua diffusione capillare può supportare il welfare pubblico alleggerendone i costi.


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