27 ottobre 2026

Giovani "veneziane" suonano Vivaldi tra i "Virtuosi di Cremona". Le prove per l'esordio nel concerto per Vialli

C’è un rapporto non scritto. Non testimoniato sulla carta. Solo detto. Appena accennato, ma come ogni fiume carsico nella Storia, profondamente vero. È quello che lega Antonio Vivaldi alla città del Torrazzo. Vuoi per l’uso incredibilmente virtuosistico del violino all’epoca della liuteria d’oro cremonese, vuoi per i perpetui rapporti tra la Serenissima e la città in riva al Po.

Lo ha capito Mauro Benaglia che ha dato vita, da poco, a un nuovo complesso strumentale: ‘I virtuosi di Cremona’. Ensemble che esordirà in città, al Museo del Violino, per il tradizionale concerto in memoria di Gianluca Vialli e che ha scelto, per questo evento, i primi quattro concerti dell’opera Il Cimento dell’armonia e dell’invenzione opera 8 che contiene le cosiddette Quattro Stagioni (RV 269, RV 315, RV 293, RV 297), composte tra il 1718 e il 1723. 

E, come per incanto, le suggestioni della laguna veneta si sono materializzate all’interno del complesso strumentale a partire dagli esecutori. Negli archi, esattamente la metà sono donne che provengono proprio da Venezia e dal conservatorio Benedetto Marcello. Una circostanza incredibile visto anche all’epoca della composizione dell’opera otto, il prete rosso gestiva ‘musicalmente’ le fanciulle della Pietà. 

È il caso di Letizia Manganaro (25 anni), originaria di Orsago, un centro in provincia di Treviso; a pochi chilometri da Conegliano Veneto. Allieva, in laguna, del maestro Federico Parravicini (Capo Dipartimento Archi): ad un passo dal diploma del triennio. Tra una prova e l’altra spiega la sua esperienza tra ‘I virtuosi’. “Direi assolutamente interessante lavorare con questi musicisti Sono veramente felice di essere stata chiamata a suonare Antonio Vivaldi in questa città”. “Cremona, prosegue la giovanissima violinista, la conoscevo da tempo. Ero già stata in passato. La trovo bellissima. Come particolarmente interessante fu la visita al Museo del violino”.

Sempre dalla provincia di Treviso, e in particolare da Cappella Maggiore, arriva Malea Dal Mas, 23 anni appena compiuti. Anche lei studentessa all’istituto musicale veneziano Benedetto Marcello con Federico Parravicini. “Questo concerto è un’ottima occasione per farsi conoscere e imparare. E di questo ne sono molto contenta. In questo complesso ci sono esecutori di grande qualità. Credo che questo sia importante per una crescita a livello personale”, spiega dopo aver provato uno dei bis: il Concerto in re minore per due violini e orchestra BWV 1043 di Johann Sebastian Bach. “Suonare a Cremona, culla di Antonio Stradivari e di Claudio Monteverdi, è un’esperienza che tutti i musicisti e in particolare i violinisti dovrebbero fare nella loro vita e esperienza artistica”. Poi un ricordo personale. “In passato, durante una gita scolastica, avevo sentito un’audizione all’interno del Museo del Violino e ora ci torno per suonare io. E’ una sensazione veramente bellissima”.

Mirella Bonini, pur originaria di Faenza, vive da tempo a Venezia. Ventun anni compiuti da pochissimo, ad un passo, oramai dal diploma in violino, “Essere qui a Cremona, con i’Virtuosi’ è un’esperienza molto promettente. Ci credo molto. Siamo tutti molto giovani. Volenterosi per far bene. Poi suonare nella città della musica è sempre un grandissimo piacere”. “Poter suonare il veneziano Vivaldi a Cremona è una grande emozione, perché questa città è un vero e proprio simbolo”.

Le prove sono finite. Le giovani veneziane riprendono la strada per la laguna. Appuntamento tra un mese, sotto il Torrazzo, con Vivaldi sempre nel cuore. 

 

rf


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27 ottobre 2026 11:06

Virtuosi "cremonesi "