Guardate in cielo: nel week end la spettacolare Luna del Cacciatore e un gioco di geometria celeste
Questo fine settimana che ci porta al cambio di orario porta con sè anche un nuovo spettacolo celeste, da ammirare in tutto il cremonese, preferibilmente scegliendo luoghi, come le terre del Po, caratterizzati da silenzio e da un minor impatto luminoso artificiale. Basterà quindi alzare gli occhi al cielo e, nuvole permettendo, osservare la spettacolare Luna del Cacciatore. Il momento esatto del plenilunio sarà alle 5.11 di lunedì 26 ottobre, ma non servirà fare levatacce perchè la Luna del apparirà piena ai vostri occhi da sabato 25 a martedì 27. La differenza di illuminazione in queste notti è minima, praticamente impossibile da notare senza strumenti professionali.
Quest’anno il plenilunio regala anche un piccolo gioco di geometria celeste. Nelle notti del 25 e 26 ottobre il disco lunare formerà un triangolo quasi equilatero con Saturno e la stella Algenib. A occhio nudo vedrete la Luna piena e, più in alto nel cielo, un punto giallastro meno brillante: è Saturno. Dall’altro lato, una stellina bianco-azzurra è Algenib, uno degli angoli del grande quadrato di Pegaso. L’ affascinante evento prende il nome dal periodo dell’anno in cui i cacciatori sfruttavano la brillante luce notturna successiva al raccolto per scovare le prede, e rappresenta la seconda Luna Piena della stagione autunnale nell’emisfero settentrionale. Come avviene per ogni ciclo lunare, il momento esatto della massima illuminazione non coincide necessariamente con l’istante migliore per l’osservazione. Lo spettacolo più suggestivo si materializza infatti durante il sorgere del nostro satellite, quando il disco appare grande e basso sull’orizzonte orientale alle prime luci del crepuscolo. Il momento migliore per osservare la Luna Piena è al suo sorgere la sera di lunedì 26 ottobre 2026, ma il nostro satellite naturale sembrerà completamente illuminato anche la notte precedente e quella successiva al picco. L’evento di questo mese di ottobre rappresenta l’undicesima delle 13 fasi di Luna Piena del 2026. Quest’anno solare vanta infatti un plenilunio extra, poiché l’anno lunare è più corto di circa 11 giorni rispetto all’anno solare standard, permettendo un ulteriore appuntamento. Questo fenomeno autunnale apre la strada alla parte finale dell’anno. A seguire nel 2026 ci saranno infatti ben 2 superlune, il 24 novembre e il 24 dicembre. Questi 2 ultimi eventi invernali segneranno i momenti in cui il nostro satellite si troverà nel punto di massima vicinanza alla Terra, regalandoci le visioni più brillanti dell’intero anno. Per quanto riguarda la denominazione della luna che si prepara ad illuminare queste serate di fine ottobre, ecco che come sempre il nome fa riferimento alle tradizioni dei nativi americani, in particolare agli Algonchini, che battezzavano le Lune piene in base ai ritmi della natura. A fine ottobre i campi risultavano ormai mietuti, l’erba bassa, la selvaggina più visibile. La luce intensa del plenilunio permetteva di cacciare di notte e accumulare scorte di carne in vista dell’inverno. Tradizioni simili esistevano anche nell’Europa rurale e nel mondo anglosassone, dove le Lune piene di ottobre sono associate al lavoro nei campi e ai cambi di stagione. In alcune culture questo plenilunio è chiamato anche “Luna delle foglie che cadono” o “Luna del gelo”, tutti nomi che raccontano la stessa storia: l’autunno è entrato nel vivo e la natura si prepara al riposo. Per il popolo Cree è la Luna migratoria, in onore degli uccelli in viaggio verso Sud, mentre per gli Ojibwe e gli Haida è la Luna di ghiaccio. In Europa viene anche chiamata Luna della caduta dei semi, e per i devoti indù coincide con la Kojagiri Purnima, una notte di veglia e digiuno per onorare la dea Lakshmi. Al momento del sorgere, potremmo notare una suggestiva colorazione giallo-arancio a causa della dispersione atmosferica, accompagnata dalla famosa “illusione lunare“, un inganno del nostro cervello che fa apparire il disco molto più grande quando si trova vicino all’orizzonte.
Eremita del Po
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