Il 10 e l'11 ottobre, a Castelvetro alla Villa Belli Pedroni in mostra la straordinaria collezione di porcellane Angelica Kauffmann della collezione Terenzio Guarneri
Quelle del Grande fiume, sull’una e sull’altra riva, sono anche terre di tesori nascosti, di perle nate dalla passione e dal cuore della gente, spesso celate e custodite, con autentica passione, tra le mura domestiche o in luoghi sconosciuti ai più. Una di queste è la straordinaria collezione di porcellane Angelica Kauffmann, tutte di epoca ottocentesca e novecentesca, che compongono la collezione privata di Terenzio Guarneri di Motta Baluffi. Sabato e domenica, 10 e 11 ottobre, questi tesoro oltrepasseranno il Grande fiume e approderanno in terra emiliana, a Castelvetro Piacentino, e saranno esposte in una importante e bella mostra aperta a tutti. L’occasione è quella delle Giornata Fai d’Autunno in occasione delle quali i volontari Fai di Monticelli d’Ongina guideranno i visitatori sia nella chiesa di Croce Santo Spirito che nella meravigliosa Villa Belli Pedroni. Nella chiesa, la seconda domenica di ottobre del 1837, il maestro Giuseppe Verdi, come si ricorda anche in una targa posta all’ingresso del sacro edificio, diresse la “Messa in Gloria” per coro e orchestra in occasione della sagra locale. Le visite si terranno sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 e, poi, domenica dalle 11,30 alle 13 e dalle 15 alle 18. Villa Belli Pedroni, posta in via Bernini, sarà invece aperta sia sabato che domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Un luogo, questo, che si lega alla figura di Giuseppe Garibaldi e al suo passaggio nel piacentino. Proprio all’interno della villa sarà allestita la mostra, del tutto inedita, di porcellane Angelica Kauffmann della collezione privata di Terenzio Guarneri che, a Motta Baluffi, le custodisce da una vita. Ha iniziato a collezionarle quando aveva appena 10 anni innamorandosi letteralmente di quei tesori durante le sue frequenti visite ad una vicina di casa, Viola Maghenzani di Fontanelle di Roccabianca (all’epoca Guarneri abitava lì). La signora Maghenzani si era resa conto immediatamente del grande amore che il piccolo Terenzio aveva per quelle porcellane che in origine erano della suocera e, poco alla volta, gliele aveva regalate in pieno accordo col marito Annibale. Da lì, praticamente per caso, tutto è partito e col tempo si è fatto largo perchè lui, Terenzio Guarneri, da sempre amante del bello e del fine, in quelle perle ha letteralmente messo il cuore e, ovviamente, la testa. Un percorso nel segno della cultura e dell’arte lungo il quale ha incontrato Gaudenzio Rossi col quale ha stretto una grande amicizia ed è stato un punto di riferimento fondamentale per portare avanti la collezione e per poter incontrare Lucio e Renata Raffaldini di Belforte che hanno fornito a Guarneri i pezzi migliori. Purtroppo, tra l’altro, Lucio Raffaldini, stimatissimo professore di francese, è scomparso nella sua Belforte (Mantova) proprio pochi giorni fa e quindi anche questo sarà un modo per ricordarlo e rendergli omaggio. “Grazie a Renata e Lucio – dice Terenzio Guarneri – questa collezione nata per caso si è arricchita di cose bellissime che provengono da Austria, Germania ed altri Paesi europei e ripercorrono un po’ la storia di Angelica Kauffmann, importante pittrice ritrattista elvetica della metà del Settecento”. In queste porcellane vengono di fatto riproposti i colori, molto particolari, che l’artista era solita usare. Grazie alla disponibilità dei proprietari e dei locatari, saranno aperte al pubblico le stanze del piano terra della villa, ricche di storia e curiosi aneddoti che si legano alla figura di Garibaldi e al suo breve passaggio nel piacentino e quindi alla storia d'Italia di metà Ottocento. Le sale, normalmente non accessibili, se non in occasioni di alcuni eventi privati, affacciano sull’elegante corridoio affrescato con motivi naturalistici e antiche rovine. La visita a questa dimora privata Ottocentesca, prevederà inoltre il racconto degli esterni, della facciata, delle parti architettoniche e un approfondimento botanico delle principali essenze presenti nel giardino. Una novità esclusiva che arricchirà ancora di più la visita: sarà proprio l'allestimento dell’esposizione inedita di porcellane Angelica Kauffmann di fine ‘800 inizio ‘900, coerenti con lo stile decorativo della villa, provenienti dalla collezione privata di Terenzio Guarneri.La costruzione di questa elegante residenza tardo neoclassica si fa risalire alla seconda metà dell'Ottocento, per volere del notaio e cavalier Alessandro Belli e della moglie Clementina Croci. La villa è anche legata alle vicende di alcuni personaggi che hanno contribuito a fare la storia politica e sociale di Castelvetro e dell'intero territorio, come appunto il notaio Belli, ex garibaldino, e la venerabile Serva di Dio Pierina Belli, pioniera dell'apostolato laico cattolico, per la quale è oggi in corso il processo di beatificazione iniziato nel 2007. Esistono inoltre curiosi aneddoti che si legano alla figura di Giuseppe Garibaldi e al suo breve passaggio nel piacentino e quindi alla storia d'Italia di metà Ottocento. La villa sorge ai margini dell'abitato, in località Croce Santo Spirito, ed è circondata da un vasto giardino, percorso da viottoli inghiaiati e arricchito dalla presenza di numerosi alberi ad alto fusto e arbusti da fiore. La tipologia è quella ottocentesca consueta sul territorio piacentino. L'edificio è quindi d'impronta neoclassica, caratterizzato da un'estrema semplicità dei volumi e dei prospetti. Internamente i due piani principali hanno uno sviluppo simile: un grande ambiente centrale di raccordo consente l'accesso ai quattro ambienti circostanti. All'androne passante del piano terreno, sul quale affacciano quattro ambienti, corrisponde il salone al piano nobile, che prospetta sul piccolo balcone aperto sull'ingresso principale. All'interno, notevoli sono il lungo corridoio interamente affrescato a motivo di limpide marine e rovine di architetture classiche, lo scalone, anch'esso affrescato e tre eleganti ambienti che conservano in parte ancora arredi di gusto, dell'epoca della casa. Una occasione dunque straordinaria, quella di sabato e domenica, per ammirare queste preziose opere, custodite in terra di Po e per conoscere di più, e meglio, la nostra storia, dell’una e dell’altra riva.
Eremita del Po
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commenti
Clara Rossini
7 ottobre 2026 11:28
Dispiaciuta di non poter visitare tale ricca Magiione . Il passato affascina , le testimonianze ,se portate da chi le ha sapute custodire con amore e passione , coinvolgono e rapiscono sino a sentirti proiettati nell” epoca precedente a dove si vive ora , donano emozioni . Chapeau alle porcellane di Terenzio Guarnieri da sempre squisito conoscitore del Bello . Complimenti ‼️Grazie di cuore