Il 13 maggio la memoria liturgica della Beata Vergine di Fatima, così la venerazione nelle nostre terre in provincia e lungo il Po
Il 13 maggio la Chiesa celebra la memoria liturgica della Beata Vergine di Fatima. Nello specifico questa data commemora la prima delle sei apparizioni della Madonna ai tre pastorelli (Lucia, Francesco e Giacinta) avvenuta il 13 maggio 1917 a Cova da Iria, in Portogallo. Una ricorrenza che, nel solco della storia, della fede e della tradizione, ancora una volta lega le terre del Po, senza distinzione di riva destra o riva sinistra e conferma quella profonda, genuina e vera fede mariana che si può toccare e respirare lungo il Grande fiume, spingendosi fino in riva all’Adda. Da Cremona e Brancere per proseguire con San Daniele Po, Pizzighettone (sulle rive dell’Adda) Zibello e Vidalenzo, sono diversi i luoghi legati e dedicati alla Beata Vergine di Fatima e non mancano gli appuntamenti in programma il 13 maggio. In città, a Cremona, da ricordare in particolare la presenza della Cappella della Madonna di Fatima nella parrocchia di Cristo Re mentre un’altra cappella si trova a Pizzighettone, nelle terre dell’Adda. Spostandosi invece in riva al Po, ecco che nel santuario della Madonna del Po, mercoledì , 13 maggio, si terrà la recita del Rosario alle 17.30 seguita dalla messa,alle 18. San Daniele Po, Vidalenzo e Zibello, tra l’una e l’altra riva del fiume, sembrano invece essere unite da un legame che affonda le proprie radici non solo nella fede della gente del Po ma anche nella storia e nel mistero con interrogativi affascinanti e suggestivi, Interrogativi ai quali, ovviamente, non è possibile dare una risposta capace, per così dire, di sgomberare il campo. Del resto non è nemmeno compito di una testata giornalistica, né men che meno di chi scrive queste righe, dare risposte che competono ad altri, più esperti e competenti di noi. Ancora una volta ci si limita alla storia, che è sia quella scritta nei libri o lasciata negli archivi da chi ci ha preceduti, che quella raccontata dagli anziani di oggi, tramandata nelle parole, ma meritevole di essere trascritta, lasciata, memorizzata e fissata, anche attraverso i mezzi moderni di oggi. Andando per ordine, ecco che nella piccola comunità emiliana di Zibello è viva e radicata, da tempo, la devozione nei confronti della Madonna di Fatima. Una venerazione che si è particolarmente rafforzata in seguito ad un evento prodigioso, ancora oggi ben ricordato in paese, verificatosi durante la seconda guerra mondiale. Verso la fine del conflitto, infatti, un ordigno venne sganciato sulla piazza principale, dedicata a Giuseppe Garibaldi. Tuttavia la bomba rimase clamorosamente inesplosa e, di fatto, numerose vite umane furono salve. E’ facile infatti intuire che cosa sarebbe potuto accadere in caso di deflagrazione della bomba. Subito ci fu chi gridò al miracolo attribuendo l’evento prodigioso all’intercessione della Beata Vergine di Fatima.. Dopo quel fatto il parroco di allora, don Celso Ghiozzi, fece realizzare, all’interno della chiesa parrocchiale, proprio di fianco all’altare maggiore, una cappella dedicata alla Madonna di Fatima e fece arrivare un simulacro della Vergine direttamente dal Portogallo. Da allora, ogni anno, il 13 maggio i fedeli di Zibello rinnovano la loro devozione con funzioni serali che trovano il loro apice nella processione lungo le vie del paese, ovviamente con la venerata statua. Processione che sarà rinnovata anche quest’anno, alle 20.30, e sarà guidata dal nuovo parroco don Pierluigi Callegari. Da evidenziare un fatto particolare, forse poco considerato, che diverse persone del luogo, tuttavia, se interpellate, fanno notare. E’ provato infatti che, da sempre, il 13 maggio, anche quando questo giorno cade in giornate piovose, sotto sera torna puntualmente il bel tempo, le piogge cessano, e la processione può svolgersi. Questo accade puntualmente da sempre, vale a dire da più di 80 anni. Si tratta di un particolare tanto affascinante quanto misterioso, che va a rendere ancora più interessante una vicenda, quello del presunto miracolo mariano, sicuramente significativa.
Ma gli aspetti misteriosi legati alla Madonna di Fatima e alla comunità di Zibello non si esauriscono qui. Da alcune ricerche, condotte alcuni anni fa grazie alla preziosa e fondamentale collaborazione dell’indimenticato Aldino Ponzoni, storico di San Daniele Po, è infatti emerso che anche la dirimpettaia comunità cremonese, quella appunto, di San Daniele Po, nello stesso periodo bellico, fu risparmiata da un bombardamento nemico. Nel 1944 il paese (che comunque dovette piangere ben 15 vittime civili della guerra tra cui quattro donne) subì un bombardamento e le bombe, di grossa potenzialità, mancarono il bersaglio per alcune centinaia di metri. Anziché in paese esplosero in un campo che, ironia della sorte, era chiamato ‘Paradiso’, aprendo solo delle voragini”..Ecco quindi un nuovo, e poco conosciuto (dai più) interrogativo: le rive del Grande fiume vennero risparmiate dai bombardamenti grazie ad una intercessione divina? Impossibile, chiaramente, anche in questo caso dare una risposta e diventa inevitabile sospendere il giudizio attorno, comunque, ad una pagina di storia in cui fascino e mistero, devozione e tradizione, si mescolano in modo particolare. Tra l’altro va ricordato che, ad inizio pandemia, dopo che a Zibello ci furono diversi decessi causati dal Covid, il giorno di Pasqua del 2020 l’allora parroco don Gianni Regolani mise una mascherina ai piedi della statua della Madonna di Fatima chiedendo che la sua comunità venisse risparmiata dal flagello pandemico e, per parecchi mesi, non ci furono più morti. Tra l’altro nei due anni, 2020 e 2021, in cui vennero vietate le processioni pubbliche, don Regolani portò in solitaria, con l’aiuto di pochi volontari autorizzati, il simulacro della Vergine ad attraversare le vie del paese, benedicendole. Ma non è finita, perché anche nella vicina Vidalenzo, comunità oggi guidata dai monaci benedettini Custodi del Divino Amore, dopo il secondo conflitto bellico, nella chiesa parrocchiale, fu realizzato un altare dedicato alla Madonna di Fatima come segno di gratitudine per avere risparmiato il paese dalla tragedia del conflitto. Pezzi a pagine di storia, in cui fede e mistero intersecano, rendendo ancora una volta affascinanti e speciali le vicende, talvolta poco conosciute, delle terre del Po. Chissà che, un giorno, le comunità rivierasche dell’una e dell’altra riva, non possano ritrovarsi per chiedere insieme, a Maria, la grazia della pace nel mondo che si fa sempre più urgente.
Eremita del Po
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