Teodora Imperatrice a Sant'Agostino, spettacolo intrigante ma un'orchestra barocca non fa Monteverdi
La ‘Diva’ che ha cantato in questa nuova serata operistica del Monteverdi Festival è stata quella di Teodora, antica imperatrice a cui ha dato voce reale Roberta Mameli (non solo soprano ma anche attrice e danzatrice). Opera contemporanea in forma di mosaico con musica di Mauro Montalbetti su libretto di Barbara Roganti che ha curato anche la regia ( nuova commissione, produzione e allestimento del Monteverdi Festival Fondazione Teatro Ponchielli di Cremona).
Di Teodora i più ne ricordano solo l’enigmatico viso ritratto nei mosaici di San Vitale a Ravenna. Sguardo fisso. Impenetrabile. Privo di profonda espressività, eppure attraente. A tratti inquietante. Questo magnetismo ha spinto Mauro Montalbetti e tutto il Monteverdi Festival a dedicare un’opera alla moglie dell’imperatore Giustiniano.
Ma non solo. La vita di Teodora è stata, e lo è ancora, un profondo enigma. Contemporaneamente donna di potere, accanto al marito imperatore. Santa per la chiesa ortodossa e le chiese ortodosse orientali, dopo una conversione lampo. Donna del circo e di liberi costumi per altre fonti storiche. Vita sufficientemente tempestosa per costruire una storia fatta di parole. Musica. E Gesto artistico. A imitazione delle tante ‘dive’ di questo Festival: Didone, Poppea e Teti.
Nella chiesa di Sant’Agostino è andata così in scena una meta ricostruzione della sua vicenda umana con l’accompagnamento musicale di Cremona Antiqua guidata da Antonio Greco.
Il testo di Barbara Roganti: è risultato un largo collage di episodi di vita creati con forme imitanti quelle barocche. Cosparse di momenti lirici come dí momenti drammatici.
Protagonista assoluta, ovviamente, Roberta Mameli. Brava nelle sue parti solistiche. Voce potente ma capace di entrare nelle sfumature musicali anche in splendidi ‘pianissimo’.
La scrittura di Montalbetti è apparsa un insieme di generi piegati alla narrazione poetica. Dalle citazioni del canto fermo liturgico a brani più complessi con l’utilizzo di strumenti. Fino a giungere agli stilemi tipici del linguaggio musicale e compositivo contemporaneo.
Cremona Antiqua guidata da Antonio Greco è apparsa come sempre orchestra solida. Compatta. Capace però di ospitare dentro sé singoli virtuosismi. Impeccabile, come sempre, Antonio Greco .
Con questa Teodora Imperatrice il Monteverdi Festival ha voluto sconfinare nel contemporaneo. Operazione da valutare nel tempo. Di certo la rivisitazione in chiave moderna di un dramma antico è sempre opera da guardare con attenzione. Frutto di una lettura di stilemi del passato con ben diverse sensibilità, rispetto, ad esempio, alla poetica che ha guidato il teatro barocco; protagonista delle precedenti edizioni del Monteverdi Festival. Poi è pur vero che un’orchestra barocca, da sola, non fa Monteverdi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commenti