7 settembre 2026

Il ministro Foti inaugura sabato il palazzo Menta di Polesine Parmense, dove Giovannino Guareschi trovava l'ispirazione. Il progetto è cremonese

Sarà il ministro per gli affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione Tommaso Foti ad inaugurare, sabato 12 settembre, alle 15, il palazzo Menta di Polesine Parmense, lo storico albergo di origine settecentesca nel quale lo scrittore Giovannino Guareschi, il “padre” di Don Camillo e Peppone, si sedeva per prendere il caffè e trovare ispirazione. Il recupero di questo luogo ricco di memorie e di storia  “parla” cremonese. Infatti sia la progettazione che la direzione dei lavori sono stati curati da StudioRinnova di San Giovanni in Croce ed ora l’antico palazzo, grazie ai fondi del Pnrr, è rinato e divenuto “Il borgo dei mestieri e dei sapori” grazie ad una lungimirante ed avveniristica idea del sindaco Massimo Spigaroli.  Un importante intervento, finanziato appunto dal Pnrr per la linea Attrattività dei Borghi destinata alla  rigenerazione culturale, sociale ed economica dei piccoli centri italiani, grazie al quale il Comune di Polesine Zibello (primo classificato in regione e decimo in Italia) ha ottenuto 1milione e 600mila euro., di cui 900mila destinati alla “rinascita” dello storico edificio. Nella terra del Culatello, lo StudioRinnova ha curato anche la realizzazione del nuovo nido comunale di Polesine, l’eliminazione delle barriere architettoniche dell’ottocentesco Teatro Pallavicino di Zibello (“custode” di uno storico pianoforte Anelli di Cremona) e, appunto, la sistemazione e riconversione di palazzo Menta. Le “firme” sono quelle dell’architetto Damiano Chiarini di Fossacaprara e degli ingegneri cremonesi Nicholas Corbari e Igor Ilardi mentre il coordinatore di tutto il progetto è il sociologo Mauro Ferrari di Piadena, esperto in ecologia delle migrazioni e in botanica sociale, docente di progettazione sociale presso la Scuola Professionale Universitaria della Svizzera Italiana, che da anni svolge attività di formazione, ricerca e consulenza sui temi delle politiche sociali, dell’immigrazione, delle organizzazioni, del welfare di comunità per soggetti no profit ed enti pubblici. L’immobile ospiterà spazi per la cultura e la valorizzazione delle eccellenze gastronomiche e artigianali locali. Ci saranno attività di panificazione, grazie anche alla rimessa in funzione dello storico forno per il quale la Fondazione Chiesi ha destinato un importante contributo; laboratori di trasformazione di piante officiali e produzione di trasformati ortofrutticoli (grazie all’impegno dell’azienda agraria sperimentale Stuard), ma anche spazi per la falegnameria e l’ebanisteria, la ciclofficina e aule didattiche. Un luogo per tutti e “un punto d’arrivo incredibile , fino a pochi anni fa impensabile” ha detto con soddisfazione il sindaco Spigaroli, che si inserisce in un più ampio contesto che ha portato anche alla sistemazione dell’ex convento dei Padri domenicani, del teatro Frondoni, alla creazione del mercato contadino, all’abbattimento delle barriere architettoniche del teatro Pallavicino e alla sistemazione di piazza Balestrieri. “Un progetto di futuro per il nostro territorio” lo ha definito Spigaroli, che ha portato alla recente nascita della cooperativa di comunità sociale “Gli argini custodi”, oggi composta da una quarantina di soci, con un consiglio d’amministrazione di sette persone guidato dalla presidente Marinella Frati e dalle vicepresidenti Michela Rubini e Francesca Scazzina. Una realtà sempre aperta a tutti, come spiegato dalla presidente Frati che vuole essere protagonista del presente e del domani di un paese che sta rinascendo, anche grazie ai progetti dello StudioRinnova di San Giovanni in Croce. 

Eremita del Po

 

 


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