Il Papa ai ragazzi cremonesi: «Testimoniate con l’entusiasmo e la generosità proprie della vostra giovane età la fedeltà al Vangelo»
«Carissimi, sappiate testimoniare con l’entusiasmo e la generosità proprie della vostra giovane età la fedeltà al Vangelo seguendo sempre Cristo, Via, Verità e Vita». Con queste parole Papa Leone ha salutato i circa 400 ragazzi della Mistagogia della Diocesi di Cremona che nella mattinata di mercoledì 8 aprile hanno partecipato all’Udienza generale del mercoledì in Piazza San Pietro al termine del pellegrinaggio diocesano promosso dalla Federazione Oratori Cremonesi.
I ragazzi, accompagnati dai loro sacerdoti ed educatori, hanno occupato un intero settore nelle prime file del braccio di Carlo Magno, a ridosso del sagrato. Una posizione privilegiata che ha permesso loro di incrociare lo sguardo del Pontefice durante il tradizionale giro in papamobile. È stato proprio in quel momento che l’entusiasmo è diventato un gesto di audacia e affetto: i ragazzi sono riusciti a porgere al Papa la bandana arancione simbolo della loro esperienza romana. Leone XIV non solo l’ha raccolta, ma l’ha sventolata sorridente verso la folla, un’immagine destinata a rimanere scolpita nella memoria dei partecipanti.
Poco distante, sul sagrato (nella zona del “sagrato alto” riservata ai saluti istituzionali), il gruppo dei collaboratori della FOCR, insieme a don Francesco Fontana e ai diaconi del Seminario, hanno potuto scambiare qualche parola con il Santo Padre. È stato un momento di straordinaria semplicità e vicinanza. A Papa Leone, che ha chiesto incuriosito il numero dei ragazzi, hanno avuto modo di spiegare il significato di quelle felpe gialle: il colore del servizio e del coordinamento di una macchina organizzativa che ha portato a Roma un pezzo importante della Chiesa cremonese.
Hanno raccontato al Pontefice la sfida di accompagnare questi 400 ragazzi nel tempo della Mistagogia, spiegando che quel gruppo festante tra le transenne era lì per confermare un cammino di fede iniziato nelle proprie parrocchie.
Pochi istanti ma nei quali c’è stata anche la gioia di veder “firmare” idealmente questo legame: il Papa ha mostrato grande disponibilità nel siglare i simboli del pellegrinaggio, rendendo quegli oggetti – la bandana e il libretto delle preghiere – ricordi indelebili e tangibili di un incontro che segna un prima e un dopo.
Nella sua catechesi, il Papa ha proseguito la riflessione sulla Lumen Gentium, parlando della santità come vocazione universale. Ha spiegato ai ragazzi che essere santi non è un privilegio per pochi “eroi”, ma il DNA di ogni cristiano, una chiamata che si realizza nella carità quotidiana. Significativo anche il passaggio sulla libertà: il Papa ha chiarito che i consigli evangelici non sono “catene”, ma doni dello Spirito che liberano dal calcolo e dal tornaconto personale.
L’Udienza ha avuto anche un forte respiro mondiale quando Leone XIV ha commentato con soddisfazione la tregua tra Usa e Iran annunciata nella notte. Definendola un «segno di speranza», ha invitato tutta la Chiesa a unirsi alla veglia per la pace di sabato 11 aprile, un appello che la Diocesi di Cremona ha già fatto proprio, confermando un momento di preghiera in Cattedrale alle ore 21 dello stesso sabato, oltre a un momento di preghiera mariano al Santuario di Caravaggio.
Al termine dell’Udienza, la delegazione si è spostata all’interno della Basilica di San Pietro. Qui ogni gruppo parrocchiale, sostando davanti all’Altare della Cattedra o presso le tombe degli Apostoli, ha vissuto il momento intimo e solenne della professione di fede “Questa è la mia fede”, scenario di una scelta consapevole per ogni ragazzo.
Prima di riprendere la strada verso casa, don Francesco Fontana, incaricato diocesano per la Pastorale giovanile, ha tracciato il senso profondo di questi tre giorni:
«In questi giorni ci siamo messi in cammino, in movimento, come i discepoli. Roma per noi è stata una meta preziosa, ma da questo momento diventa soprattutto una partenza missionaria. Ripartiamo portando con noi l’invito di Papa Leone XIV a essere testimoni nel mondo con l’entusiasmo tipico della nostra età. È proprio questo il segreto per restare “incamminati” anche una volta tornati a casa: non chiudere questa esperienza in un cassetto, ma trasformarla in una missione quotidiana».
Con questa consapevolezza i 400 preadolescenti hanno ripreso la strada di casa. Se il viaggio fisico volge al termine, la vera missione, quella di abitare il quotidiano con uno sguardo nuovo e il cuore acceso, è appena cominciata.(www.diocesidicremona.it)
Il Papa riceve ed agita la bandana simbolo del pellegrinaggio dei ragazzi della diocesi di Cremona
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