8 aprile 2026

Sanità pubblica, anche la CGIL Cremona sarà in piazza a Milano l'11 aprile. "la salute è un diritto di tutti, non un lusso"

"La salute non può essere un lusso e il potersi curare, bene e per tempo, non può trasformarsi in una corsa a ostacoli sempre più costosa". Per questo la CGIL di Cremona aderisce con convinzione alla grande manifestazione regionale che si terrà a Milano sabato 11 aprile, con appuntamento alle ore 15.00 sotto Palazzo Regione Lombardia, in via Galvani 27.

"Scendiamo ancora una volta in piazza perché in Lombardia il diritto alla cura è sotto attacco. Le liste d'attesa infinite sono diventate un ricatto inaccettabile: chi ha i soldi paga e si cura subito, chi non li ha è costretto ad aspettare mesi o, peggio, a rinunciare alla prevenzione. Questo modello tradisce lo spirito del Servizio Sanitario Nazionale nato nel 1978.

Le richieste che, insieme a tutto il personale sanitario, rivolgiamo a Regione Lombardia sono chiare: stop alla privatizzazione selvaggia; serve un riequilibrio che rimetta al centro le strutture pubbliche e fermi l'esternalizzazione dei servizi. Occorre inoltre abbattere le liste d'attesa, attraverso un piano straordinario e un Centro Unico di Prenotazione che funzioni davvero.

Servono investimenti sul personale: basta blocchi alle assunzioni e tetti di spesa. Bisogna garantire condizioni dignitose a chi lavora in corsia. Allo stesso tempo, vanno rafforzate la medicina del territorio, l'assistenza domiciliare, la salute mentale, i consultori e la medicina di famiglia, come previsto dal PNRR.

Chiediamo infine trasparenza e dignità: basta nomine politiche nella sanità e regole giuste per le RSA, che tutelino le famiglie e le persone più fragili, a partire dai malati di Alzheimer. La sanità lombarda deve tornare a mettere al centro le persone, non i profitti".


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commenti


biagio

8 aprile 2026 14:59

La manifestazione dell’11 aprile richiamata dalla CGIL mette in luce problemi che ormai nessuno può ignorare. Anche da semplice cittadino, senza appartenere a nessun sindacato, è impossibile non vedere che in Lombardia il diritto alla cura sta diventando sempre più fragile: liste d’attesa interminabili, pronto soccorso in sofferenza, difficoltà crescenti nell’accedere a visite e prevenzione. La nota della CGIL descrive una realtà che molti vivono sulla propria pelle.

È altrettanto evidente che i fondi destinati alla sanità pubblica non bastano e che una parte crescente della domanda di salute viene spinta verso il privato. Questo non è un destino inevitabile, ma il risultato di scelte politiche che possono essere corrette. La salute è un diritto costituzionale, non un servizio da rincorrere o da acquistare quando il pubblico non riesce più a garantire tempi e qualità.

Per cambiare davvero registro – e non potendo sottrarre alla Regione la responsabilità della sanità, che resta pubblica per definizione – occorre far funzionare ciò che già esiste, con strumenti concreti e verificabili. Significa introdurre:

meccanismi di valutazione pubblica delle performance sanitarie, chiari e accessibili

bilanci trasparenti e leggibili dai cittadini, per capire come vengono utilizzate le risorse

tavoli permanenti con sindacati, professionisti e associazioni, non consultazioni occasionali

poteri di verifica e segnalazione più forti per chi rappresenta lavoratori e utenti

una governance basata sulle competenze, non sulle nomine politiche

Sono richieste di buon senso, che non attaccano le persone ma chiedono responsabilità nelle scelte. Perché non serve togliere la sanità alla politica: serve togliere la sanità alla cattiva politica, quella che non ascolta, non misura, non corregge. E questo è possibile solo con trasparenza, partecipazione e controllo pubblico.

La manifestazione dell’11 aprile, anche per chi non appartiene alla CGIL, è un’occasione per ricordare che la sanità lombarda deve tornare a mettere al centro le persone, non i profitti; i diritti, non le differenze di reddito; la cura, non l’attesa. Un saluto da biagio