Montato il mastodontico ponteggio in Cattedrale per lo studio e il restauro del magnifico rosone del Porrata
Si sta terminando l'allestimento del mastodondico ponteggio in Cattedrale che consentirà una prima ricognizione sul grandioso rosone i cui vetri sono stati danneggiati dalla grandinata dello scorso 28 agosto e successivamente il suo restauro. Un ponteggio che occupa tutta la controfacciata fino al soffitto e una parte della navata centrale. La Cattedrale resta aperta e tutte le celebrazioni si terranno regolarmente. Il ponteggio è stato realizzato con tutte le moderne tecnologie in quanto non era possibile utilizzare una normale impalcatura con ancoraggi, visti i preziosi affreschi cinquecenteschi presenti sulle pareti. I tecnici incaricati hanno studiato la messa in posa di un ponteggio che si autososterrà e per questo, per bilanciare l’altezza, hanno dovuto occupare anche una parte della navata centrale. Dopo le ricognizioni tecniche e scientifiche inizieranno le complesse operazioni di restauro dei vetri del rosone, suddiviso in 20 petali, ciascuno composto da più lastre antiche e con una delicata incastonatura con finiture metalliche. Il magnifico rosone del Duomo ha compiuto 750 anni nel settembre di due anni fa. E' un'opera che riempie gli occhi di quanti in piazza ammirano la facciata della Cattedrale, senza dubbio il punto centrale della grande bellezza di Cremona.
La facciata della Cattedrale che oggi vediamo è frutto di continui interventi. Primo fra tutti è il rivestimento della parete laterizia con blocchi di marmo a metà del XIII secolo, seguito dall'apertura del grande rosone in marmo policromo scolpito da Giacomo Porrata nel 1274. Infatti sulla sommità dall'arco a tutto sesto del portone centrale, contornato dai quattro profeti Wiligelmici con cartigli, si trova una piccola lapide che ricorda la realizzazione del rosone per mano del maestro comacino Giacomo Porrata: “nell'anno 1274, il maestro Giacomo Porrata comacino ha creato questo rosone”. I274-2024, esattamente 750 anni fa. "Giacomo Porrata da Como nel 1274 incorniciò il grande rosone della facciata chiudendone la facciata con 26 con ventisei colonnine allacciate con un intreccio d'archetti. L'epigrafe della costruzione del rosone, infelicemente, fu portata sull'architrave dell'ingresso principale. Il rosone di Cremona servì da modello al rosone di San Giusto a Trieste (primo decennio del XIV secolo) voluto da un vescovo di origine cremonese e realizzato da maestranze di Soncino", si legge sulla preziosa guida "Il Duomo di Cremona" realizzata da Felice Zanoni e Franco Tantardini. "Lo vediamo solo guardando all’insù, verso la facciata principale della Cattedrale, ma per poter comprendere la grande bellezza del rosone centrale realizzato nel 1274 dal comasco Giacomo Porrata, bisognerebbe osservarlo da vicino. Il rosone è una ruota a raggi che simboleggia, secondo la tradizione cristiana, il dominio di Cristo sulla Terra. Spesso al centro del rosone delle chiese medievali (romaniche e gotiche) si trova la figura di Cristo la quale sta ad indicare il suo ruolo determinante al centro del progetto escatologico divino. Il rosone indicava anche, nelle chiese di architettura romanica, la ruota della Fortuna interpretata ovviamente in chiave religiosa. La funzione del rosone era quella di invitare i fedeli alla contemplazione e alla preghiera attirando l’attenzione di chi lo guardava. Il nostro è una grande struttura autoportante con un diametro di oltre sei metri con una cornice completamente decorata al proprio interno, impossibile da vedere ad occhio nudo dalla piazza" ha scritto Fabrizio Loffi.
E nella guida "Il Duomo di Cremona" curata da Francesco Frangi e Marco Tanzi, che dopo aver ricordato che i protagonisti del cantiere cremonese furono maestri provenienti dall'area comasca-ticinese, in merito al grande rosone, si legge: "La facciata maggiore venne completata con il rivestimento lapideo in marmo bianco e rosato della porzione supe- riore: ritmata da due ordini di gallerie o loggette su colonnine con capitelli sovrastati da protomi umane (gli «impietriti») e arcatelle a tutto sesto, era conclusa superiormente da salienti più bassi dell'altezza attuale, dei quali rimane ancora traccia ai lati del rosone centrale. Quest'ultimo costituisce l'ingrandimento di un precedente oculo, come ben testimoniano una serie di sigilli del Comune di Cremona che riproducono l'aspetto della fronte in diversi momenti tra il Duecento e il Quattrocento e la sua evoluzione in questi secoli". E nella guida ancora si legge:"Una lapide oggi collocata nella lunetta del portale maggiore recita: MCCLXXIIII MAGISTER IACO- BUS PORRATA DE CUMIS FECIT HANC ROTAM. Il maestro Jacopo Porrata, comasco, fu dunque l'autore del grande rosone, scolpito nel 1274: ventisei colonnine hanno origine da una corona centrale e si legano tra loro attraverso degli archetti intrecciati; lo strombo della grande finestra si articola in una serie di elementi con decorazione a torciglione e a tralci vegetali stilizzati, il più esterno popolato anche da piccoli animali, mentre in controfacciata sono scolpite figurine a decoro dello strombo interno".
Un'ultima curiosità. Lo straordinario rosone cremonese oltre a fare da modello per San Giusto a Trieste, è stato anche ispiratore di una serie di gioielli che hanno fatto storia come ha raccontato Marco Bragazzi su Cremonasera (leggi qui).
Il restauro del rosone sarà comunque piuttosto complesso e con il mastodontico ponteggio dovremo convivere per diverso tempo.
Le foto sono di Francesco Sessa Ventura
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