24 aprile 2026

Importanti lavori di salvaguardia del manto di copertura della chiesa di San Salvatore

Importanti lavori in corso sulla chiesa parrocchiale di San Salvatore. Interventi attesi che permetteranno, grazie all’impegno della Parrocchia e naturalmente della Diocesi, di preservare un luogo importante non solo per il culto ma anche per la storia della pianura lombarda. Gli interventi, realizzati da GeneralEdil, riguardano il rifacimento del manto di copertura della chiesa dedicata a San Sisto, che in passato era dipendente della Plebes Sancti Yminiani di Pieve d’Olmi.

Di notevole interesse, in particolare, il campanile di epoca medioevale posto sul lato meridionale del sacro edificio, in adiacenza al presbiterio tardo seicentesco. L’unica faccia del campanile osservabile nella sua interezza è quella meridionale, caratterizzata come tutti i lati da una sola cornice con otto archetti a poco più di metà dell’altezza. Come osserva anche Giorgio Milanesi nel suo libro “Romanico Cremonese – Le chiese dell’antica Diocesi di Cremona”, tale cornice pare convogliare tutte le altre decorazioni parietali perché, a propria volta, unisce i due larghi risalti angolari che irrobustiscono gli spigoli ed è tagliata da una sottile lesena che, da terra, giunge fino alla cella campanaria, rimaneggiata in stile Novecentesco. I laterizi, secondo il Milanesi, presentano caratteristiche tipiche che si incontrano nel romanico maturo cremonese ascrivibili, a partire dalla fine del XII secolo, ma anteriori alle soluzioni alle soluzioni parietali delle non lontane torri campanarie di Sospiro e di Pieve San Giacomo. Secondo Giorgio Milanesi non si tratta ancora di quelle murature che gli Autenrieth definiscono di III tipo ma si avvicinano ad un periodo di transito tra l’uso del II e del III tipo, come in diocesi si può notare in modo evidente nelle torri di Castelleone e nel sottotetto della chiesa di Bonemerse. La prima attestazione diplomatica della chiesa risale al lontano 28 dicembre 1207 ed un elemento importante che sostiene una datazione a quel periodo è dato dalla decorazione a piccoli rombi che corona la teoria di archetti cicchi a loro volta composti da laterizi sagomati che denotano una organizzazione del cantiere del tutto avanzata.

Doveroso ricordare, come giustamente scrive anche Milanesi, che la decorazione a rombi è molto diffusa in tutta la Valle del Grande fiume, così come nel Nord della Toscana.

Eremita del Po

Paolo Panni


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti