7 ottobre 2026

Istituto Sraffa: riparte il progetto di ippoterapia. Grazie a Parrocchia di Izano e Avis comunale di Izano

Partito prima del covid, con la sola interruzione nell’anno della pandemia, confermato anche quest’anno il progetto di ippoterapia che coinvolge dieci studenti con disabilità dell’Istituto Sraffa di Crema.

L’iniziativa è stata presentata presso la sede del Centro di Riabilitazione Equestre “Carla Baccanelli Tolotti” di Crema, alla presenza dei vertici della struttura riabilitativa, della terapista Martina Ravera, del volontario Giorgio Danelli e della dirigente scolastica reggente dell’istituto, la professoressa Ilaria Andreoni. Un progetto quello che garantisce complessivamente 80 sedute di ippoterapia ai due gruppi di 5 studenti con disabilità partecipanti (40 sedute per i primi cinque studenti che partiranno martedì e altrettanti al secondo gruppo, che invece sarà impegnato in primavera, dopo la sosta invernale), reso possibile da sempre dal sostegno esterno fornito alla scuola, da club service del territorio o associazioni esterne.

Quest’anno veramente prezioso il supporto che, tramite la Parrocchia San Biagio Vescovo e Martire di Izano, rappresentata dal parroco don Giancarlo Scotti, ha fornito la sezione di Izano dell’Avis presieduta da Tatiana Volpini, nella doppia veste di docente di sostegno della stessa scuola.

Prezioso perché, come ha detto il presidente del CRE Enzo Basso Ricci, segna anche una collaborazione all’interno stesso del mondo del volontariato, “ed io sono un fanatico delle collaborazioni tra associazioni di volontariato”, ha aggiunto il presidente, “perché qui vediamo come il dono si trasforma in altro, un contributo economico, fare del bene e continuare a fare ancora”. Un supporto prezioso anche perché è stata la stessa Avis comunale di Izano a proporsi alla scuola per finanziare il progetto, tramite la collaborazione della locale Parrocchia, che quest’anno ha gestito la parte contabile della storica festa che il sodalizio organizza tra fine luglio e agosto nell’area del Parco Vallée de l’Hien a Izano. “Per noi è importante far sì che i proventi derivanti dalla nostra festa possano confluire laddove c’è bisogno – ha detto la presidente Avis Izano, Tatiana Volpini – da sempre operiamo in questa direzione, affinché quello che noi introitiamo possa essere utilizzato da chi ha bisogno. Quest’anno si è deciso di sostenere questa iniziativa, i cui benefici per gli studenti con disabilità conosco bene”.

Per la dirigente scolastica reggente dello Sraffa, Ilaria Andreoni: “Il contatto con gli animali e le attività che si possono fare tramite queste esperienze, sono molto importanti per gli studenti, per gli insegnanti e gli educatori che sono coinvolti. Rappresenta un valore aggiunto alla nostra stessa offerta formativa, grazie a persone molto professionali come quelle del CRE, e grazie alla Parrocchia di Izano e all’Avis, che permettono la realizzazione del progetto, che rappresenta un’esperienza importante per l’intero Istituto, una di quelle buone pratiche che fanno bene a tutti e migliorano anche il clima scolastico”. Sulla stessa linea don Giancarlo Scotti: “Noi quest’anno siamo stati impegnati in prima persona nella festa dell’Avis di Izano e di comune accordo con l’Avis, si è deciso di far confluire le entrate dove già l’Avis aveva pensato e cioè in questo progetto di ippoterapia e ben volentieri l’abbiamo fatto”.

Da parte del direttore del CRE Agostino Savoldi, il riferimento storico ai 48 anni di attività di volontariato che agli Stalloni si portano avanti: “Qui operano 35 volontari, quattro terapiste, sette cavalli, momentaneamente ora sei, a causa di un incidente capitato proprio lunedì ad uno dei cavalli del Centro, che ora è interessato alle cure del caso – ha detto Savoldi – e ci onoriamo di fare questo servizio non solo per la comunità cremasca, perché eroghiamo prestazioni a più di cento utenti, da lunedì al venerdì, mattino e pomeriggio”.

Le attività proposte nell’ambito del progetto di ippoterapia sono state descritte dalla terapista Martina Ravera, formazione accademica nell’ambito delle scienze pedagogiche della disabilità e diversi anni di esperienza nel Centro: “C’è una parte terapeutica per mezzo del cavallo e poi il momento dell’attesa, caratterizzato da altre attività quali ad esempio l’orto, per chi ne ha la possibilità, perché tutti gli interventi sono calibrati sulle specificità di ogni studente, partendo da un elemento fondamentale, che è quello della relazione, che si deve stabilire con l’animale e con la stessa terapista, lavorando sulla parte sensoriale, sulla limitazione dei comportamenti stereotipati, in un setting che per noi è il campo o la scuderia, contesti quindi non ospedalizzati”. Partendo dal progetto di ippoterapia, in questi anni lo Sraffa ha proposto anche altre iniziative di promozione del volontariato nell’ambito di iniziative legate a progetti Pnrr, che hanno anche portato alcune ragazze ad avvicinarsi come volontarie alle attività del Centro: “Voi siete stati dei pionieri – ha concluso Enzo Basso Ricci – perché ora altri Istituti della città ci stanno chiedendo di attivare progetti analoghi. Ma abbiamo anche qui liste di attesa, perché i cavalli sono questi, così come le terapiste e abbiamo già oltre cento utenti da seguire”.


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