21 ottobre 2026

Lo strano caso del riccio salvato a mezzogiorno dai carabinieri forestali all’Einaudi

Un piccolo riccio ha vagato per un paio di giorni, nel prato che si distende davanti alla palestra dell’istituto “Luigi Einaudi”, in via Bissolati 96. 

Ad accorgersi del minuscolo intruso è stato uno studente, Youssef Ibrahim, durante l’ora di Scienze motorie e sportive con la professoressa Claudia Galbignani, mentre il collaboratore scolastico Giuseppe Giordano ha subito provveduto ad idratarlo e ad estrarre delicatamente le zecche di cui era pieno, con l’aiuto di una pinzetta. 

Per il cucciolo, restare nel giardino del plesso non sarebbe stato per niente sicuro. Il prossimo sfalcio dell’erba avrebbe infatti potuto provocarne la morte. Per evitare il peggio, la direttrice dei servizi generali e amministrativi Gioia Minuti ha deciso di chiamare il Nucleo Carabinieri Forestale di Cremona, che si è attivato immediatamente. L’agente intervenuto sul posto ha appurato con grande amorevolezza le condizioni di salute della bestiola e l’ha presa con sé, per portarla in campagna e farla crescere nel suo habitat ideale. 

A scuola, qualora ve ne siano, potrebbero essere rimasti i fratellini del giovanissimo esemplare. Se verranno individuati, riceveranno le stesse cure dell’altro insolito ospite. 

Per il naturalista Sergio Mantovani: “Può trattarsi del frutto di un secondo parto. Il primo è estivo ed avviene tra giugno ed agosto. Nascere in autunno complica la vita di tali animali, che hanno già ridotto significativamente l’attività, in vista del letargo. Esso richiede l’accumulo del quantitativo di grasso in grado di assicurare la sopravvivenza invernale. Va ricordato che, in Europa, la specie in questione gode purtroppo di una condizione piuttosto vulnerabile. In effetti, l’IUCN (Unione internazionale per la Conservazione della Natura) la classifica come ‘quasi minacciata’ (Near  Threatened, NT), a seguito dell’aggiornamento che ne ha peggiorato lo status rispetto alla categoria precedente di ‘minina preoccupazione’ (Least Concern, LC)”. 

 

Barbara Bozzi


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